Jazzitalia - Recensioni - Eric Nisenson: Blue. Chi ha ucciso il jazz?
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Lunedì 23 ottobre al via la stagione dei concerti al Modo di Salerno con Alain Caron, il virtuoso del basso elettrico a sei corde .

Lucca Jazz Donna. Tutto pronto per la XIII edizione. Ospite clou il 22 ottobre, Amii Stewart.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Il Saint Louis, Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale autorizzata dal Miur a rilasciare titoli accademici di I e II livello, apre le iscrizioni al prossimo anno accademico 2016/2017.

Click QUI per fare pubblicita' su Jazzitalia
Jazzitalia sbarca in Russia! Tradotti in cirillico alcuni articoli esclusivi.
Ultimi aggiunti:

            AMELIA SMOOTH JAZZ (gruppo)
            AUTINO Adriano (chitarra)
            CAIAZZA Igor (perccussioni)
            CIMINO Lorenzo (tromba)
            DI IENNO Gianluca (piano)
            ESPOSITO Sergio (chitarra)
            GIOLLI Marco (batteria)
            MINI Elisa (voce)
            MOON WALKER JAZZ BAND (gruppo)
            PELLITTERI Marcello (batteria)
            PIRAINO Alessandro (chitarra)
            RONCA Marco (piano)
            SCARAMELLA Giulio (piano)
            SILVESTRI Vittorio (chitarra)
            VENTUROLI Danilo R. (piano)
            VIGNALI Michele (sax)


Eric Nisenson

Blue: Chi ha ucciso il jazz?
Odoya
ISBN: 978-88-6288-211-8
336 Pagine

Eric Nisenson, critico di jazz e autore di alcuni libri tra cui le note biografie di John Coltrane ("Ascension: John Coltrane and his Quest", 1993) e Miles Davis ("Round About Midnight: A Portrait of Miles Davis", 1982), affronta un tema spesso dibattuto e su cui è facile che si formino schieramenti: individuare lo stato di salute del jazz e fornirne un'analisi indagatoria nei confronti di chi, presumibilmente, si fosse macchiato del suo assassinio.

La tesi che Nisenson cerca di confutare è quella secondo cui ad "uccidere" il jazz sia stata proprio la sua innovazione mentre, a preservarne la sua "vera" natura e a salvarlo, sia tutt'oggi il continuare a suonarlo rispettando le sue origini. Nisenson argomenta questa sua tesi attraverso un racconto storiografico della musica jazz condensato nei suoi principali passaggi. Il tutto, ponendo spesso in contrapposizione l'operato di quello che è considerato il rappresentante per eccellenza dei conservatori verso il quale l'autore non risparmia aspre critiche, vale a dire, Wynton Marsalis.
Ad esempio, secondo lo scrittore, i musicisti come Marsalis, che si ostinano a sostenere il mainstream o il jazz del passato, sono musicisti che "si muovono all'indietro invece che in avanti" e sono definiti "imitatori" del passato o "neoclassicisti". Il conservatorismo, secondo l'autore, è in fondo solo un modo per porre il jazz al pari della musica classica e per avvicinare la media-alta borghesia bianca e nera ma, sì facendo, riducendo lo "scope" del jazz ad un mero ricordo del passato, di fatto lo si amputa del suo aspetto più importante e vitale, l'innovazione e questo, de facto, ne determina il suo "assassinio".

Nel libro si ripercorre quindi la storia del jazz enfatizzando tutti i momenti in cui si sono effettuati cambiamenti stilistici importanti, con la maggior parte dei critici dell'epoca avversi nei confronti di artisti poi riconosciuti come pilastri della cultura afro-americana.

Articolata ma ben scritta la disamina della diatriba razziale per convergere all'idea che solo una musica suonata in libertà, senza pregiudizi verso elementi multietnici, può progredire innovandosi e rispettando la sensibilità del jazz, non tralasciando il concetto che tutto ciò che oggi è rivoluzione, domani è mainstream.

