Jazzitalia - Recensioni - Tito Mangialajo Rantzer Quartet: Dedications
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Tosca al Multiculturita Summer Jazz Festival 2018: una sorta di giro del mondo intorno alla musica e alle parole che si arricchisce di canzoni nuove, scoperte o ritrovate. .

XVIII Edizione per il Beat Onto Jazz Festival: 8 concerti sotto il tema "Le vie del jazz", che mirano a declinare l'ampio vocabolario dell'idioma jazzistico e chiusura con gli Yellowjackets.

Seconda edizione del Premio Internazionale "Pino Massara" per giovani compositori di musica pop e jazz. Premi per un totale di 25.000 euro.

Gianicolo in Jazz 2018: Una location straordinaria, la terrazza più esclusiva e famosa di Roma per una rassegna estiva con la direzione artistica di Roberto Gatto.

XV Edizione di Gezmataz Festival & Workshop che ha come tema "La Voce", filo conduttore di tutti gli eventi della rassegna

Tour americano di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, da Chicago a New York, passando per Greensboro e Washington.

Mast Bari organizza un workshop di Legislazione musicale e dello spettacolo con Alceste Ayroldi.

Serata all'insegna del groove per la rassegna Special Guest. Di scena il Soul Train R-Evolution di Michele Papadia con Fabrizio Bosso & Serena Brancale.

Siae & Co.: workshop di Alceste Ayroldi che illustra le leggi fondamentali del settore musicale e dello spettacolo.

Cammariere, Paoli e Rea, Chano Dominguez e il progetto Hudson di Jack Dejohnette &, John Scofield per la 29ma edizione di Notti di Stelle, il festival jazz della Camerata Musicale Barese.

Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Serena Brancale, Javier Girotto e Martin Bruhn per la II edizione del Festival Special Guest nato dalla collaborazione tra il Teatro Eliseo e il Saint Louis College of Music.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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            AUTINO Adriano (chitarra)
            CIMINO Lorenzo (tromba)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FUMO Marco (piano)
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            LI VOTI Dario (batteria)
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            VIGNALI Michele (sax)
Tito Mangialajo Rantzer Quartet
Dedications



Solista Records (2016)

1. E.B.
2. Embrace-Lee
3. Botosani
4. After Sam
5. Romero
6. Lackritz
7. Mortonmartin
8. Fats
9. Something to live for

Marco Fior - tromba
Francesco Bianchi - sassofoni alto e tenore
Tito Mangialajo Rantzer - contrabbasso e basso elettrico
Massimo Pintori - Batteria
Francesca Ajmar - voce ospite in 9


Tito Mangialajo Rantzer pubblica il secondo disco a suo nome, dopo "Dal basso in alto" del 2014, questa volta a capo di un quartetto senza pianoforte. Come dice il titolo, ogni brano è dedicato ad un personaggio che ha contato qualcosa nella vicenda umana e artistica del musicista milanese. Sono omaggi condotti in maniera indiretta, secondo angoli di prospettiva spesso inconsueti, poiché collegati a particolari ricordi o suggestioni connessi al vissuto del protagonista dell'incisione.

Così di Ed Blackwell si coglie il lato africano nel gruppo storico di Ornette Coleman, in una composizione ispirata ai primordi del free jazz, libera, pressante e rigogliosa. "Embrace-Lee" è una rielaborazione di Embraceable you di George Gershwin, cavallo di battaglia di Lee Konitz ed è eseguita su toni morbidi, cool con un dialogo old fashioned fra tromba e sax alto, disteso e rilassato.
"Botosani" è riservata ad una città rumena, teatro di un episodio della vita del nonno di Mangialajo Rantzer, ha un background nel folklore balcanico e si appalesa intensa e trascinante. "After Sam" è per Sam Rivers, il polistrumentista di punta nel jazz degli anni settanta, capace di memorabili esibizioni in Umbria e a Bergamo, ad esempio. Il brano si basa su una frase che si ripete tante volte, per far partire, poi, assoli incrociati fra i due strumenti a fiato. E' un tema privo di complicazioni, come quelli del sassofonista afroamericano, puri pretesti per sviluppare, successivamente, improvvisazioni torrenziali. "Romero" è a firma di Marco Fior ed è dedicata a Charles Mingus. Il brano contiene unisoni serrati, stringenti e si srotola tirato e swingante, senza un attimo di tregua.
"Lackritz" si riallaccia all'origine ebraica, mai sbandierata, da Steve Lacy, racchiude una melodia malinconica e dolente, tipica di un certo mondo yddish ed è sorretta da un sontuoso lavoro di accompagnamento e spinta da parte del contrabbassista "MortonMartin" mette insieme Morton Feldman, autore di riferimento della musica contemporanea del novecento e Martin Feldman, clamoroso interprete del film cult "Frankenstein jr." di Mel Brooks. Il pezzo è solenne e austero, con il sax e la tromba a dialogare su un motivo che ricorda la new thing, mentre, alle loro spalle, la ritmica procede svincolata con interventi taglienti e vorticosi. "Fats" è Fats Navarro, il grande trombettista che ha fatto scoccare la scintilla della passione per il jazz in Rantzer bambino. La traccia ha una dedica affettuosa, nostalgica per il padre e ha un'atmosfera antichizzata con la tromba sordinata di Marco Fior sugli scudi. Chiude "Something to live for" di Billy Strayhorn, in duo basso elettrico e voce, quella di Francesca Ajmar. E' una ballad eseguita con dolcezza e semplicità, utilizzando il minimo dei mezzi a disposizione.

A confronto di tanti jazzisti che intendono l'album come un biglietto da visita o poco più, Mangialajo Rantzer incide con molta parsimonia, solo quando crede di avere un progetto da condividere, qualcosa che valga realmente la pena di essere ascoltato.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 26/12/2016

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