Jazzitalia - Andrea Pagani: For The Sea
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Andrea Pagani
For The Sea


1. Calipso bee
2. Lullaby for the sea
3. Clown beat
4. A tear on my chst
5. Dolphin dance
6. Un gabbiano sulla Tuscolana
7. Shadow in the window
8. Love for Sale
9. An evening with a little star
10. Solitude blond

Andrea Pagani - Piano, keyboards
Massimo Moriconi - Double Bass (2,4)
Fabrizio Montemarano - Double Bass (1,3,6,7,9)
Alfredo Romeo - Drums (1,2,3,4,6,7,9)
Roberto Ciotti - Acoustic Guitar ( 1)
Claudia Marss - Vocal (8)
Elio Buselli - El. Bass (5,8)
Massimo Rosari - Drums (5,8)
Piercarlo Salvia - Soprano Sax (5)
Juan Carlos Albelo - Violins (4)
Fabrizio Fabiano - Cellos (4)

Blue Joshua Band
:

Franco Santodonato, Marco Aglioti - Trumpets
Aldo Iosue, Giuseppe Rosa - Trombones
Stefano Rossi, Marco Falsini - Alto Sax
Stefano Arduini - Tenor Sax
Adriano Piva - Baritone Sax (3)

 





Chi avesse voglia di jazz solare e leggero, rilassato e comunicativo, tranquillo, si procuri questo disco. Andrea Pagani, pianista romano di molteplici esperienze ma alla sua prima prova da leader ci regala con questo "For the sea" un mosaico sonoro gradevole e ben disegnato. Melodie accattivanti ed immediate, fragranze latine, swing morbido, funky mai aggressivo, sonorità d' archi qua e là.

Il mare di Pagani non conosce tempeste, è sempre calmo e luminoso, trasparente. Le sue profondità immense e sconosciute evocate dall' autore in copertina, non evocano conflitti e drammi. Le onde sembrano levigare le rocce ed attenuarne tutte le asperità. Al più si respira qualche atmosfera tranquillamente malinconica, si sente qualche eco di lontananze (Oltre che di Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi).

Un lavoro coerente quindi, dotato di una sua poetica molto discutibile, impalpabile ma precisa. In linea perfetta, per fare un esempio, con la leggerezza stilistica e di contenuti propria di tanto giovane cinema italiano.

Fra jazz e musica di intrattenimento raffinato passa un confine a volte davvero incerto ed esiguo. Una sottile linea grigia che Pagani non esita ad oltrepassare molte volte nel corso del suo lavoro.
Marco Buttafuoco per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 22/12/2007

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