Non sono risparmiate critiche ai cosiddetti "giovani leoni", usciti con lo "stampino" dalle scuole ma in grado solo di ripetere alla perfezione tutto quanto imparato senza avere originalità e, quindi, identità. Scuole ritenute ree di aver omologato una formazione musicale causa poi di freno alla più spontanea vena creativa e generatrice di "musicisti intrappolati nel passato". Analogamente, non sono risparmiate critiche neanche ad Armstrong che, dopo aver definito un jazz suonato con la libertà d'espressione e la voglia di andare avanti, ha messo a riposto il suo genio preferendo la strada di entertainer al posto di quella di star del jazz rivoluzionaria, paragonando il suo periodo dagli anni ‘40 in poi come se uno scrittore passasse dallo scrivere "libri e poemi allo scrivere cartoline". Oltre Armstrong, sono coinvolti nel racconto di Nisenson molti dei più noti e riconosciuti musicisti jazz, come Benny Goodman, Count Basie, Ellington, Hawkins, Young, Tatum, Christian, ovviamente Davis, per rimarcare come proprio coloro che oggi sono riconosciuti gli inventori del "vero jazz" fossero all'epoca dei veri e propri rivoluzionari che hanno portato la musica ad un livello che in quel momento non era accettato. Interrompere questa catena significa uccidere il jazz e non suonare qualcosa che oggi è giudicato avanguardistico.
Nisenson si contrappone anche in modo netto ai critici che propendevano ora per un jazz "bianco" ora per uno "nero" come Mezzrow o Panassié il quale definiva "strani" o "noiosi" i jazzisti bianchi come Benny Goodman, approccio radicale che ingenerò definizioni come il "vero jazz", o Rudi Blesh che ostinatamente considera "jazz puro" solo quello nello stile di New Orleans mentre il resto è una "ridicola e pretenziosa ibridazione". Lo stesso Panassiè ha poi delineato meglio la sua abilità cognitiva del jazz e della relativa evoluzione criticando tutti i musicisti che non facessero "quel" jazz e arrivando a definire "sgradevole" il suono di Lester Young o "non jazz" quanto facessero Bird, Dizzy, Miles & C.

Molte delle analisi critiche, confutate a ragion veduta da Nisenson, ruotano prettamente intorno alla figura di Miles Davis il quale è sempre stato principale oggetto di attacco da parte dei classicisti dal momento in cui ha cominciato ad esplorare il jazz-rock e la fusion guadagnandosi anche l'appellativo di "venduto", "traditore", persona che avesse "recato grave offesa al jazz" o finanche titolare della cosiddetta "maledizione di Miles Davis" trascinandosi dietro molti nomi come "Gil Evans, Ornette Coleman, Sonny Rollins e George Russell".

Condivisibile anche la visione del ruolo neoclassicista di Blakey e dei suoi Jazz Messenger in cui, peraltro, proprio Wynton Marsalis ha militato agli inizi della sua carriera. Meno condivisibile il parallelo jazz-rock, così come, la continua analisi critica nei confronti del JALC (Jazz at Lincoln Center) sia nella gestione che nella programmazione, lascia a tratti intendere che all'origine vi sia una questione personale, alimentando il sospetto che più che per reali divergenze di opinione sia per livori dovuti magari al mancato raggiungimento di qualche posizione all'interno.
Interessante il parallelo politico posto da Nisenson per il quale questa critica appartenesse ad una sinistra mentre le stesse convinzioni, oggi sostenute, ad esempio, da Marsalis, siano invece associabili alla destra individuando nella "rigidità del pensiero" la similitudine dell'atteggiamento.

Il libro scorre anche se forse ci sono un po' troppi personalismi, elementi raccontati sulla propria persona e su come si siano plasmati alla propria esperienza, forse è anche un libro-diario per Nisenson che già aveva i sintomi di una malattia che poi lo ha portato alla morte. Un po' ripetitivo in concetti espressi in forme diverse come la tesi dei neoclassicisti e del perché l'essenza del jazz si esprima maggiormente attraverso la ricerca e la libera improvvisazione o che la musica jazz rispecchia l'essere e l'esperienza di chi lo fa. Inoltre, sebbene il libro racconti alcuni aspetti biografici di importanti musicisti, per ovvi motivi di spazio tali aspetti sono ovviamente sintetici e non offrono molto al tema principale trattato nel libro.

In conclusione, un'interessante questione, sapientemente condotta ma un po' troppo allungata.

