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I colori, sapori e profumi di Napoli sono tutti in quest'ultimo lavoro di Antonio Onorato, edito dall'etichetta Rai Trade e distribuito dall' Egea. Il chitarrista partenopeo è accompagnato dai suoi amici di sempre: Joe Amoruso al piano ed alle tastiere, Diego Imparato al basso e Mario De Paola alla batteria. Poi si alternano e si intrecciano altri valenti musicisti campani come Marco Zurzolo al sax, Pino Iodice alle tastiere, le voci di Marco Francini e Antonella Morea ed il basso elettrico di Dario Franco. Fusione di forme armoniche, timbri mutuati dalla storia che vengono opportunamente rielaborati da Onorato, autore, praticamente, di tutti i nove brani che compongono il lavoro. L'alternarsi di massicce scariche adrenaliniche con melanconiche armonie si assapora tutto nel brano d'apertura Lo Scugnizzo della Chitarra dove Onorato conferma il proprio idioma stilistico con progressioni arricchite da una ritmica briosa. Le sonorità mutano aspetto nella cantabilità di Zaiana, influenzata dalle musicali timbriche del Sud del Mondo tanto care al poliedrico artista napoletano. Tratti che si ritrovano nella dolcezza di Ho incontrato un Angelo che Onorato dedica alla sua compagna Gabriella. La tradizione, la Napoli del passato ritorna con prepotente orchestralità in Dandaradà, con le voci di Antonella Morea e Marco Francini che accendono i lapilli del Vesuvio donando la giusta melanconia a delle frasi oramai perse. Il piano di Amoruso apre Scalinatella ed affida ai suoni del synth la coralità, conferendo alle armonie delle tinte cinematografiche. Il blues che si leva è fortemente cool, elegante ed emozionante ancor più perché animato dalle incursioni della guitar synth di Onorato. I limpidi fraseggi del sax di Marco Zurzolo si intrecciano con le manipolazioni ritmiche e le sfavillanti trame tessute dalla chitarra in Futprinz. La rivisitazione del colossale brano di Shorter è stimolante e mantiene la trascinante vitalità dell'originale. Gente del Sud è dal suono ambrato, dove si collocano le tastiere di Iodice, sempre essenziale e privo di inutili leziosità e la voce di Antonella Morea, sobriamente napoletana.
Qualcosa da ricordare e C'era una volta Napoli chiudono questo lavoro di ricerca. Una ricerca di nuove sonorità, una merge di tradizione popolare e jazz. Un lavoro ricco di registri e timbri diversi rispetto ai precedenti lavori di Onorato che conferma un fraseggio maturo ed il pieno controllo dello strumento.
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