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Vito Giordano Quartet
Flavours

1. The Times Was
2. Blue Sea
3. Minton's
4. Letter for my Daughter
5. Body And Soul
6. Zagara
7. South Department
8. Dry Land

Vito Giordano - tomba e flicorno
Paolo Di Sabatino - piano
Carlos Puerto - contrabbasso
Horacio "el Negro" Hernandez - batteria

Bisogna sentirla, la tromba di Vito Giordano, per potersi rendere conto della pulizia del suo suono, della sua nitidezza, e questo suo cd, Flavours, il primo con un quartetto a suo nome, offre la giusta occasione per chi non abbia l'opportunità di ascoltarlo dal vivo, quando davvero dà il meglio di sé. Accompagnato da Paolo Di Sabatino al pianoforte, Carlos Puerto al contrabbasso, e con l'amico Horacio "El Negro" Hernandez alla batteria, il jazzista palermitano mette a frutto una esperienza artistica ormai più che ventennale e dalle molteplici sfaccettature, confezionando un album di sette composizioni a firma propria, cui si aggiunge una particolare rilettura di Body And Soul, doveroso omaggio al jazz di tutti i tempi.

Dalla elegante The Time Was, con cantabilità a tratti malinconica, nella quale il musicista si propone al flicorno, a tondeggiare il tema prima che il piano lo sfrutti per dare buona prova delle proprie capacità improvvisative, si passa a Blue Sea, introdotta dalla percussiva ambientazione di Hernandez, una ballad, ancora per l'interpretazione incantata del flicornista, in cui fa spicco il solo del contrabbasso, quindi l'articolata tromba del titolare comunica la propria gaiezza in Minton's, un brano fast semplice e diretto, alla maniera bop, la cui intelligibile struttura permette a ciascuno dei protagonisti di esprimersi in tutta scioltezza e rilassatezza: preciso il tocco di Di Sabatino, varie le frecce tecniche al suo arco, così come puntualissimi sono pure gli scambi con il batterista cubano. Approccio lirico per Letter for my Daughter, nella cui intensità si percepisce l'evidente coinvolgimento autobiografico del fiatista-compositore, il flicorno – ovviamente! – a farla da padrone, preziosamente cullato sul soffuso paesaggio pennellato dalla ritmica, dal quale si stacca un partecipato intervento di piano, mentre spigliata e sfuggente è Body And Soul, che consente una rilettura i cui spunti ritmici sono messi ben in evidenza dai variegati giochi percussivi di Hernandez, incessante fonte di fantasia per i compagni, dal trombettista al fido pianista che subito coglie l'invito per un puntuale accenno di "montuno" e tornare poi nei normali alvei del fraseggio jazz: ardita ma riuscita prova, specie ad un ascolto meno superficiale. Introduzione consegnata ad un cantilenante piano per Zagara, un'altra ballad, questa volta in tre movimenti, con le leggere note tematiche enunciate dal tono sommesso dello strumento di Giordano, il cui assolo si discosta dallo spirito più romantico del pezzo per consegnarsi invece ad un arricciamento digressivo di affascinante musicalità.

Un blues con portamento sudamericano, South Department, introdotto da una sorta di marcetta la cui aria pseudo-marziale scandisce la falsa precisione dell'ufficietto del meridione, topos della periferia del mondo: vi si distingue il profluvio di note riversate sul piano dal grintoso Di Sabatino, a riprodurre la corsa "finto-indaffarata" in quei corridoi, per poi lasciare le varie voci strumentali interloquire con la batteria, in un botta e risposta dove ognuno conduce un proprio discorso, sordo e chiuso alle "istanze" degli altri. Tango denso di romanticismo Dry Land si inoltra in modulazioni dal sapore mediterraneo e latino, scavando negli umori passionali della tradizione, a metà strada fra jazz e musica leggera… e provocando suggestioni intime e profonde, rese dalla sibilante tromba in sordina di Giordano, ancor più quando, giunti a fine traccia, ci si accorge da insospettabili applausi che trattasi di registrazione dal vivo.

Un début disc, per così dire, che si avvale molto dell'ormai longeva presenza di Vito Giordano sulla scena jazzistica nazionale, e non solo, e che registra un significativo momento artistico della vita del musicista.
Antonio Terzo per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 26/03/2005

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