Jazzitalia - Recensioni - Mike Reed: Flesh & Bone
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E' morto Jimmy Cobb.

Solo un arrivederci per Umbria Jazz. Costretti ad annullare l'edizione del 2020, sono già riprogrammati alcuni concerti esclusivi per l'edizione 2021!.

Aldo Bassi, trombettista, direttore d'orchestra, insegnante e leader di varie band, è venuto a mancare a Latina..

Saint Louis Club House, il nuovo salotto musicale ideato dal Saint Louis per ascoltare, vedere e degustare la musica comodamente dal divano di casa, in tempi di emergenza Covid-19. .

McCoy Tyner, icona del pianismo e del jazz, se ne è andato. Aveva 81 anni. .

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            ALESSI Piero (batteria)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Mike Reed
Flesh & Bone



482 Music (2017)

1. Voyagers
2. First Reading: SF Sky
3. Conversation Music
4. A Separatist Party
5. The Magic Drum
6. My Imaginary Friend (Tyshawn Sorey)
7. I Want to Be Small: for Archibald Motley
8. Second Reading: Me Day
9. Watching the Boats
10. Call of Tomorrow (My Life Up Until the Present)
11. Scenes From the Next Life

Greg Ward - alto saxophone
Tim Haldeman - tenor saxophone
Ben Lamar Gay - cornet
Jason Stein - bass clarinet
Jason Roebke - bass
Mike Reed - drums
Marvin Tate - spoken word


Mike Reed è un batterista e compositore fra i più brillanti della nouvelle vague chicagoana. In questo disco il leader di "People, place & Things" allarga la sua formazione con alcuni ospiti, facendola diventare un sestetto, a cui si aggiunge in alcune tracce una voce recitante.

"Flesh & Bone" è un concept album e intende ricordare un episodio in cui è stato protagonista il quartetto, solo per metà afroamericano, trovatosi a mal partito una volta capitato, casualmente, in una stazione ceca mentre era in corso una manifestazione neonazista.

Mike Reed dimostra di conoscere benissimo la tradizione del jazz e di saperla conciliare con gli stilemi dell'avanguardia in un discorso multiforme, fresco, stilisticamente omologo. Nel disco, infatti, si ascoltano purissimo swing, un bop tirato e rigoglioso, intermezzi free controllati ed espansivi, qualche scansione funky e un senso del blues che informa marcatamente tutti i brani. Quando entra lo spocken word di Marvin Tate, poi, siamo in pieno jazz-poetry gonfio e declamatorio.

Ci sono tanti aspetti diversi negli undici pezzi, cioè, amalgamati dall'intelligenza compositiva di Reed e dal robusto apporto inventivo dei competenti partners. In particolare si apprezzano le sequenze in cui viene esposto il tema dall'unisono dei fiati su cui si incastrano interventi liberi e travolgenti del solista di turno con un effetto polifonico post-post il sound di New Orleans, adoperando una definizione arrischiata. Fa un figurone, in questo contesto, Jason Stein al clarinetto basso, una risorsa timbrica e una ricchezza espressiva a servizio del progetto. Il sestetto in generale, però, marcia spedito in tutte le situazioni, rivelando una verve, un'intesa e una sagacia esecutiva di prim'ordine.

Fra gli undici capitoli si fa preferire "Watching the Boats", aperto da un solo emotivamente carico del contrabbasso di Jason Roebke, che prosegue con un motivo melodico dolce, bucolico, portato avanti dal contrappunto fra il sax di Greg Ward e la cornetta di Ben Lamar Gay a cui si aggiungono in graduale successione le voci degli altri componenti dell'ensemble a completare il quadro d'assieme.

"Flesh & Bone" in conclusione è un'altra convincente prova delle capacità di bandleader di Mike Reed, un nome sicuro su cui puntare per descrivere al meglio dove si sta dirigendo oggi il jazz.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 01/12/2018

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