Jazzitalia - Recensioni - Nicola Sergio Trio: Illusions
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Umbria Jazz Winter 2019: Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano. .

Songwriting Camp. Il Saint Louis sostiene le idee di giovani artisti, musicisti e cantautori con un corso gratuito e a numero chiuso realizzato con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell'ambito del programma "Per Chi Crea"..

Sotto le stelle del Gianicolo, prosegue la terza edizione del Festival "GIANICOLO IN MUSICA 2019 con grandi protagonisti del Jazz.

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Ultimi aggiunti:

            ALESSI Piero (batteria)
            CALIGIURI Francesco (sax)
            DILIBERTO Silvana (voce)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            GAETA Walter (pianoforte)
            INTUITION QUARTET (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEOFREDDI Antonio (viola)
            MAZZA Giovambattista (chitarra)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            MILONE Federico (sax)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            THE JIM DANDIES (gruppo)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
Nicola Sergio Trio
Illusions



Challenge records (2012)

1. Pèlerinage à l'île de Cythère
2. Parfum
3. Suspense
4. Butterfly
5. Gretchen
6. Be My Love
7. For Jan
8. Il Poeta Romantico
9. La Ballata Dei Due Amanti
10. Chopin Is Dancing Tarantella!

Nicola Sergio - piano
Stéphane Kerecki - contrabbasso
Fabrice Moreau - batteria


"Nicola Sergio è un melodista. Non nel senso del musicista che leghiamo al tradizionale clichés dell'Italia che diede origine al Bel Canto; né tanto meno di quelli che puntano sulla melodia per mancanza di linguaggio o di conoscenze...". Con queste parole il sassofonista Jean Charles Richard definisce, nelle note di copertina dell'album "Illusions", l'essenza di questo giovane talento calabrese trasferitosi ormai da diversi anni a Parigi.

Sergio esce da solidi studi e si diploma in piano classico e jazz all'Università di Perugia, continua la sua carriera collaborando tra gli altri con Michael Rosen e Javier Girotto. Fonda il suo trio insieme a due talentuosi musicisti francesi, il contrabbassista Stéphane Kerecki, già sentito in duo con il grande John Taylor, e il batterista Fabrice Moreau.
In questo terza prova da leader, sette delle dieci tracce sono originali, notiamo notevole maturità compositiva.
Il sound, superbo ed unico, è costituito da una fluidità costante che rende piacevole l'ascolto, è un lavoro di sottrazione che distilla l'essenzialità alla ricerca di una pulizia sonora brillante ed eterea: un freddo "tepore nordico" difficile da spiegare. E' palpabile l'affinità con due mostri sacri del jazz europeo: John Taylor e Bobo Stenson, come testimoniano alcune dichiarazioni del musicista.

La melodia è preponderante ma viene usata come scorciatoia per sperimentare; l'idea è quella di operare sullo spazio ed il tempo dilatando entrambi e scovando il modo per giocare senza raccontare nessuna storia. Come diceva il cineasta francese Jean-Luc Godard: "...raccontare quello che c'è tra le cose e non le cose stesse".
Il drumming di Moreau è composto, pulito ed essenziale, Kerecki si caratterizza invece per creatività grande senso del ritmo e perfetta intonazione.

Si parte con "Pèlerinage à l'île de Cythère", "Suspense" e "Butterfly" nelle quali c'è un senso di inquietudine che prevale; si passa poi a "Gretchen", omaggio a Franz Schubert ed al retroterra classico del pianista, in cui Kerecki sfoggia una grande abilita nell'uso dell'archetto. "For Jan", brano di Kenny Wheeler, ricorda sonorità care a Bill Evans. Conclude il lavoro un omaggio alla terra d'origine "Chopin Is Dancing Tarantella!", unico brano per piano solo, in cui si verifica l'inusuale incontro di uno Chopin jazzato e la tarantella.

Un album concreto che non ha paura di rischiare guardando, da una parte, al pianismo contemporaneo senza dimenticare il passato e la lezione di Bill Evans.

Nicola Barin per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 03/03/2013

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