Jazzitalia - Andrea Rossi Andrea Ground Plane Antenna : Baudrillard Est Mort
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Splasc(h) Records - distr. IRD (2008)
Andrea Rossi Andrea Ground Plane Antenna
Baudrillard Est Mort


1. Internet QSL
2. Internet QSL "Years"
3. Internet QSL (Ending)
4. Mediocre Music// "Spam".

Musica di Andrea Rossi Andrea.

Andrea Rossi Andrea - basso elettrico, electri noise, voce
Luca Bonvini - tromba slide
Stefano Deagatone - sax tenore
Stefano Pastor - violino
Tiziano Tononi - percussioni,batteria) nel brano #2
 



Non esiste nel panorama musicale italiano un artista con obiettivi relazionali, pari ad Andrea Rossi Andrea. Il musicista veneto, infatti, si presenta in scena con la "ground plane", che è il suo logo, oltre che il simbolo delle sue intenzioni comunicative. C'è in lui, quindi, un'urgenza di dialogo, di scambio di esperienze, di ricerca di contatto con il pubblico e con i musicisti. Con tutto questo i suoi dischi sono concepiti quasi sempre come opere in solitudine. Anche quando utilizza il contributo di altri strumentisti, prevale la sua idea espressiva, la sua concezione estetica. I partners cooperano al suono "pensato" dal bassista veneto e sono, però, strumenti in mano al regista della musica che viene prodotta, seppur i suoi compagni di avventura beneficiano del massimo della libertà di azione.



A
nche questo "Baudrillard est mort" non si sottrae a questo procedimento. Anzi, rispetto ad altre prove dell'artista vicentino, qui questo aspetto è anche più accentuato. Le parti in solitudine occupano, infatti, la maggior parte del disco. Gli interventi di altre voci sono inserite rispetto ad un programma preciso, sono estrapolate da concerti o da sedute di registrazione e servono ad integrare e completare il piano previsto dal leader di questo disco. Si ascolta in tutto il cd una musica dove predomina l'elettronica. Andrea Rossi Andrea utilizza, ad esempio, diversi artifici che gli permettono di riprendere il timbro di altri strumenti. Purtuttavia in alcuni passaggi il suono "puro" del suo basso elettrico si impone in primo piano ed in solitudine. Altrove prevalgono i loops e gli overdubs. Con questo apparato il musicista realizza una musica ondivaga, con continui cambi di ritmo e di atmosfera, con elementi affatto jazzistici accanto a reminiscenze del progressive teutonico, in specie, dei Kraftwerk, ma si possono rinvenire anche riferimenti a Frank Zappa e ad un free funk intellettualizzato, se così si può dire. Un free-funk in cui Jamaladeen Tacuma si è unito a Wadada Leo Smith, a grandi linee.

Di fatto ci troviamo di fronte ad un artista originale, sempre in cerca di nuove fonti di ispirazione e di inedite avventure musicali. Troppo spesso scrivendo delle sue operazioni ci si sofferma, però, sugli aspetti coreografici o scenografici delle sue performances e sulla presunta semantica della sua produzione discografica, trascurando o relegando in un angolo l'elemento musicale. Quasi che le qualità di pittore, di affabulatore, di artista poliedrico e multiforme mettessero in secondo piano la specificità della musica licenziata dal compositore "antennifero". Francamente ci sembra che questa prospettiva non gli renda giustizia. D'accordo, Andrea Rossi Andrea si fa raccomandare per le sue tante curiosità, per i suoi interessi, ma l'attenzione va prima di tutto alla musica che realizza.

In questo disco, in particolare, si ascoltano 4 brani con titoli assolutamente evocativi di un mondo dove la tecnologia ha preso il sopravvento sulla comunicazione, pur favorendola con l'estensione delle modalità possibili di contatto. In quasi tutti i brani la base ritmica è ottenuta con il basso midi e, a volte, si pone come un accompagnamento uniforme per l'inserimento di melodie distorte, come in "Internet qsl". In "Internet qsl years", il brano migliore del disco, sono inclusi estratti da improvvisazioni catturate in studio di registrazione e da un concerto della rassegna "jazz fuori tema", svoltosi a Tortona nel giugno 2007. Proprio l'accostamento di tracce lontane nello spazio e nel tempo è particolarmente riuscito, poiché tutto è omologato dalle sapienti capacità del demiurgo, il titolare dell'operazione, che fa dello spiazzamento una delle cifre distintive del suo stile. In questo pezzo figurano gli abituali partners di Rossi Andrea, il batterista Tiziano Tononi e il trombettista Luca Bonvini, accanto al meno conosciuto sassofono di Stefano De Agatone e al violino di Stefano Pastor. Dopo questa esperienza, fra l'altro, il bassista e il violinista si sono ritrovati a collaborare a dicembre 2008 in duo per alcuni concerti in Emilia-Romagna. Anche gli altri due brani "Internet qsl (ending)" e "Mediocre music// spam" riservano sorprese e decontestualizzazioni, confermando le notevoli capacità del leader di non riprendere mai la stessa strada, ma di cercare sempre nuovi sentieri e percorsi inediti con sagacia e passione. E Baudrillard a questo punto, come si colloca in questa operazione? Al filosofo della patafisica è dedicato il titolo del disco e l'elegante copertina nera uniforme. A questo punto può riposare in pace se, fra i tanti, ha chi lo ricorda senza celebrarlo, semplicemente considerando la sua "dipartita" un ‘ occasione per fare punto e a capo. Non punto e basta, sicuramente.

Gianni B.Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 07/04/2009

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