Marco Losavio per Jazzitalia






Articoli correlati:
20/08/2017

Around Jazz: intervista a Papa Dj: "...la musica è la protagonista principale della nostra comunicazione, riesce ad abbattere barriere politiche, sociali e religiose, un pezzo bello diventa collante tra popoli e culture, questa è la potenza della musica." (Alceste Ayroldi)

24/04/2017

Intervista a Pino Jodice: "...le orchestre sono la massima espressione artistica musicale, umana e sociale; con l'orchestra si crea bellezza, civiltà e cultura, si coltiva l'intelligenza." (Marco Losavio)

05/02/2017

Quegli anomali discepoli di Thelonious : "Monk non solo era consapevole che quello stava facendo era giusto ma anche di altissimo livello artistico..." (Claudio Angeleri)

14/06/2015

Intervista a Greta Panettieri : "...tutto parte dalla scoperta di una grandissima passione, perchè da lì ho iniziato a scoprire il jazz con la foga dell'adolescenza, a gran velocità." (Laura Scoteroni)

12/06/2015

LEZIONI (chitarra): Analisi del brano "Doxy" di Sonny Rollins (Donatello Polidoro)

26/02/2015

LEZIONI (Trascrizioni): Out of Nowhere - Charlie Parker. Seduta del 4 novembre 1947 insieme a Miles Davis, Max Roach, Duke Jordan e Tommy Potter (Paolo Mannelli)

08/02/2015

Il giro d'Italia a bordo di un disco - Giorgio Dini, Silta Records: "Oggi siamo al paradosso per cui vendono sempre meno dischi ma se ne producono sempre di più." (Alceste Ayroldi)

07/01/2014

Miles on Miles – Incontri con Miles Davis (Paul Maher Jr., Michael K. Dorr)- Marco Losavio

12/05/2013

Miles Davis rewind (Guido Michelone - Gianfranco Nissola)- Gianni Montano

28/01/2012

LEZIONI (Articoli): Il ruolo del walking bass nel Jazz modale - Paul Chambers in "So what". (Giuseppe Canale)

18/08/2011

Miles Davis. Il sound del futuro (Guido Michelone)- Franco Bergoglio

19/12/2010

Bitches Brew 40th Anniversary Deluxe Edition Box (Miles Davis)- Vittorio Pio

15/11/2010

Live in Rome & Copenhagen 1969 (Miles Davis Quintet)- Giovanni Greto

09/07/2010

In diretta da Umbria Jazz 2010. (Marcello Migliosi)

09/05/2010

Jazz! (John F. Szwed)- Alceste Ayroldi

18/04/2010

Una vita con il sax (Armando Brignolo)- Marco Losavio

25/03/2010

Hal McKusick si racconta. Il jazz degli anni '40-'50 visti da un protagonista forse non così noto, ma presente e determinante come pochi. "Pochi altosassofonisti viventi hanno vissuto e suonato tanto jazz quanto Hal Mckusick. Il suo primo impiego retribuito risale al 1939 all'età di 15 anni. Poi, a partire dal 1943, ha suonato in diverse tra le più interessanti orchestre dell'epoca: Les Brown, Woody Herman, Boyd Reaburn, Claude Thornill e Elliot Lawrence. Ha suonato praticamente con tutti i grandi jazzisti tra i quali Art Farmer, Al Cohn, Bill Evans, Eddie Costa, Paul Chambers, Connie Kay, Barry Galbraith e John Coltrane." (Marc Myers)

06/01/2010

Bitches brew. Genesi del capolavoro di Miles Davis (Merlin Enrico - Rizzardi Veniero)- Franco Bergoglio

13/12/2009

The Complete Columbia Album Collection (Miles Davis)- Vittorio Pio

28/11/2009

Venezia Jazz Festival 2009: Ben Allison Quartet, Fabrizio Sotti trio, Giovanni Guidi Quartet, Wynton Marsalis e Jazz at Lincoln Center Orchestra, Richard Galliano All Star Band, Charles Lloyd Quartet, GNU Quartet, Trio Madeira Brasil, Paolo Conte e l'Orchestra Sinfonica di Venezia, diretta da Bruno Fontaine, Musica senza solfiti del Sigurt�-Casagrande Duo...(Giovanni Greto)

