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Musica meravigliosa, emozionante, passionale, ricca di immagini e di magia… La musica di Guinga racchiude tutto questo, fondendo il colto e il popolare in un'unica essenza che ha i colori del Brasile. Le sue composizioni viaggiano su un livello superiore di scrittura rispetto a tanta musica brasiliana, tanto che sarebbe difficile scorgere l'elemento più strettamente popolare in esse. Eppure, con tanta naturalezza, i tratti caratteristici del popolare corioca si odono qua e là con grande dignità e consapevolezza. Solari discendenze villa-lobosiane e jobimiane, due facce della stessa medaglia, fanno parte del bagaglio culturale di Guinga. Qualsiasi tipo di frattura tra colto e popolare è eliminata del tutto, e la sua creazione musicale diventa fortemente autentica, laddove un coacervo di dolci influenze, che risalgono a Villa-Lobos, Ravel, Jobim, Gershwin, Rota, Pixinguinha, Pascoal e altri, ha contribuito a rendere più espressiva e carica di pathos la sua musica. L'incontro con Mirabassi, di cui già si conoscono le eccelse doti di grande improvvisatore e cultore della bella musica brasiliana, esalta ancor più il significato di questa musica così espressiva, colorata e ritmica, che si palesa all'ascolto di questo bellissimo cd. Si ascoltino la melanconica Valsa pra Leila o la virtuosistica Vô Alfredo, la strabiliante Baião de Lacan, in cui il "duello" tra la chitarra e il clarinetto è immancabile, e ancora il dolcissimo e delicato tema di Cine Baronesa e la brasilianissima Canibaile, in cui anche la voce del chitarrista diventa strumento utile per significare questo brano, per capire qual grande musica ci troviamo di fronte e che bastano una sola chitarra e un clarinetto, però quelli di Guinga e di Mirabassi, per esprimere musica eccelsa e ricca di significati.
Complimenti Guinga, complimenti Gabriele!
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