Jazzitalia - Enrico Galetta: 48 Hour Odissey
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Renaissance Man Records
Enrico Galetta
48 Hour Odissey


1. High Damper - 6:42
2. 48 Hour Odissey – 5:38
3. Apulia Arabian Night – 6:04
4. Love Despite The Distance – 7:35
5. Sant'Isaia Street – 7:05
6. L'illy Time – 3:26
7. White Smoke Rising – 6:37
8. Be Part Of It – 6:36

Lista dei brani (tutti composti da Enrico Galetta)

Enrico Galetta - Basso, loops, synths, drum programming
Marcus Finnie - Batteria
Michael Whittaker - Tastiere, Fender Rhodes, Piano
Adriano Albarella - Chitarre
Jonathan Jackson - Sax
Rod Mcgaha - Tromba
Bill Hart - Chitarre
Melody Chambers - Voce
Adam Nitti - Basso

featuring
Romeo RussoPilota dell'aereo

Prodotto da Adam Nitti
Pubblicato da Renaissance Man Records
Arrangiamenti di Adam Nitti & Enrico Galetta
Registrato a Nashville presso House of David Studios
Ingegnere del suono: Richard McLaurin
Missato da Russ Long
Masterizzato da Alex McCollough
Fotografie di Roberto Alfano
Grafica: Joele Lucherini
Codice: RMP 181103
 



Un biglietto di sola andata per la musica
di Massimiliano Cerreto

Una tempesta di neve e un soggiorno inaspettato in un aeroporto americano: ecco da cosa nasce il titolo del primo album del bassista Enrico Galetta. A colpire maggiormente, al di là dell'incredibile livello tecnico raggiunto dal musicista bolognese - grazie anche ai suoi studi negli States - (è diplomato presso l'Atlanta Institute of Music) - è la sua concezione melodica. Infatti, se è vero che l'eccellente qualità delle riprese sonore, del missaggio e della masterizzazione valorizzano al meglio il suono del basso (spesso penalizzato in altre incisioni), è altrettanto vero che siamo in presenza di un album in cui tutti i musicisti trovano il proprio spazio. Anzi, il punto di forza del disco è proprio nell'alchimia delle sonorità.

"L'idea di comporre della mia musica è nata durante il periodo di frequentazione del corso di composizione all'Atlanta Institute of Music, dove mi sono diplomato. Ricordo che il mio primo brano, "Be Part Of It", venne utilizzato nel corso di recording studio e notai che diversi studenti, insegnanti e anche non musicisti, ascoltando il groove e la melodia, battevano il piede o schioccavano le dita. Dopo un paio di anni è nato "48 Hour Odyssey". L'obiettivo è stato creare musica che potesse essere ascoltata ed apprezzata non solo da musicisti o da amanti del jazz e della fusion. Inoltre, anche se ho assunto il ruolo di leader della band, ho voluto che il basso fosse presente, ma non invadente. Da qui, la scelta di mettere al primo posto il groove e la melodia." (Enrico Galetta)



L
a frequentazione dell'Atlanta Institute of Music ha permesso ad Enrico Galetta di fare uno degli incontri più importanti della sua vita: quello con il bassista Adam Nitti, anche produttore dell'album e co-arrangiatore di tutti i brani, oltre che suo maestro ed amico. Occorre aggiungere che l'ascolto di "48 Hour Odissey" permette anche di comprendere la molteplicità delle influenze stilistiche cui si è ispirato e che fanno parte del suo background.

"Gli stili musicali che mi hanno influenzato sono tanti. Innanzitutto, quelli di alcuni musicisti jazz che ho sempre amato come: Marcus Miller, Victor Wooten, lo stesso Adam Nitti, John Patitucci, Michael & Randy Brecker, Miles Davis, Herbie Hancock. Amo molto anche compositori moderni di colonne sonore quali, Hans Zimmer, Ennio Morricone e John Powell." (Enrico Galetta)

Passando all'analisi dei brani, il pezzo di apertura non vi lascerà neppure un attimo di respiro. Un fiume in piena di note che vi travolgerà letteralmente. Eppure, nulla è lasciato al caso. Bellissimo il suono del Fender Rhodes di Michael Whittaker e un grande ruolo nella riuscita del brano la riveste la chitarra di Adriano Albarella. Senza dimenticare, infine, la presenza del sax di Jonathan Jackson. Infine, una curiosità: Romeo Russo, la cui voce apre il disco, è veramente un pilota di linea!

"High Damper" è nata su un groove di basso molto energico (ispirato dai ritmi frenetici aeroportuali) e, quindi, ho preferito inserire una melodia più semplice, interpretata però dal sax e dalla chitarra che suonando all'unisono per dare maggior vigore alla melodia.

