Jazzitalia - Carmelo Coglitore: With Strings And Museum Workshop
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Musica, poesia, racconti e tanto altro per la V Edizione di Case Ospitanti a Matera, una suggestiva iniziativa che riempie la città di cultura e di conviviale stare insieme..

E' morto Mario Guidi, uno dei più illuminati manager del mondo del jazz, padre del pianista Giovanni e titolare della MGM Produzioni Musicali, agenzia tra le migliori e serie a livello internazionale.

Bergamo Jazz: Maria Pia De Vito firma l'edizione del 2020 con un cartellone che rende la manifestazione tra le migliori per respiro e profondità a livello europeo.

Pianisti di altri mondi, 7 + 1 concerti dal jazz alle sonorità contemporanee. Tornano a Milano i concerti delle domeniche mattina in una rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto in collaborazione con la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti.

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Umbria Jazz Winter 2019: Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano. .

Songwriting Camp. Il Saint Louis sostiene le idee di giovani artisti, musicisti e cantautori con un corso gratuito e a numero chiuso realizzato con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell'ambito del programma "Per Chi Crea"..

Sotto le stelle del Gianicolo, prosegue la terza edizione del Festival "GIANICOLO IN MUSICA 2019 con grandi protagonisti del Jazz.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            ALESSI Piero (batteria)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            DILIBERTO Silvana (voce)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            GAETA Walter (pianoforte)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEOFREDDI Antonio (viola)
            MAZZA Giovambattista (chitarra)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            MILONE Federico (sax)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            THE JIM DANDIES (gruppo)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
Carmelo Coglitore
With Strings And Museum Workshop



Città del Sole Edizioni (2011)

1. Intriduzione-Ave Maria (F.Scubert)
2. Canon (C.Mingus)
3. Cettina
4. Emy
5. Mare nostro
6. Sogno
7. When I Fall In Love (Heyman-Young)
8. Raffish (R.Towner)
9. Conduction

I brani dove non è specificato l'autore sono di C.Coglitore

Sandra Mozowska - violino e voce
Monika Andriekute - viola
Weronika Jablonska - violoncello
Carmelo Coglitore - sax soprano, clarinetto basso e arrangiamenti

Workshop musicians in "Museo dello strumento musicale" di Reggio Calabria
Demetrio Spagna - voce recitante in "Cettina"


Carmelo Coglitore accetta l'idea di farsi accompagnare da un trio di archi. Siamo in presenza, a tutti gli effetti, di un'operazione impegnativa e comunque decisamente coraggiosa. Inserire la voce di un sax o quella di un clarone accanto a violino, viola e violoncello significa affrontare la difficoltà di cadere nel "sinfonismo" o di andare a finire in un ibrido di complicata definizione e di sapore potenzialmente dubbio. A questa premessa sulla strategia di base scelta, occorre aggiungere che il cd nasce da un incontro quasi fortuito fra i musicisti. I quattro protagonisti dell'incisione, infatti, non avevano mai suonato insieme prima. L'occasione nasce da un laboratorio al Museo dello Strumento Musicale a Reggio Calabria. Su nove brani, sette sono di pertinenza del quartetto, mentre gli ultimi due si appalesano come una sorta di ripresa del saggio finale degli allievi con il tutoraggio e la collaborazione fattiva dei maestri.



Nei brani in quartetto, Coglitore fa la parte del leone, imponendo il suono etereo e nitido del suo sax su un fondale ritmico e armonico realizzato dalle sue partner. Il fraseggio e il timbro del soprano ricordano quello di Jan Garbarek, anche se l'italiano si distingue per una maggiore inclinazione verso la melodia e verso composizioni con dentro un avvertibile profumo mediterraneo. Lo "string trio" rivela, per contro, un'intesa notevole, occupando lo spazio disponibile con una considerevole abilità nel costruire impalcature ben disegnate, attraverso una compartecipazione nei ruoli e il rifiuto di una supremazia al suo interno.

Si ascolta in generale una musica aggraziata, su tempi medio-lenti, dove la voce del sassofono suggerisce o determina climi e situazioni e la risposta degli archi contribuisce a creare un'atmosfera neoclassica di un certo fascino. Tutto quadra, però, quando non vengono esasperati i toni e non si cade in situazioni un po' scontate. La riproposta, ad esempio, più o meno letterale dell'Ave Maria di Schubert è l'episodio meno riuscito dell'intero lavoro, poiché non rappresenta una rivitalizzazione personale di un'aria così conosciuta. Altrove le cose girano certamente meglio. In particolare, la breve "Mare nostro" è un bozzetto molto riuscito. Anche lo standard "When I Fall In Love" rifugge dal facile sentimentalismo. E' asciutta e, comunque, ricca di calore interno.
Un capitolo a parte meritano le due esecuzioni live in cui Coglitore fa uso della conduction, il sistema di dirigere un'improvvisazione, o di improvvisare una direzione, guidando gli orchestrali con gesti e segni convenuti, senza una precisa idea di come verrà fuori la musica, almeno a priori e senza la possibilità di ripetere, giocoforza, quanto creato all'istante. In effetti c'è un' energia positiva che scorre e rimbalza fra i partecipanti. Si percepisce chiaramente una volontà di suonare e di comporre insieme, oltre o a prescindere dagli spartiti. La musica che si ascolta è, quindi, piuttosto "naif", non particolarmente elaborata, con qualche inevitabile ingenuità e qualche fermata eccessiva su determinati riff, ma sincera, onesta. In "Raffish" è racchiuso, poi, un vigoroso solo di un sax alto, che tira su il livello complessivo della rilettura del brano di Ralph Towner.

A conti fatti il compositore messinese mette in campo un repertorio variegato, dallo standard al pezzo classico, passando per una maggioranza di titoli a sua firma. Si impegna nella conduction, con tutti i rischi del caso e prova ad armonizzare la voce del suo sassofono con quella di tre archi di musiciste con cui non aveva consuetudine. Non sempre Carmelo Coglitore esce vincitore dalle sfide tentate, ma sono da sottolineare, comunque, l'entusiasmo, la dedizione con cui porta a termine l'impresa e l'empatia che lo collega ai suoi collaboratori.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 16/08/2012

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