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Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            BLASIOLI Simone (sax)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Riccardo Tesi
Cameristico



materiali sonori (2012)

1. La valse a Pierre
2. L'azzurro del pesce
3. Taranta samurai
4. Istanbul: Preambul-Istanbul
5. Ciclamino
6. Macedonia
7. Praga la notte
8. Mazurkazione
9. Il funambolo
10. Valentino

Riccardo Tesi - organetto diatonico
Daniele Biagini - pianoforte
Damiano Puliti - violoncello
Michele Marini - clarinetto

ospiti:
Luisa Cottifogli - voce
Alfio Antico - tamburello
Gigi Biolcati - cajon
Elias Nardi - oud
Ettore Bonafè - tabla, caxixi, triangolo, shaker, vibrafono
Puccio Castrogiovanni - scacciapensieri


Riccardo Tesi in questo disco si presenta accompagnato da un trio classico costituito da violoncello, pianoforte e clarinetto, allargato a fidati complici musicisti in alcune tracce. L'intenzione sembra quella di mettere in bella scrittura brani eseguiti in precedenza da gruppi meno "nobili", di estrazione più ruspante o di frontiera, oltre a fornire analogo trattamento a composizioni create per l'occasione o a pezzi inseriti originariamente in film o spettacoli teatrali. Nel disco si ascolta una musica popolare nella sostanza, orecchiabile, ariosa, aperta, resa in una forma, però, elegante e raffinata. Non c'è distanziamento dalla materia proposta, sia chiaro, ma si fa strada la capacità di rileggere un determinato repertorio valorizzandone tutti gli aspetti con metodo attento e puntiglioso in maniera, cioè, ingegnosamente ricercata.



Si ha l'idea che le parti improvvisate siano ridotte al minimo. Gli interventi dei vari strumenti seguono, infatti, un programma ben definito e appaiono precisi e circostanziati. Di ogni brano vengono evidenziate la dinamica e le sfumature di tono. Si mettono in risalto, inoltre, il carattere timbrico e la cantabilità di ogni passaggio.

Il musicista pistoiese riesce, poi, a insinuare il suo organetto di matrice folk in un contesto accademico, almeno nelle premesse, costruendo un'intesa di grande impatto con i suoi compagni di viaggio. Biagini e Marini hanno un percorso in parallelo nel jazz e lo si avverte nelle tracce in cui possono sbizzarrirsi con le note sincopate e prendere il volo nelle fasi più cariche ritmicamente. Puliti è uno dei collaboratori preferiti da Riccardo Tesi. E lo si comprende agevolmente. La voce del suo violoncello suonato con l'archetto sottolinea i momenti melodici e sentimentali in modo magistrale.

L'album inizia con "La valse a Pierre", dedicata al suonatore di ghironda Pierre Imbert, delicatamente malinconica. Con "L'azzurro del pesce" cominciano le danze. Il ritmo è contagioso e tutti contribuiscono a costruire un'atmosfera gioiosa e spensierata. "Taranta samurai" è incisa da un gruppo allargato con Gigi Biolcati e Alfio Antico e racchiude un clima di festa popolare e di ballo in piazza. "Istanbul" ha un'intro pensosa e intensa del solo pianoforte a cui segue un tema arabeggiante, dove fa la parte del leone Elias Nardi all'oud. "Ciclamino" è un altro bel valzer con un cambio di tonalità dal minore al maggiore, a metà della sua durata, estremamente efficace. "Macedonia" è il punto più alto dell'album. Luisa Cottifogli raddoppia splendidamente la voce dell'organetto e tutti, anche gli ospiti, si gettano a capofitto su un tema antico e modernissimo con salde radici nei suoni del Mediterraneo. "Praga la notte" è ambientale o ambientata. E' il ricordo a tinte morbide di un paesaggio buio e ricco di presagi. "Mazurkazione" è un altro dei picchi del cd con un 7/8 vivace, dove Marini dà il meglio di sé con un solo scritto che sembra improvvisato o il contrario (un solo improvvisato che sembra scritto).

"Il funambolo" ha un'aria sospesa, come da titolo, ma il quartetto vanta un equilibrio sicuro, lungamente provato. Non rischia di cadere nel vuoto, malgrado i cambi di tempo e di modo all'interno della composizione. "Valentino" è incalzante, nervosa e rigogliosa ritmicamente. E' anche una palestra per soli felicemente incasellati nelle maglie del brano.

E' un degno finale per un album fra i migliori degli ultimi anni nella produzione dell'artista toscano.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 25/05/2013

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