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Philology W177.2

Giovanni Mazzarino Quartet
Beautiful Child
Live at Art Blakey Jazz Club - Busto Arsizio

1. Moon Alley (Tom Harrell)
2. Around (G. Mazarino)
3. Battle Hymn of the Republic (Traditional)
4. Beautiful Child (G. Mazzarino)
5. I'm Trough with love (M. Malneck - F. Livingston)
6. Soon (G. Gershwin) arr. Benny Green

Giovanni Mazzarino: piano
Francesco Bearzatti:
tenor sax
Stefano Senni:
bass
Paolo Mappa: drums



JAZZ & dINTORNI
Management & Booking
Via Mazzini 88
94015 - Piazza Armerina (EN)
email: info@giovannimazzarino.it

Liner Notes
H
o conosciuto Giovanni Mazzarino in occasione della session di Gianni Basso nota come "
Italian Balladeur" (Philology W156), dove il nostro si faceva apprezzare per un pianismo swingante e rilassato, influenzato più dai giganti della tradizione (Teddy Wilson, Tommy Flanagan) che da quelli del "dopo Coltrane" (McCoy Tyner, Chick Corea).

Ho approfondito la sua conoscenza quando ho prodotto il superbo "Giovanni Mazzarini plays Ballads" (Philology W166), per il quale nelle liner notes ho azzardato il richiamo ad un album mitico di John Coltrane, "Ballads" (Impulse 32). Lì, accanto al riferimento stilistico di un "balladeur supreme" come Tommy Flanagan, si affacciava con decisione l'interesse di Giovanni per altri due mirabili maestri come Bill Evans, nei soli fortemente interiorizzati, assolutamente non spettacolari, e Herbie Hancock, nel comping secco, parsimonioso, essenziale e solido, roccioso addirittura.

Poi l'ho visto accompagnare con il suo quartetto regolare (quello presente in questo CD) il grande vocalista americano Mark Murphy in un indimenticabile concerto al Teatro Lauro Rossi di Macerata e, subito dopo, la struggente tromba di Tom Harrell all'Università di Ingegneria in Ancona e ho avuto definitiva conferma non solo dell'esattezza delle nobili ascendenze stilistiche da me sopra enunciate ma anche della sana, umile ma fiera, grandezza di Giovanni e dei suoi splendidi compagni.

Questo "live" da uno dei Club più longevi e conosciuti d'Italia, l'Art Blakey di Busto Arsizio, presenta un quartetto in forma smagliante, con un Francesco Bearzatti che si pone decisamente in linea con i grandi sax tenori della tradizione italiana (Maurizio Giammarco, Emanuele Cisi, Pietro Tonolo e le due giovani, sorprendenti "new entries", Massimiliano Ionata e Daniele Scannapieco). Il repertorio è intelligente e vario spaziando da due originals del pianista, tra cui il bellissimo "Beautiful Child" che dà il titolo all'album, al capolavoro di Tom Harrell "Moon Alley", oramai un classico, dall'insolita, gustosissima versione di "Battle hymn of the republic" allo smagliante arrangiamento (di Benny Green) di "Soon" di George Gershwin. Il calore del folto pubblico dell'Art Blakey ha sicuramente spronato i musicisti a costruire un'opera magistrale, poetica, matura, assolutamente non effimera.
Paolo Piangiarelli

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Data pubblicazione: 15/09/2001





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