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Edizioni musicali III Millennio
cod. CDJ0164

Natalio Mangalavite e Javier Girotto
Colibrì

1. Buen Dia (7.04)
2. Colibrì (4.48)
3. Zamba pal fede (4.24)
4. Anatra (3.14)
5. Antonio Carlos Primero (4.52)
6. Corazon (5.34)
7. En tres (2.23)
8. Signora con cagnolino (3.16)
9. Vamos a comer (4.19)
10. Gotan de los viejos (2.20)
11. Maradona y Pele a la Havana (6.38)
12. Penny (4.00)

Natalio Luis Mangalavite: piano, keyboards, voice
Javier Edgardo Girotto:
soprano
and baritone saxophones, bass clarinett

Distribuzione:
New Communication
Via G. Campani 48 - 50127 Firenze
tel. 0554368733 fax 0554373203

Edizioni Musicali III Millennio
Via Pio VIII n. 5, 00165 Roma
tel. 0639375250 fax 0639376183
email: III.millennio@jumpy.it

Uff. Stampa: Elisabetta Castiglioni 328 4112014 – elisa.castiglioni@libero.it

Sintesi di un pensiero musicale che assaggia colori, profumi e ritmi sudamericani, Colibri sperimenta con divertimento nuove combinazioni di suoni e generi musicali, accostando il choriño brasileiro alla milonga argentina, la musica cubana agli impressionisti francesi... Guastalino, Nazareth, classico e popolare, jazz, acustico e folklore sono dei pretesti di interpretazioni particolari che vedono protagonisti il pianoforte di Mangalavite e il sax di Girotto. Entrambi di Cordoba (Argentina), i musicisti sviluppano straordinarie sonorità collocandosi in un repertorio musicale ibrido, denso di tradizione e innovazione, dove la voce dello strumento si fa canto dell'anima e il ricordo della propria terra si materializza in atmosfere sonore fortemente suggestive...

Il pianista argentino Natalio Luis Mangalavite vive da quasi vent'anni in Europa, dove ha lavorato in svariate cornici musicali nell'ambito della musica pop italiana. Ha accompagnato per quasi 15 anni Ornella Vanoni nei suoi concerti e ha lavorato al fianco di altri musicisti jazz e world come PAOLO FRESU, Horacio "el negro" Hernandez, Furio Dicastri, Antonello Salis, Michele Ascolese (progetto tango LUIS Y MIGUEL), il dj Pierandrea The Professor (progetto DNA) e Javier Girotto, suo concittadino. Le composizioni del pianista sono facilmente individuabili grazie all'energia con cui Mangalavite si esibisce, ricordando sempre che il pianoforte è uno strumento a percussione ma nello stesso tempo può e deve essere un mezzo per comunicare.

Javier Girotto, sassofonista di spicco della scena jazz degli ultimi anni, è riuscito ad elaborare un linguaggio quasi parlato attraverso il suo strumento, riuscendo come pochi altri ad incuriosire ed avvicinare un pubblico che non si era mai occupato di jazz.

UN COLIBRI FIRMATO ARGENTINA - Intervista a Natalio Mangalavite
di Elisabetta Castiglioni

Compositore, arrangiatore e raffinato pianista di Cordoba (Argentina), Natalio Mangalavite è in Italia da più di 15 anni, paese di adozione e di affinità musicali elettive... Tra un concerto e l'altro (dove accompagna le performance di grandi interpreti quali Ornella Vanoni e Fabio Concato) e alcune partecipazioni televisive di grande richiamo (Operazione Trionfo è l'ultima della quali) Natalio ha trovato il tempo di realizzare un suo antico sogno, una produzione interamente dedicata alla sua terra, l'Argentina.
Colibri, pubblicato dalle Edizioni musicali III Millennio (e distribuito da New Communication) è un canto d'amore al ricordo delle proprie radici...

Natalio, puoi raccontare in sintesi il tuo background artistico delle origini?
Sono nato a Cordoba, in Argentina, da genitori italiani, figlio di due pianisti di musica classica. Mio padre era un arrangiatore vocale e aveva un quartetto che faceva musica folcloristica e tango argentino "a cappella". Sono cresciuto così, insieme ai miei 5 fratelli, cantando: momenti magici di aggregazione familiare. Il piano faceva parte del nostro gioco quotidiano ed era anche l'unico strumento che c'era a casa: molti di noi si sono infatti diplomati proprio al Conservatorio di Cordoba. E nonostante questo sono stato sempre considerato "la pecora nera" della famiglia, preferendo fare di testa mia ed inseguendo il rapporto tra tempo e musica.

Il tempo e il ricordo della tua terra in musica: due elementi ricorrenti nel tuo ultimo disco....
In sintesi, la mia musica è una commistione di tutto quello che ho dentro e che ho vissuto, un assaggio di fiori e frutti del Sudamerica.
Antonio Carlos Primero, uno dei brani del CD, è un omaggio al grande Jobim ed è l'unico pezzo del disco dove utilizzo la mia voce come strumento. Poi ci sono i ricordi personali dell'infanzia... Vamos a comer si ispira ad esempio al richiamo di mia madre nella casa di campagna, quando ci avvisava che il pranzo era pronto. Ho una bellissima memoria di quella situazione quotidiana...