20/09/2009

Come il jazz può cambiarti la vita (Wynton Marsalis)- Franco Bergoglio

20/08/2009

Miles live e in studio (Richard Cook)- Franco Bergoglio

26/05/2009

Intervista a Francesco Cafiso: "...Senza tecnica non vai da nessuna parte, bisogna conoscere lo strumento e avere capacità strumentali notevoli. Se non hai la tecnica neanche la personalità dell'artista e la sua sensibilità possono emergere totalmente. Bisogna però farne un uso intelligente per far prevalere la musica, le emozioni e non la voglia di far vedere quanto si è bravi a muovere le dita." (Viola Martinini)

03/01/2009

LEZIONI (Trascrizioni): Il solo di Miles Davis su "It could happen to you" da "Relaxin' with the Miles Davis Quintet" (Andrea Sorgini)

19/10/2008

Kind Of Blue (50th Anniversary De Luxe Edition) (Miles Davis)

03/05/2008

Birdland 1951 (Miles Davis)

01/11/2007

LEZIONI (piano): Pentatoniche e accordi per quarta (Claudio Angeleri)

18/03/2007

Nuova gallery di quadri curata da Henk Mommaas

11/02/2007

Intervista a Eddie Gomez: "Tutto ciò che io ho studiato, tutto ciò a cui mi sono interessato, non è stato premeditato. Il mio interesse si è sviluppato col tempo. A 21 anni forse potevo dire di aver appreso qualcosa di questa storia, e di quella e di quell'altra ... Poi, nei miei anni succesivi con Bill Evans, ho appreso ancora di più della tradizione ... e sto ancora imparando..." (Adriana Augenti)

17/04/2006

LEZIONI (Trascrizioni): Un favoloso solo di Charlie Parker sul brano Scrapple from the Apple (Marcello Zappatore)

04/04/2006

I dipinti dei grandi del jazz di Mauro Angiargiu

03/01/2006

LEZIONI (Trascrizioni): Il solo di Miles Davis sul brano Half Nelson dell'album "The Prince of Darkness" (Marcello Zappatore)

16/12/2005

Nuova gallery con i quadri di Manlio Noto

24/09/2005

Wynton Marsalis: "...Avevo saputo che Wynton Marsalis, considerato forse il più grande trombettista jazz e classico del mondo, era di passaggio a Roma ed alloggiava in un grande albergo di lusso..." (Luca R. Jacovella).

03/06/2005

Riedizioni 2005 (Miles Davis)

21/03/2004

Kind of Blue - Io & MIles Davis (Quincy Troupe - Ashley Khan)