Segue la title-track, cha ha un andamento sicuramente meno "nervoso", ma non meno vibrante. Geniale l'uso delle pause, che spesso introducono l'entrata in scena della tromba di Rod Mcgaha. Decisamente asciutti i suoni della batteria di Marcus Finnie, cui si contrappongono quelli a tratti lunari ed eterei delle tastiere del già citato Whittaker. Proprio un ottimo lavoro di squadra.

"48 Hour Odyssey è nata da una serie di eventi sfortunati, una vera odissea così come descritto in modo ironico nelle note di copertina del cd. Come anche in "Be Part Of It", ho desiderato avere la tromba quale principale protagonista ed una formazione più compatta."

Giocato sulla contrapposizione tra suoni di basso più aspri e l'accentuazione della dimensione melodica, grazie alla voce di Melody Chambers ed alla chitarra acustica di Bill Hart (che caratterizza soprattutto l'ultima parte del brano), Apulia Arabian Night è tra i brani più belli dell'album.

"Apulia Arabian Night è nata da un groove di basso inizialmente un po' arabeggiante. L'ispirazione nasce da alcuni caldi tramonti estivi trascorsi nella mia terra d'origine, con l'immagine dinanzi ai miei occhi di grandi distese di grano, case bianche e il suono dei grilli in sottofondo. Per il tema d'apertura, ho voluto un duetto di chitarra e tromba. Ad addolcire il tutto c'è la voce della bravissima cantante di Nashville (quasi tutti i musicisti provengono dalla scena musicale della celebre città americana, nda)." (Enrico Galetta)

Altro momento tra i più belli del disco, il quarto brano è ricco di sonorità che evocano il mare: simbolo della distanza che separa i due amanti immaginati. Molto elegante anche il programming di batteria, curato dallo stesso Enrico Galetta, su cui s'intreccia il suono della batteria acustica.

"Love Despite the Distance è il brano che più di tutti evidenzia il mio amore per le colonne sonore. Il tema è quello della lontananza degli affetti. L'ho scritto pensandolo per un suono dolce di fretless bass unito al sax soprano. Inizialmente lo avevo immaginato con anche il suono della tromba con sordina. (Enrico Galetta)

Con "Sant'Isaia Street" vi è un ritorno al mood iniziale del disco. Da sottolineare il solo di Adam Nitti sul canale sinistro. Molto belle anche le sonorità scelte dal tastierista, così come gioca un ruolo davvero importante il suono della tromba di Rod McGaha.

Unico vero "assolo" del brano, "L'illy Time" permette anche all'ascoltatore più distratto di comprendere il grande talento strumentale di Enrico Galetta, che ha una tecnica delle dita da fare invidia ad un chitarrista!

Con un'impronta molto americana e molto moderna, "White Smoking Rising" apre la strada a "Be Part of It", con cui avviene l'ideale quadratura del cerchio!

"Sant'Isaia Street e White Smoke Rising mettono in risalto il mio amore per la storica band funk fusion dei fratelli Brecker e per il sound di Marcus Miller. Nella prima, anch'essa nata anche da un groove di basso iniziale, ho voluto sperimentare una ritmica dispari che, insieme alla melodia, potesse dare un'idea di groove naturale. In entrambi i brani, ho inserito il fretless insieme al basso con i tasti per dare più morbidezza in alcuni punti e creare delle atmosfere. L'illy Time, invece, è nata da un attimo di sonnolenza mista a follia e stanchezza. E' stato durante le prove in studio, prima di un festival jazz in Florida. Un attimo che si è inoltrato sino al mattino presto quando, come il titolo suggerisce, avevo proprio bisogno di un bel po' del mio caffè preferito! Essendo nata da un momento di divagazione sul basso, l'ho perfezionata e suonata proprio come un solo di basso." (Enrico Galetta)

"48 Hour Odissey" è un album in cui ci sono tutti i presupposti per una carriera di solista e sideman davvero promettente. Anche se è doveroso sottolineare come Enrico Galetta, proprio per le sue doti strumentali, sia stato già ospite di numerosi eventi, spesso in qualità di dimostratore dei bassi artigianali Laurus. Un disco, quindi, assolutamente consigliato agli amanti del basso elettrico (e della batteria) e anche a chi vuole avvicinarsi ad un jazz contemporaneo dalla grande vocazione melodica.
Massimiliano Cerreto per Jazzitalia

Per maggiori informazioni:
www.myspace.com/enricogaletta













Invia un commento


Questa pagina è stata visitata 2.612 volte
Data pubblicazione: 03/11/2008

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti