Jazzitalia - Recensioni - Filippo Cosentino: Baritune
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            CAGNETTA Mariangela (voce)
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            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Filippo Cosentino
Baritune



Egea/Incipit (2019)

1. Antes de decir adiós (F. Cosentino)
2. Fields of wheat (F. Cosentino)
3. Family (F. Cosentino)
4. Estate (B. Martino)
5. Love (F. Cosentino)
6. Old boy (F. Cosentino)
7. Beautiful love (V. Young)
8. One quiet night (P. Metheny)
9. Andromeda e Perseo (F. Cosentino)
10. Lascia ch'io pianga (G. F. Handel)
11. Quiet song (F. Cosentino)
12. CDMX (F. Cosentino)

Filippo Cosentino - chitarra baritona acustica e chitarra baritona elettrica, pianoforte, programmazioni e arrangiamenti


Che il suono abbia un suo respiro naturale lo si evince quando si ha la possibilità di ascoltare uno strumento in tutte le sue svariate espressioni che si muovono in uno spettro emozionale ampio, ricco di sfumature. Filippo Cosentino affida la sua sensibilità alla chitarra baritono sia acustica che elettrica per incidere il suo album "Baritune". Il risultato è un'escursione attraverso diversi paesaggi in una varietà di generi, una molteplicità di armonie e sonorità che rendono subito partecipe l'ascolto catturato già dalla traccia di apertura, "Antes de decir adiós", nella quale si può rilassare il proprio pensiero adagiandolo sulle morbide e profonde note per ritrovarsi in un personale scenario immaginario.

La chitarra baritona offre un ventaglio di suoni che Cosentino riesce ad attualizzare come l'incalzante "Fields of wheat " o i "ballabili" "Family" e "Love" con entrambe le chitarre molto ben equilibrate e ritmicamente fluide. Non mancano rivisitazioni come "Estate", standard immarcescibile qui proposto con una coinvolgente veste intima, così come l'amabile "Beautiful Love" di cui si riesce a gustare la profonda intensità della melodia e dell'armonia che la contraddistingue. Arpeggi che intessono trame variopinte in "Old Boy" e la bellezza di "Lascia ch'io pianga" in cui sono questa volta sono i suoni che si pongono al servizio della composizione.

Il chitarrista albese poi omaggia Metheny e la sua picasso guitar con una propria versione di "One Quite Night" la quale si contrappone alla dolcezza e alla serenità trasmessi dall'esecuzione di "One Quite Song" di Cosentino stesso. L'album si chiude con "CDMX": una melodia che rimane, ausilio di piano e ritmica per un viaggio con l'immaginazione tra i colori e gli spazi di una città come Città del Messico a cui è dedicata.

Si guarda sempre con interesse quando un musicista decide di esprimersi in solitaria poiché è l'occasione per far emergere la completezza della propria individualità artistica e, sembra quasi una contraddizione, quando si hanno a disposizione meno suoni si riesce invece ad ottenerne di più anche se il rischio è ripetersi, aspetto che Cosentino ha sapientemente evitato.
 
Marco Losavio per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 26/04/2020

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