|
||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||
Gli spaghetti...
Spaghetti Latini La mattina
delle registrazioni, invece del previsto Steinway, abbiamo trovato un pianoforte
Yamaha; contento dell'imprevisto ero soprattutto io. Senza cercarlo, ero
riuscito a conservare gli stessi ingredienti (strumenti e musicisti) della mia
musica, anche in questo nuovo "piatto". Addirittura era un lunedì, come per i
miei primi due CD. Mantenendo invariata la situazione formale, sono sicuro di
aver lavorato solo nell'evoluzione della sostanza: la musica e nient'altro.
Dedico l'idea ritmica più semplice ed originale di questo lavoro - "M.D."
- a Maria e il "Tango Italiano" a Fausto. Il nuovo album di Renzo Ruggeri si presenta rispettando puntualmente tutte le aspettative di chi lo aveva conosciuto con il fortunatissimo Accordion Voyage: ispirazione, brillante energia, trasversalità e magniloquenza per una produzione fresca e piacevolissima da ascoltare. Spaghetti Time è una realizzazione significativa per il generosissimo feeling, ed autentica, come sempre, per la bellezza, fra le altre cose, delle composizioni originali dello stesso leader. Pur tuttavia è lo spirito che permea l'intero disco ad affascinare così tanto: un susseguirsi di canzoni che riesce ad emozionare e divertire l'ascoltatore, un turbinio di scatti rabbiosi, di dolci rime scambiate fra uno strumento e l'altro attraverso cambi di tempo, di armonia, di sensazioni e di passioni. L'idea che ne viene fuori è di una globalità di espressioni per mezzo di una musica lontana da ogni collocazione aprioristica (e spesso asettica). Il linguaggio di Renzo Ruggeri e di tutta la sua band appartiene all'unica categoria della sincerità di una ricerca tesa ad abbattere tutte le frontiere comunicative in una prospettiva strumento-stile-genere. 1. Fascinating Rhythm è l'eloquente apertura del disco , in questa concezione "semplicemente" brillante , divertente e accattivante , così come era lo spirito originale di un grande classico della tradizione americana. E se già la riproposizione di uno standard di Gershwin con la fisarmonica non bastasse, per azzardo e creatività, a soddisfare le consuete pretese (da parte del pubblico e della critica) di novità nell'operazione di "remake" dello standard, bisogna ammettere che Renzo Ruggieri riesce a "dribblare" elegantemente il problema introducendo il tema con un "leggero" e pimpante ostinato, proseguendo poi con un interminabile assolo capace di rapire ed estenuare l'ascoltatore proprio come faceva la voce di una delle interpreti più autentiche del repertorio Gershwiniano, Ella Fitzgerald. Quando si dice che è lo strumento a fare una "citazione erudita"... Si devono poi obbligatoriamente risaltare i ruoli di due altri strumenti (del contrabbasso si dirà poco più avanti) : la batteria ed il pianoforte. Il merito del primo strumento risiede nell'abilità (tutta nelle mani del suo "padrone" Massimo Manzi) di suonare in maniera mai invadente, anzi discreta e naturale tanto che può capitare, immergendosi nel piacere dell'ascolto, di non notare più la sua presenza. E al tempo stesso se si provasse ad estrapolare l'intera parte dei drums dalla traccia si avrebbe modo di ascoltare un pezzo a sè, eloquente e che non abbisogna quasi di altri strumenti. Niente mero accompagnamento, quindi, ma ordinata polifonia al servizio di uno spirito musicale comune. E al coro di voci si unisce prepotentemente (rubando la parte alla batteria) un azzeccatissimo solo di pianoforte, bluesy come nelle migliori tradizioni di Di Sabatino (sicuramente al top della forma in questa situazione), mai scontato, anzi in linea con lo stile del take, suonato tutto di un fiato in un mix di energia, tecnica ed invenzione. 2. Spaghetti Time. Niente Third Stream, Main Stream, Neo Bop, fusioni con la Musica Euro-Colta o classificazioni del genere: Renzo Ruggieri fa dello strumento ciò che vuole, impazza ed imperversa attraverso tutti i generi e gli stili. E lo dimostra ancora una volta in questo pezzo, dove il sostenutissimo lavoro di batteria prima, e contrabbasso (soprattutto) poi, fanno calare le luci su un'atmosfera – stile notti di Chicago - degna del miglior Mingus. Moriconi è impagabile, vero motore inesauribile di uno swing ricco, a tratti reso faceto (dal pianoforte nel suo spazio di solo) e sempre costantemente acceso. 3. Misty (Johnny Burke-Erroll Garner) è semplicemente elegante, raffinata, dolce ed appassionata: una ballad per sognare, che in alcuni tratti si rivela però deliberatamente più intensa, densa e scura nelle sue sfumature di quanto suggerisca la tradizione, sempre rispettata da parte di tutti i componenti dell'ensemble, per quanto opportunamente pronti a spingersi più in là per affondare pregevolmente il tocco anche nell'esasperazione del pathos. 4. Chacarera for Renzo è la composizione del pianista Paolo Di Sabatino, pronta ad aggiungere la verve e l'euforia propria di quei ritmi latino americani a lui tanto cari. Un altro lato, un'altra sfaccettatura che rivela un sapiente miscuglio di lirismo, ritmo e spirito danzante attraverso reminiscenze di culture a noi distanti e familiari (grazie alla musica) al tempo stesso. 5. In Chi Tene ‘O Mare l'atmosfera cambia radicalmente , mostrandosi sotto una luce soffusa e sospesa, dove gli strumenti sembrano "parlare" uno alla volta, cominciando dal vivido contrabbasso di Massimo Moriconi per finire con l'onnipresente fisarmonica del leader della formazione. 6. Tango Italiano apre invece un capitolo nuovo di questo percorso iniziato con Accordion Voyage: è il vero anello di raccordo, l'esempio più chiaro della progettualità di Renzo Ruggieri che si snoda attraverso un 5/4 devastante dove l'energia del solo di fisarmonica viene imbrigliata e compressa in una tensione nervosa, a volte cattiva, in un continuo crescendo verso un contatto - impatto con il richiamo del pianoforte, così improvvisamente dolce da trasformare il contrasto in meraviglia e stupore. Tuttavia l'intero brano è pervaso da una straordinaria aggressività, quasi rabbia e voluttuosità che già emerge dalle primissime note del (bellissimo) tema, verso un omaggio (raffinato ed elegante) alle tradizioni ed origini del suo strumento. 7. Piccolo Valzer Italiano bissa l'esito fortunato dello straordinario collega "Francese" (artefice in gran parte del successo di Accordion Voyage, precedente album di Renzo Ruggieri), donando uno spazio di serena ispirazione sviluppato nella dolcezza di una melodia che incanta e lascia respirare attraverso il gioco dei richiami e delle pause. 8. M.D. è la chicca finale. La sorpresa che chiude oniricamente questa avventura, nell'attesa della prossima… (Carlo Costantin)
| ||||||
|
|
|
|||||
![]() |
||||||