Jazzitalia - Recensioni - Tito Mangialajo Rantzer Quartet: Dedications
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Nasce il Como Lake Jazz Club, volto a promuovere attività culturali ed iniziative nel campo della musica jazz. .

Musicarts Felix. Cinque appuntamenti dove Musica, Cinema, Pittura e Teatro si fondono per creare arte. .

Altro grande lutto nella musica: scompare il contrabbassista Rino Zurzolo.

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Allan Holdsworth non c'è più! Scompare a 70 anni uno dei più grandi chitarristi di sempre..

Quattro workshop – attività laboratoriali per giovani under 35 nell'ambito de "Il Jazz, il Blues e l'altro" ammesso al finanziamento per il bando Siae "Sillumina" .

Summer Camp 2017 di musica pop, rock e jazz organizzato dalla scuola di musica CEMM dal 4 al 9 luglio. Il programma di Basso a cura di Michelangelo Flammia.

E' venuto a mancare improvvisamente, la notte del 4 aprile 2017, il bassista e contrabbassista romano Pino Sallusti.

Unica data pugliese per la polistrumentista e compositrice brasiliana Christianne Neves di scena presso il The Empty Space di Molfetta

Approvato nel quadro del programma formativo Erasmus Plus il progetto "Using ICT in Music Education" al fine per sprigionare le potenzialità musicali della nuova generazione europea.

I SAT&B, storico ensemble vocale diretto da Maria Grazia Fontana, insieme al Coro CantAutore per la rassegna Special Guest al Teatro Eliseo di Roma

Aperte le iscrizioni per la IIa edizione del Premio Lelio Luttazzi, rivolto ai Giovani Pianisti Jazz e Cantautori di età compresa tra i 18 e i 30 anni, .

Il Saint Louis, Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale autorizzata dal Miur a rilasciare titoli accademici di I e II livello, apre le iscrizioni al prossimo anno accademico 2016/2017.

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Tito Mangialajo Rantzer Quartet
Dedications



Solista Records (2016)

1. E.B.
2. Embrace-Lee
3. Botosani
4. After Sam
5. Romero
6. Lackritz
7. Mortonmartin
8. Fats
9. Something to live for

Marco Fior - tromba
Francesco Bianchi - sassofoni alto e tenore
Tito Mangialajo Rantzer - contrabbasso e basso elettrico
Massimo Pintori - Batteria
Francesca Ajmar - voce ospite in 9


Tito Mangialajo Rantzer pubblica il secondo disco a suo nome, dopo "Dal basso in alto" del 2014, questa volta a capo di un quartetto senza pianoforte. Come dice il titolo, ogni brano è dedicato ad un personaggio che ha contato qualcosa nella vicenda umana e artistica del musicista milanese. Sono omaggi condotti in maniera indiretta, secondo angoli di prospettiva spesso inconsueti, poiché collegati a particolari ricordi o suggestioni connessi al vissuto del protagonista dell'incisione.

Così di Ed Blackwell si coglie il lato africano nel gruppo storico di Ornette Coleman, in una composizione ispirata ai primordi del free jazz, libera, pressante e rigogliosa. "Embrace-Lee" è una rielaborazione di Embraceable you di George Gershwin, cavallo di battaglia di Lee Konitz ed è eseguita su toni morbidi, cool con un dialogo old fashioned fra tromba e sax alto, disteso e rilassato.
"Botosani" è riservata ad una città rumena, teatro di un episodio della vita del nonno di Mangialajo Rantzer, ha un background nel folklore balcanico e si appalesa intensa e trascinante. "After Sam" è per Sam Rivers, il polistrumentista di punta nel jazz degli anni settanta, capace di memorabili esibizioni in Umbria e a Bergamo, ad esempio. Il brano si basa su una frase che si ripete tante volte, per far partire, poi, assoli incrociati fra i due strumenti a fiato. E' un tema privo di complicazioni, come quelli del sassofonista afroamericano, puri pretesti per sviluppare, successivamente, improvvisazioni torrenziali. "Romero" è a firma di Marco Fior ed è dedicata a Charles Mingus. Il brano contiene unisoni serrati, stringenti e si srotola tirato e swingante, senza un attimo di tregua.
"Lackritz" si riallaccia all'origine ebraica, mai sbandierata, da Steve Lacy, racchiude una melodia malinconica e dolente, tipica di un certo mondo yddish ed è sorretta da un sontuoso lavoro di accompagnamento e spinta da parte del contrabbassista "MortonMartin" mette insieme Morton Feldman, autore di riferimento della musica contemporanea del novecento e Martin Feldman, clamoroso interprete del film cult "Frankenstein jr." di Mel Brooks. Il pezzo è solenne e austero, con il sax e la tromba a dialogare su un motivo che ricorda la new thing, mentre, alle loro spalle, la ritmica procede svincolata con interventi taglienti e vorticosi. "Fats" è Fats Navarro, il grande trombettista che ha fatto scoccare la scintilla della passione per il jazz in Rantzer bambino. La traccia ha una dedica affettuosa, nostalgica per il padre e ha un'atmosfera antichizzata con la tromba sordinata di Marco Fior sugli scudi. Chiude "Something to live for" di Billy Strayhorn, in duo basso elettrico e voce, quella di Francesca Ajmar. E' una ballad eseguita con dolcezza e semplicità, utilizzando il minimo dei mezzi a disposizione.

A confronto di tanti jazzisti che intendono l'album come un biglietto da visita o poco più, Mangialajo Rantzer incide con molta parsimonia, solo quando crede di avere un progetto da condividere, qualcosa che valga realmente la pena di essere ascoltato.

Gianni Montano per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 26/12/2016

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