Jazzitalia - Alfredo Ferrario: Dedicated To Hengel
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Philology W. 276. 2
Alfredo Ferrario
Dedicated To Henghel


1. Dedicated to Benny
2. Out of nowhere
3. Anouman
4. Someday You'll Be Sorry
5. Bernies' tune
6. Poor Butterfly
7. Three little words
8. Ninnna gaia
9. Nuit de S.Germain de Pres
10. Trois escales
11. B.M (For Appiano)
12. Waltz King

Alfredo Ferrario - clarinetto
Paolo Alderighi - piano
Roberto Piccolo - basso
Gianni Cazzola - batteria special guest





"Jazz è quella musica trasandata che si suonava intorno agli anni 20: oggigiorno il jazz deve essere classificato a seconda di chi lo suona". Così Duke Ellington, parlando di Django Reinhardt. Una frase che viene in mente ascoltando questo disco, bello, di Alfredo Ferrario. Cosa è il jazz? E' ricerca continua di nuove strade musicali o è un arte che ha raggiunto la sua maturità e che celebra i propri trionfi e la propria grandezza? E' forse questo il tema centrale del dibattito che agita i fans della' arte afro americana..

Il clarinettista lombardo ed il suo solidissimo quartetto sembrano propendere, per la seconda ipotesi. "Dedicated to Hengel", è un disco che evoca atmosfere swing, che racconta un jazz elegante e sensuale di altri tempi ("Questo quartetto mi ha riportato alla giovinezza" - scrive più o meno - in copertina Gianni Basso). Suono accattivante, calme armoniche, ritmi morbidi,. atmosfere notturne e romantiche, belle melodie, voci strumentali mai aggressive, sostenute a meraviglia dalla antica sapienza percussionistica di Gianni Cazzola. Il tutto senza scadere nel puro e semplice revival della "swing era".

Si può avere anche, ovviamente, un idea più trasgressiva e "nera del jazz". Chi scrive, ad esempio, è più propenso ad adottare questo ultimo punto di vista. Resta il fatto che questo quartetto suona benissimo e riesce ad esprimere con coerenza ed eleganza il mondo poetico del suo leader, che è genuino e vissuto con grande sincerità: intriso di raffinata malinconia. E poi, come ricorda lo stesso Ferrario, fra antico e moderno, fra classico ed avanguardia i confini sono tutt' altro che ben delineati.

Qualche parola merita anche il repertorio. Standard non abusati, riletture di brani insoliti di Django ("Anouman" è a dir poco bellissimo), fragranti pezzi in stile "balera" (B.M- For Appiano) che ricordano il nume tutelare di questo lavoro, il grande e compianto Henghel Gualdi.

Anche in questo è l'interesse di questo lavoro.
Marco Buttafuoco per Jazzitalia







Articoli correlati:
01/11/2017

Reggio Emilia Jazz 1925-1991. dalla provincia al mondo (Giordano Gasparini)- Aldo Gianolio

25/05/2014

Suoni, Parole, Ritmi del mondo - V Edizione: "...quattro appuntamenti dignitosissimi, malgrado l'attuale periodo di crisi generalizzata, collegati dall'idea dell'omaggio a personaggi che hanno fatto la storia della musica afroamericana." (G. Montano - A. Gaggero)

30/03/2014

Quattro chiacchiere con...Tito Mangialajo Rantzer: "Nell'album "Dal basso in alto" Mangialajo Rantzer riesce a tirare fuori un sound così corposo che appare orchestrale." (Alceste Ayroldi)

26/01/2014

The Complete Remastered Recordings on Dischi della Quercia (Giorgio Gaslini)- Marco Losavio

20/10/2013

Quattro chiacchiere con...Attilio Berni: Una collezione di sax unica al mondo: ogni strumento vintage è "vittima" della propria evoluzione ed è plasmato dall'alito vitale insufflato al suo interno da chi lo ha posseduto. (Alceste Ayroldi)

14/05/2012

Vivere Senza Malinconia (Giovanni Nuti) - Alceste Ayroldi

11/09/2011

Blakey Legacy (Gianni Cazzola Sextet)- Eva Simontacchi

26/02/2011

Aberto Ferrario Meets Gianni Sunjust (Alfredo Ferrario)- Sergio Raffiotta

22/11/2008

Intervista a Gianni Cazzola: "...ho vissuto tutte le tendenze del jazz, ho suonato anche il free jazz. Sono stato il batterista di Trovesi, di Gaslini e di Damiani. Ho praticato l'avanguardia, ho suonato musica etnica e medievale con Gianluigi. Ma c'era più libertà allora. Io dentro quella musica ci mettevo dentro la mia anima swing e la cosa funzionava..." (Marco Buttafuoco)

24/03/2008

Pure Ecstasy (Eva Simontacchi)

03/03/2007

Stringology (Roberto G. Colombo)

29/11/2006

Too close for comfort (Smell Quintet)

31/10/2006

Moon, stars and nights (Chrissie Carpenter Oppedisano)

15/06/2006

16 giugno 2005: un anno fa la scomparsa di Henghel Gualdi lasciava un grande vuoto oggi ancora più forte. Jazzitalia lo ricorda attraverso le testimonianze di: Nando Giardina della Doctor Dixie Jazz Band, Renzo Arbore, Pupi Avati, Lele Barbieri, Luigi Barion, Gianni Basso, Franco Cerri, Teo Ciavarella, Felice Del Gaudio, Gianni Giudici, Annibale Modoni, Marcello Rosa, Jimmy Villotti...

12/12/2005

Una Vita in Swing (Gianni Cazzola)

10/05/2005

Clarinetti Italiani (Alfredo Ferrario)







Invia un commento


Questa pagina è stata visitata 4.596 volte
Data pubblicazione: 09/12/2007

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti