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Note di Copertina per
Another View di Andrew Cheshire Oggi, per molti -sia fans che musicisti- la via al jazz passa per il rock. E sempre di più la chitarra jazz viene insegnata nelle scuole e nei conservatori, dove i musicisti rock che si ritrovano ad andare oltre il livello dell'heavy metal si trasformano in studenti di jazz. E con quel background è nata una generazione di chitarristi molto bravi a livello tecnico, che tuttavia possono sembrare uno simile all'altro. Mentre una volta era la regola nel jazz, i chitarristi jazz ampiamente autodidatti ora sono una rarità.
All'età di 15 anni, Cheshire si esibiva professionalmente in "posti da vino e formaggio a Long Island", dove suonava degli standard in un trio e imparava così con la serata a fare swing. Dall'ultima lezione di chitarra, 22 anni fa, ha imparato il jazz alla vecchia maniera. Ancora adolescente, si trasferì a Brooklyn e frequentò tutte le jam session jazz che poteva, e sperimentò la scoperta, spesso dolorosa, di quante cose ancora c'erano da imparare per saper suonare, improvvisare e avere il senso del ritmo. Il suo rito di iniziazione al mondo del jazz avvenne sotto forma di un brano che veniva virtualmente richiesto ad ogni musicista jazz degli anni Settanta On Green Dolphin Street. Seppe di essere uno "giusto" quando "dopo lo spettacolo uno dei tizi venne da me e mi disse "Hey ragazzo, hai imparato finalmente a suonare Green Dolphin Street, eh?" Circa in questo periodo, Cheshire incominciò a comporre. Non più tardi, Cheshire ebbe l'opportunità di suonare con Kenny Barron, Roy Haynes, Buster Williams, Dewey Redman, Harold Mabern e una schiera di altri ancora. Dopo circa cinque anni in cui smise di suonare, dedito al matrimonio e ad un lavoro non musicale, un invito da parte di un batterista di una band West Indian gli fece riprendere la chitarra, cosa che lo portò alla fine a esibirsi con il Walter Perkins Quartet, fra gli altri. Strada facendo, la sua crescita musicale è stata documentata da un affascinante corpo di registrazioni inedite di esplorazioni funk spaziali in strane notazioni di tempo, insieme ad alcune session classiche . Stanco dell'ambiente di Brooklyn, Cheshire con la sua famiglia si trasferì nella rurale Milanville, in Pennsylvania, sul fiume Delaware, dove ha perfezionato la sua arte, ha ampliato la sua visione musicale, ha composto costantemente, ed è diventato un vero bravo chitarrista, con un approccio ben distinto ed originale. Durante questo periodo, incontrai Andrew per la prima volta, e lo invitai ad apparire sulla serie di artisti regionali Homegrown Music, che produco per la stazione radio pubblica station WVIA-FM, di Scranton/Wilkes-Barre, in Pennsylvania. Il suo stile solistico innovativo, per lo più a linea singola, insieme alla sua originalità armonica nelle composizioni originali e nelle riarmonizzazioni degli standard, mi hanno fatto subito capire che Cheshire era un chitarrista/compositore al di fuori dalla norma.
Ora è il momento di Another View, che è proprio questo:un diverso aspetto dell'arte compositiva e interpretativa di Cheshire, che si esibisce in un quintetto senza pianoforte, cercando di ottenere un feeling simile a quello delle classiche vecchie session Blue Note, ma con una musica fresca e nuova. Ancora una volta,
ritorna Ron McClure, bassista straordinario, che ricorderemo sempre nelle
sessioni del popolarissimo Forest Flower di Charles Lloyd,
accompagnato dall'onnipresente ed elegantissimo batterista Jeff Hirschfield.
