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Stefanie Schlesinger è una vocalist tedesca con un passato nella musica classica prima di approdare al jazz. Nonostante la sua giovane età (27 anni) ha già un'esperienza considerevole maturata al fianco di diversi musicisti non solo del panorama jazzistico. L'album del suo debutto, "What love is", ha riscosso un buon successo di critica che l'ha considerata dotata "di un talento considerevole". Angel Eyes è un album diverso, non pervaso dalla melanconia che contraddistingue il precedente lavoro. L'artista è brava nel mettere a frutto la preparazione classica fondendola con le architetture jazz o con i ritmi longue.A fianco della Schlesinger troviamo dei validi musicisti: Wolfang Lackerschmid al vibrafono ed alla gramorimba (nuovo strumento tra la marimba guatemalteca ed il vibrafono), che ha anche composto le musiche della maggior parte degli undici brani presenti nel disco, Bob Degen al piano, John Lee al basso, Karl Latham alla batteria e Roger Squittero alle percussioni. A questi si aggiungono, in qualità di ospiti in alcuni brani, Slide Hampton al trombone, Hendrik Meurkens all'armonica e Johannes Faber alla tromba. Il lavoro è di gradevole ascolto, i brani si susseguono tra sonorità swing, blues, longue e squisitamente jazz e, in alcuni casi ( Say that you love me) con tinte samba squisitamente disegnate dal vibrafono di Lackerschmid.Bella la versione "slow blues" del classico di Michel Legrand The way he makes me feel (colonna sonora del film Yentl), supportata dai fraseggi del trombone di Hampton.Così come Four sweet words, un dolce waltz con echi R&B, il cui corpo centrale è costituito da due brevi, ma significativi, soli di Bob Degen al piano (magistralmente toccato) e di Lackerschmid che al vibrafono ricorda il miglior Gary Burton.Il brano main – title, Angel Eyes è una inedita versione "bluesy" della composizione di Matt Dennis, sapientemente arrangiata dal polivalente vibrafonista.Particolarmente piacevole è il track n.8 L'amore che non c'è, dove l'artista tedesca canta in perfetto italiano (gli studi classici si fanno sentire tutti) un brano reso maggiormente espressivo dalla sofisticata armonica di Meurkens.E' un album sicuramente policromo non solo basato sull'abiltà vocale della
Schlesinger, ma anche sui soli di ottima fattura dell'intero gruppo, ospiti compresi.
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