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Un lavoro che spicca nell'ambito dell'attuale panorama jazz per l'originalità dell'idea, lontano dagli ermetismi di certe orchestre pur eminenti ma di difficile fruibilità, innovativo ed allo stesso tempo ben piantato nella profonda conoscenza della tradizione. Proprio per questo, ancorché una recensione, si vuole in questa sede proporre un invito all'ascolto per questo cd.
Gli stessi componenti pongono l'accento più sul versante classico della loro musica, sorta di digressione rispetto a ciò di cui, normalmente, ciascuno di essi si occupa: Tonolo è tenorista di fama internazionale, spesso chiamato a latere di veterani quali Joe Chambers o, di recente, Miroslav Vitous, Mario Raja, già membro dell'Orchestra RAI, oggi è autorevolmente alla testa di una propria band, la Big Bang e co-autore di vari progetti musicali, Laino suona a fianco del cantautore Mango ed Emili presta la voce del proprio baritono a If Six Was Nine e ad altre band di rilievo. Molto gustosi gli arrangiamenti di Raja e Tonolo, che con grande sensibilità e notevole visione armonica, riescono a rendere il carattere ora spiritoso e swingato di Dancers in Love, condito da schiocco di dita, o il mood romantico di Meditation, o l'impulso languido di The Mooche o ancora lo scanzonato stride anni '20 in Wall Streeet Wail con sopranino di Tonolo, per citare solo alcuni dei brani del Duca inseriti in sequenza. Ma anche nelle composizioni originali, per par conditio una per membro, il singolare e brillante quartetto suona bene le sue note, non lasciandosi andare ad avanguardistiche tentazioni free che la sua natura pure ammetterebbe, per restare invece in una calma atmosfera di accattivante e fresca cantabilità in Dido Four, di Raja, rispettando l'ideale filo conduttore di tutto l'album anche nei brani con maggiore tensione emotiva come Ein Bokek, di Emili, o nei pezzi con più spiccato approccio orchestrale come nelle preziose combinazioni timbrico-dinamiche di After the Kiss, di Laino, o nello stile squisitamente contrappuntistico che le quattro differenti voci riescono a creare in UMMG Variations di Tonolo. Lo stesso avviene per Your Brown Eyes are Blue, brano della pianista Marvi La Spina, ballad perfettamente in sintonia con lo spirito del disco grazie tanto al tono intimo della prima parte, una sorta di first take, quanto alla rilettura swing più ritmica ed agile della seconda, prestandosi anch'esso ad arricchire la tavolozza d'espressioni cromatiche già presenti nel cd.Un lavoro curato pure nel panning, il gioco stereofonico dell'assegnazione dei canali alle singole voci strumentali, in modo da poter seguire i disegni melodici di ciascuno, tanto nelle linee tematiche che nell'intreccio della loro struttura armonica. Invito all'ascolto, allora, perché a qualcuno potrebbe sembrare un disco per addetti ai lavori, rischiando così di perdersi, invece, un interessante album, di buon gusto, che vale quel po' di attenzione in più che merita. Si segnalano i precedenti: 1998 Arundo Donax "Arundo Donax" (BMG Records)
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