Una rilettura moderna delle musiche di
John Coltrane,
ma non solo. Per chi infatti si aspettasse un disco di maniera, ricalcato sugli
stilemi sassofonistici coltraniani, non troverà conferma nella musica di questo
interessante "Changing Trane",
in cui la voglia di aprire i confini stilistici alla comunicazione espressiva, sembra
essere il vero, e forse l'unico, punto di contatto col sassofonista di Hamlet. Sì,
perché dalle note di questi brani traspare la volontà di suonare una musica libera
da schemi ed etichette, che insomma cerca di non porsi dei limiti.
Il dinamismo dell'interazione fra le parti, i giochi di dialogo, e gli
impasti timbrici, rivelano piuttosto presto nell'ascolto la vera natura di questo
progetto, che di
Coltrane preferisce trasmettere la poetica e il messaggio artistico,
piuttosto che ricalcarne lo stile. Detto ciò rimane poco altro da aggiungere.
La rilettura del repertorio coltraniano è decisamente originale, come
peraltro lo sono gli stili strumentali dei tre musicisti: Scrignoli, affidandosi
ad un ampia gamma di colori, passa dalla stesura di fluttuanti tappeti sonori ad
una condotta ritmata ed incalzante; Martino , che neanche
per un momento cade nella tentazione di citazioni stilistiche, si esprime
in un linguaggio contemporaneo ed originale, senza inciampare nella retorica; e per ultimo
Laviano, dinamico e fantasioso, pronto ad interagire con ogni spunto solistico
dei suoi compagni. Un disco coerente e ben riuscito.
Marco De Masi per Jazzitalia