Video:
The Miles Davis Story (Sub Ita)
Nessuna descrizione disponibile....
inserito il 18/09/2011  da Greengrassmusic - visualizzazioni: 3843
Lonnie Liston Smith w/Alessio Menconi, Massimo Moriconi, Lee Pearson @ Eddie Lang Jazz Festival 2011
Lonnie Liston Smith w/Alessio Menconi (guitar) Massimo Moriconi (bass) & Lee Pearson (drums) @ Eddie Lang Jazz Festival 2011http://www.eddielang.o...
inserito il 23/08/2011  da HandEyeFamilyMusic - visualizzazioni: 3561
Miles Davis Human Nature (solo Kenny Garrett)
Miles Davis-trumpetKenny Garrett-saxophoneFoley-guitarRicky Wellman-drumsRichard Patterson-bass1991...
inserito il 25/05/2011  da kmpp16 - visualizzazioni: 2843
Miles Davis - The Last Performance - Jazz à Vienne 1991 (Official)
Directed by : Patrick SaveyExclusive -- The last Miles Davis with his band filmed concert, on 1991 July 1st. Filmed at the Vienne Roman theater, feat ...
inserito il 29/11/2010  da Zycopolis - visualizzazioni: 2767
Miles Davis Time After Time Montreux 1988 - Google Chrome.flv
Miles......
inserito il 05/11/2010  da BlackMax58 - visualizzazioni: 2883
2010 Grammy Nominated Roy Hargrove Big Band - Roy Allan (Jazz A Vienne Excerpt)
Purchase "EMERGENCE" at Amazon: http://www.amazon.com/gp/product/B002..., at iTunes: http://itunes.apple.com/us/album/emer..., , Filmed live...
inserito il 20/12/2009  da GroovinHighRecordsUS - visualizzazioni: 2919
Miles Davis - Heavy Metal
Miles Davis - Live in Germany (1988)Miles Davis - trumpet, keyboardsKenny Garrett - saxophone, fluteBobby Irving - keyboardsAdam Holzman - keyboardsBe...
inserito il 03/07/2009  da Neidhardt84 - visualizzazioni: 3105
Miles Davis in Concert ( Kenny Garrett solo )
Warsaw 1988...
inserito il 10/10/2008  da darominu - visualizzazioni: 3350
Miles Davis - In A Silent Way, New Blues LIVE STUTTGART ´88 [HQ]
Inicio del concierto Miles en Stuttgart '88....
inserito il 08/10/2008  da juandirecto - visualizzazioni: 3212
Avishai Cohen - Smash
...
inserito il 19/08/2008  da luccabf - visualizzazioni: 3005
Keith Jarrett about Miles Davis and the Very Slow Beat
Keith Jarrett tells a story about Miles Davis and how this great musician explained a very slow beat to a drummer. Very funny!...
inserito il 08/07/2008  da frafrafrafrabla - visualizzazioni: 2857
Marcus Miller - So What (Live)
Marcus Miller performs live playing a Miles Davis classic, So What....
inserito il 28/06/2008  da tonchi2a - visualizzazioni: 2967
Jazz istruzioni per l'uso paolo fresu
...
inserito il 14/05/2008  da esomare - visualizzazioni: 3671
Charlie Parker - "My old flame"
Charlie Parker (alto sax), Miles Davis (tromp.), Duke Jordan (piano), Tommy Potter (g), Max Roach (drums)...
inserito il 29/02/2008  da caoamarelo - visualizzazioni: 2891
Miles davis & Marcus miller - mr pastorius
video do miles davis & marcus miller - mr pastorius mtv jazz...
inserito il 18/07/2007  da caoamarelo - visualizzazioni: 3182
Miles Davis & John Scofield
http://worldmusicstore.com.au Purchase this DVD by clicking above:...
inserito il 13/07/2007  da ozmusicshop - visualizzazioni: 3118
WOODY SHAW: "To Kill A Brick" - Monterey Jazz Fest. (1979)
http://www.WoodyShaw.com...
inserito il 25/03/2007  da WoodyShawdotcom - visualizzazioni: 2962
Miles Davis - Herbie Hancock - Wayne Shorter - Ron Carter -
Miles Davis - Herbie Hancock - Wayne Shorter - Ron Carter - tony williams Stockholm 1963...
inserito il 19/02/2007  da moresco63 - visualizzazioni: 3152
Miles Davis - Wayne Shorter - Herbie Hancock - Ron Carter -
...
inserito il 25/01/2007  da moresco63 - visualizzazioni: 2905
Miles Davis: Walkin'
The Miles Davis Quintet digs into this classic on November 7, 1967 at the Stadthalle, Karlsruhe, Germany....
inserito il 20/12/2006  da pixaninny - visualizzazioni: 3098
miles davis electric 73
calypso frelimo at newport...
inserito il 08/10/2006  da milesdewey - visualizzazioni: 2857
Miles Davis Quintet - 1967 - Footprints
The video is actually from a concert done on October 31, 1967 in Sweden. Miles and the band were in Europe, playing in a concert package dubbed "...
inserito il 18/08/2006  da edmarxxx - visualizzazioni: 2861
John Coltrane w/ Wynton Kelly Trio VERY RARE
John Coltrane, Wynton Kelly, Paul Chambers, Jimmy Cobb-- RARE!...
inserito il 21/07/2006  da jazzclassic - visualizzazioni: 2986
BURN : Miles davis w/santana & Robben ford
Miles Davis Octet with Carlos SantanaAmnesty International's 25th Anniversary Benefit ConcertGiants Stadium, East Rutherford, NJJune 15, 1986...
inserito il 04/07/2006  da ricosantana - visualizzazioni: 2587
Miles davis et John Coltrane - So what
http://deepsound.net - Miles Davis and John Coltrane play one of the best renditions of SO WHAT ever captured on film-Live in 1958. Edit : in fact, wa...
inserito il 14/05/2006  da Deepsound - visualizzazioni: 2934
George Benson blues miles davis tribute
George Benson & mIles Davis...
inserito il 09/03/2006  da Bendrobert2005 - visualizzazioni: 3143


Inserisci un commento


Questa pagina è stata visitata 2.330 volte
Data pubblicazione: 19/05/2014

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti