Jazzitalia - Recensioni - Michele Di Toro Piano Solo: Echolocation
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Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

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Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            BLASIOLI Simone (sax)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Michele Di Toro Piano Solo
Echolocation



Volume Records (2012)

1. la favola continua
2. 15 luglio
3. …al chiaro di luna
4. Il giardino segreto
5. echolocation
6. senza te
7. dr. Jekyll e mr Hide
Appunti e disappunti/ suite:
8. l'arrogante bartok
9. prokofiev il visionario
10. Chick Corea il giocoliere
11. debussy l'adulatore
12. stravisnky il logorroico
13. distorti saluti

Michele Di Toro - piano solo


Quello che si avverte in questa lunga sequenza di piano solo, registrata in un solo pomeriggio, è fondamentalmente un grande senso di libertà musicale e mentale. Michele Di Toro, lo sappiamo tutti, è un eccellente musicista classico e un ottimo jazzista che ama riversare nella sua musica queste due grandi passioni. Quello che cattura nella sua musica, nei concerti dal vivo in particolare e in dischi come questo, è la grande facilità con cui i vari piani si intersecano. Certo questo è dovuto a una tecnica eccellente e una vasta cultura musicale ma, anche e soprattutto ad una concezione dell'arte autenticamente libera e aperta. Musicisti come lui non si limitano ad elaborare cocktail di generi, cercano con grande sincerità ed efficacia linguaggi nuovi senza aver paura di confrontarsi con il "vecchio". Si potrebbe ad esempio dire che quasi tutti i brani iniziali di "Echolocation" siano debitori, fin troppo a volte, della lezione di Keith Jarrett.

D'altronde il maestro di Allentown è anche colui che ha lamentato la progressiva morte della melodia nella nostra cultura musicale. Ed è, quindi, abbastanza normale che un musicista fondamentalmente "classico" come di Toro ne sia fortemente influenzato. Peraltro, nella seconda parte del disco il pianista abruzzese disegna una serie di divertenti e impegnativi ritratti musicali che fanno uscire il disco dal clima un eccessivamente romantico delle prime tracce (nella quale appare comunque anche un brano molto interessante e in qualche maniera sperimentale come quello che da il titolo al disco).

Il cd si chiude con un omaggio esplicito alla tradizione del pianismo afro-americano; un brano in stile honky tonky, dal suono volutamente "sporco".
Leggerezza e lirismo, ironia e romanticismo: di questo è impastato Echolocation. Michele Di Toro è un vero virtuoso della tastiera (guardare alcuni suoi video su youtube per convincersene), ma in questo disco rinuncia a qualsiasi sfoggio di tecnica, concentrandosi tutto su una sua intima poetica.

Un bel viaggio musicale quello da lui compiuto in quel pomeriggio d'aprile del 2011; fra chiari di luna e memorie di qualche locale da ballo di infimo ordine in qualche ghetto statunitense. Il viaggio di un artista e di uno spirito liberi.

Marco Buttafuoco per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 15/02/2014

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