Jazzitalia - Bill Smith & Gianmarco Lanza: Concert For Mirella
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Mox Jazz Rec.
Live in Poggio alla Croce (Fi), 23 luglio 2005
Bill Smith & Gianmarco Lanza
Concert For Mirella


CD1:
1. Have you met Miss Jones
2. Angel Eyes
3. Lullaby of Birdland
4. Mirella
5. Matt

CD2:
6. To My Mother With Love
7. There Will Never Be Another You
8. Deep Purple
9. Aznal
10. Body And Soul
11. It Could Happen To You
12. Becky
13. Mark
14. Greg

Bill Smith - clarinetto
Lanfranco Malaguti - chitarra
Piero Leveratto - contrabbasso
Gianmarco Lanza - batteria



Un doppio live è destinato – nella maggior parte dei casi – a far parte della memoria, storica e culturale di un genere musicale. Ha un significato denso, profondo: immarcescibile. Conferisce – ipso iure – un senso di completezza ad un percorso artistico, ad un progetto identificativo di diversi anni di lavoro. Discorso ampiamente valido per Bill Smith, icona del Jazz Workshop Ensemble di Dave Brubeck e maestro del cosmopolitismo jazzistico. Anagraficamente, però, sembrerebbe non essere nelle corde di Gianmarco Lanza, giovane e talentuoso batterista romano (classe 1984). Ma il tempo, almeno in questo caso, non ha rilevanza nella sua dilatazione cronologica, perché il mood di Lanza è, senza dubbio alcuno, già ben definito. Il suo periodare, il suo senso dello swing, è limpidamente delineato ed esteticamente riconoscibile.



U
n concerto particolarmente sentito dal co-bandleader, dedicato interamente alla memoria del madre scomparsa. A tale dolce celebrazione, non si sottrae Bill Smith che offre uno speciale tributo con la bella e rassicurante Mirella.

Il quartetto regala momenti densi di lirismo e mette in mostra un affiatamento non comune ad aggio di un lavoro articolato sia nei brani originali (sei composizioni sono del clarinettista americano ed una del batterista), sia negli standard, opportunamente riarmonizzati e laboriosamente rifiniti.

Lanza ha dalla sua, tra le altre doti, quella di rendere iridescente ogni brano, complice l'uso delle spazzole, oramai tristemente desuete nel prosodico – in alcuni casi, parodico - jazz contemporaneo. Malaguti conferma d'essere abile cesellatore di abbellimenti ritmici e armonici e di possedere un agiato controllo dello strumento (Matt, a firma di Bill Smith, ne è un lampante esempio). Leveratto è un vero e proprio collante ritmico, creatore di un'estesa gamma timbrica e padrone della scansione temporale.

Un repertorio vasto e policromo, come detto, che trova momenti di decisa intensità oltre che nella citata Mirella, nella briosa eleganza di Aznal – ancora di Smith -, nelle sempiterne note di Body and Soul, carica di abbellimenti polistilistici, scevri da edonismo, disegnati dal clarinetto di Bill Smith. Empatico ed altresì significativo, è il soliloquio di Gianmarco Lanza in To My Mother With Love. Quattro minuti che dimostrano, ad abundantiam, il consistente bagaglio tecnico già accumulato dal giovane musicista.

Il futuro del jazz è anche, anzi soprattutto, nel suo passato. Gianmarco Lanza, in questo lavoro, lo ha ampiamente, e con bravura, dimostrato.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia








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Data pubblicazione: 15/03/2009

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