Jazzitalia - Recensioni - Back & Fourth: Oliver Hafke Ahmad
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Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

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"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            BLASIOLI Simone (sax)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Back & Fourth
Oliver Hafke Ahmad



Urban Grooves Berlin Records (LC 33294) (2014)

1. Morning Groove
2. Back & Fourth
3. Dancehall Jazz
4. DFG
5. Flying High on AF447
6. The Guitar Hero
7. Summerjam
8. Space Noises
9. Funk X
10. 35°C
11. Black Faces
12. Tango in Ab Minor

Oliver Hafke Ahmad - Saxophones, Flute, FX
Thibault Falk - Piano, E-Piano, Synthesizer
Shota Higashikawa - 7-String-Bass
Benjamin Strauss - Drums

Guests:
Nikolaus Neuser - Trumpet, Flügelhorn, FX
Sonja Kandels - Vocals, Poetry
Denis Jabusch - Bass
Andreas Weiser - Percussion


Oliver Hafke Ahmad è un sassofonista tedesco di origini arabe al suo debutto discografico con questo "Back and fourth". Al suo fianco si schierano giovani musicisti, come il leader, poco noti dalle nostre parti. Il cd riprende sonorità tipiche della black music, andando a pescare nel soul, nel funk, nel reggae, nella disco music delle origini. Tutto l'album scorre fluido sotto l'impulso di un sax propositivo e trascinante con un timbro volutamente sporco, ma dotato di una sua qual accuratezza. Accanto allo strumento a fiato, Thibault Falk utilizza piano acustico, elettrico e organo hammond che va a miscelare in un impasto di citazioni del sound tipico degli anni ottanta. Ad un certo punto esce fuori anche il suono campionato di una chitarra wah wah, per rimanere una volta di più ancorati a quel periodo.

Shota Higashikawa e Benjamin Strauss, a basso e batteria, assicurano un sostegno pulsante e regolare ai solisti. Hafke Ahmad, inoltre, si serve di alcuni ospiti per costruire riff larghi e insistiti in appoggio al quartetto di base. Fra gli undici titoli, ecumenicamente, compaiono omaggi a Piazzolla e a Pat Metheny, tanto per scomodare qualche illustre punto di riferimento.

Siamo di fronte, a conti fatti, ad un gruppo professionale e competente che dà vita ad una musica digeribile, leggera e disimpegnata. L'ascoltatore non fatica, cioè, a decodificare brani pieni di ritmo, di elettricità, dove il jazz è sicuramente presente, ma in percentuale appena avvertibile, non certo dominante.

Gianni Montano per Jazzitalia













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Data pubblicazione: 19/09/2015

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