Il titolo dell'album, inoltre, è relativo allo strumento che Cheshire impiega. Originalmente Cheshire aveva progettato di registrare su una chitarra acustica, il giorno prima della session, però, decise di usare una chitarra a corpo solido, più associata al rock, "whammy bar", che usa in maniera creativa. Il suo sound, questa volta, combina spunti di elementi contemporanei "high tech" con il calore di una chitarra elettrica tradizionale. Ha assunto anche un approccio stilistico in un certo senso diverso per questa sessione, suona più accordi negli assoli, mentre fa ancora uscire quelle linee a nota singola che brillano di affascinanti salti di ottavi , inaspettate linee melodiche e fioriture di terzine.. Cheshire, per questa session, letteralmente fiorisce come compositore , con il suo materiale che va da esplorativi brani modali a pezzi di una meravigliosa influenza latina. Sul primo tipo di materiale si focalizza il brano che dà il titolo all'album. Another View è basato sul tritono ( che divide precisamente la scala), che Cheshire definisce "un universo parallelo in cui posso esplorare due mondi allo stesso tempo". La composizione mostra alcune interessanti pagine di ensemble per fiati di Cheshire, sentite per tutto l'album, dove le linee dei fiati e della chitarra s'intrecciano le une con le altre. Il brano presenta gli assoli più "esplorativi" del CD da parte di Perry, Weiss e specialmente Cheshire. Tomorrow Is Today, basato su un ritmo latino patinato, portato sottilmente da Hirschfield, offre lo spunto per lo sgargiante assolo di McClure, seguito dall'uscita quasi giocosa di Cheshire, che lancia un po' di "diretti" musicali in un contesto altrimenti fluido e lirico. Weiss e Perry sfruttano al meglio le ben poche opportunità per gli assoli. Earth Dance è una continua piroetta in avanti e in indietro fra il valzer e lo swing, e presenta una linea melodica che Cheshire ha intessuto per sfruttare al meglio la sonorità naturale, continuamente fluente e rifluente, dei fiati. Perry, con il suo assolo brillante, trova proprio pane per i propri denti in questo brano armonicamente affascinante. Eva, dal nome della moglie di Cheshire, è pure basato su una figura ritmica latina. Nel suo tema, le linee armoniche passano ora dai fiati e ora alla chitarra, mentre l'altro suona figure all'unisono. Se Secrets assomiglia alla vecchia sonorità Blue Note, è voluto. Cheshire voleva offrire una struttura più standard a questo pezzo, senza sacrificare la ricerca armonica. Questo brano dà il via a dei grandi "numeri": Perry risplende, Weiss brucia, e Cheshire volteggia. Saturn nacque dapprima da una linea melodica, attorno alla quale sono state intrecciate poi interessanti e spesso inaspettate armonie . Le linee per ensemble sono una dimostrazione della bravura compositiva di Cheshire. Béla Bartok è l'ispirazione che sta dietro a Diverge. La tecnica di Bartok di tenere separate la linea melodica in intervalli sempre più ampi offre la base per questo brano ( e per il suo titolo), in stile modale frigio. Cheshire sfrutta al meglio la linea divergente in questo suo memorabile assolo. Questo brano include inoltre un prode assolo di Hirschfield. Love Planet incorpora un meraviglioso feeling patinato, ancora in una grande pagina di ensemble per fiati, con la tromba e il sax tenore che si muovono dentro e fuori in un contrappunto ritmico. I cangianti colori armonici del brano, con le sue transizioni al 3/4 verso la fine di ciascun chorus, dà a Perry, Weiss, Cheshire e McClure l'occasione di esibirsi un alcuni dei loro più affascinanti assoli di tutto il CD. L'assolo di Cheshire è un ottimo esempio della sua tecnica di sottintendere i cambiamenti d'accordo per lo più grazie a linee a note singole, bellamente accompagnate da McClure. Come composizione, ha tutto quello che un musicista jazz può volere, e, con un'adeguata frequentazione, potrebbe facilmente diventare uno standard. Mentre prestigiosi
istituti di istruzione superiore continuano a sfornare dei chitarristi di
formidabile abilità, è bello sapere che qualcuno come Andrew Cheshire può
venirsene fuori alla vecchia maniera e creare musica non meno edificante, con lo
stile ben distinto e la personalità che proviene dall'aver trovato un proprio
personale percorso. (c) Copyright 1998 George D.
Graham. Tutti i diritti riservati.
Cheshire, che al momento
di questa session aveva già lasciato Long Island e Brooklyn per vivere a
Milanville, in Pennsylvania, è rivolto verso una direzione musicale più
definita. Il suo sound è a volte metallico, rapido e sotto la superficie. C'è
una rifinitura più definita, meglio levigata da una band con la presenza del sax
tenore Richie Perry e del trombettista Kurt Weiss, che danno una più
ampia interpretazione al suo materiale scritto e c'è una comprensione più chiara
di come esistere nella stratosfera. La sezione ritmica composta da Ron
McClure al basso e da Jeff Hirshfield alla batteria spingono avanti
il lavoro con il giusto equilibrio di spirito e gusto. C'è un sorvolare cupo nel
titolo d'apertura, ma già al secondo brano "Tomorrow Is Today", emerge il
suono del gruppo, simile a quello brillante di Lee Morgan-Joe Henderson o dei
Jazz Messenger.Il diamante è stato tagliato, le facce sono state levigate e la
luce si rifrange in tutte le direzioni. "Earth Dance" porta un ritmo che
va dal valzer allo swing, un po' latineggiante e "Eva" (dedicato alla
moglie di Cheshire) è lo spunto per un'altra brillante melodia."Secrets"
è una linea discendente e straziante, "Saturn" presenta ancora dei
riferimenti all'epoca Blue Note, "Diverge" è più umorale e diseguale (Cheshire
ha forse ammirato Larry Coryell?) mentre il pezzo finale "Love Planet" fa
un leggero swing, con Perry che lo interpreta in maniera diretta e profonda, con
un suono non-formato molto alla Coltrane-Michael Brecker, infuso al gruppo dalla
prima all'ultima goccia per tutta la session. Cheshire ha cercato di "prendere
una tigre per la coda", e ha cercato di domarla senza venirne graffiato. Ha
ricercato un equilibrio elusivo per una musica originale che non suonasse un
clichè. Ricerca un proprio sound e lo ha ampiamente ottenuto in molte e diverse
occasioni, tanto quanto un battitore si adatta ad ogni lanciatore. Perry
e McClure vengono tremendamente in aiuto in quest'area, mentre il
chitarrista collabora utilmente a non ripetere delle ovvietà. Questa musica è
piena di incanto e di meraviglia per la vita, con in più il carburante della
passione, ed è eseguita in maniera sincera. Non si può chiedere di più al jazz
moderno oggigiorno.
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