Dopo l'Argentina hai viaggiato molto prima di approdare in Italia...
Sono partito a 20 anni dal mio paese per andare in Brasile; quindi il salto in Europa, in Spagna in particolare; in seguito Las Palmas, nelle Gran Canarie, poi l'Africa (Dakar, Senegal) e finalmente l'Italia, paese che mi riporta in qualche modo alle mie radici, essendo figlio di siciliani.

Nei tuoi excursus musicali internazionali esiste un genere a cui ti senti attualmente più vicino?
La parte della musica classica che mi tocca di più è quella degli impressionisti francesi, poiché li ritengo i più moderni a livello melodico e armonico e sono convinto che il mondo jazzistico abbia preso tanto da loro. Sono comunque particolarmente affezionato all'anima folcloristica popolare del Sud America, con le sue ritmiche ternarie: generi come la ciacarera, il malambo, e zamba, che si sviluppano in 3/4 e 6/8, sono quelli che ho maggiormente utilizzato, mischiandoli, in Colibrì..

Tradizione folcloristica, ritmi sudamericani, impressionismo... Quanta Argentina c'è in queste composizioni?
La mia ricerca musicale, nel tempo, mi ha portato alla seguente considerazione: tutti i ritmi folcloristici sudamericani hanno una stretta parentela tra di loro. Ho cominciato così a sperimentare con divertimento nuove combinazioni, suonando ad esempio il choriño brasileiro con la milonga argentina e la musica cubana. Un'altra scoperta è stata quella della musica fine 800-primi 900, sia quella brasiliana, con Nazareth che quella argentina con Guastalino. Erano compositori collocati fra la musica popolare e quella classica. Signora con cagnolino, uno dei brani presenti in Colibri, è stata a questo riguardo una felice combinazione. Nel 1991, infatti, mentre ero in tournèe con Ornella Vanoni in Brasile vidi un quadro raffigurante una bella signora con un cane e la immaginai passeggiare nei dintorni di Copacabana con le sue gonne lunghe e il suo cagnolino bianco, in maniera molto elegante. Senza ancora conoscere il movimento musicale della cerchia brasiliana di Nazareth mi sono accorto in seguito che erano palesi le sinergie e ho cominciato a interessarmi a quel genere...
In questo disco ho preferito dare più spazio alle mie composizioni folcloristiche, anche se ho una particolare predilezione per il tango, in relazione al quale ho realizzato un disco in duo, da me prodotto,
Luis y Miguel, insieme a Michele Ascolese, divenuto poi un concerto che portiamo in giro dall'anno scorso.

Prima di Colibri, nel 2001, hai dato il tuo contributo anche a un altro genere, la Dance...
Influence (produzione Energy), è stata un'operazione assolutamente diversa, o forse un mio desiderio di sperimentare con la musica elettronica ritmiche e suoni appartenenti al mondo tradizionale ed acustico. Il dj Pierandrea the Professor mi ha coinvolto in questa operazione nell'ambito del progetto DNA, il cui obiettivo, a mio parere riuscito, era quello di contaminare la Dance con tango, chacarera, musica araba e classica.

Dalla discoteca al jazz. Nella tua attuale produzione hai chiamato a collaborare un grande sassofonista, Javier Girotto...
In questo lavoro credo che il mio amore per il pianoforte acustico si senta in maniera evidente e tutto questo è stato possibile grazie a Javier Girotto, artista immenso, dotato di straordinaria musicalità e grande amico. Lui è uno di quelli che vorresti avere sempre accanto per fare musica e non solo. Quando suona un brano infonde la sua energia per il seguente. Con il suo contributo, le mie composizioni acquistano colori e profumi che ci appartengono fino in fondo, il nostro linguaggio è in perfetta sintonia. Non a caso proveniamo entrambi da Cordoba...

C'è un brano del disco a cui sei più affezionato?
Naturalmente
Colibri, che dà il titolo al CD. Ogni volta che lo suono ho la visione di questo uccellino meraviglioso che mi ha accompagnato nell'infanzia. È un animale molto difficile da cacciare, non si ferma mai; bellissimo per i suoi colori e movimenti imprevedibili, curioso nell'assaggio di tutta la varietà floreale e soprattutto armonioso e portatore di amore...
Zampa pal Fede è dedicata invece a mio figlio Federico. Originariamente si intitolava Ka, come il serpente del Libro della giungla, poiché la mia immaginazione musicale si rapportava al movimento di questo bizzarro animale disegnato dalla Walt Disney.
Con Penny, infine, ho vinto la scorsa estate un premio per la composizione ed interpretazione nell'ambito della rassegna "Gregari in musica", organizzata dal Comune di Torino in collaborazione con Emergency. Credo che sia il tema che sviluppa una melodia più identificabile. Potrebbe anche essere una bella canzone e non escludo che lo possa diventare...

Come concili la tua attività di tournista e, recentemente, di maestro televisivo di canto, con quella di compositore che vuole comunicare al pubblico la sua musica?
La creatività per fortuna c'è sempre. La mia visione futura è quella di dedicarmi a promuovere le cose che ho scritto e che sento fortemente. Operazione trionfo è stata una grandissima esperienza a livello umano e professionale che mi piacerebbe continuare a fare perché hai la soddisfazione di metterti a disposizione degli altri con quel poco o molto che sai e vuoi comunicare.


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Data pubblicazione: 23/04/2003





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