Jazzitalia - Recensioni - Marco Pacassoni 4tet: Grazie
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Marco Pacassoni 4tet
Grazie



Naswetter (2017)

1. Violet Wall
2. Peninsula
3. Laughing
4. Serenade From The Unknowns
5. Freedom
6. Something Changed
7. St. Click
8. Trantran
9. Prelude To One Day
10. One Day (We'll Play It Together)

Marco Pacassoni - vibrafono, marimba, percussioni
Enzo Bocciero - pianoforte, sintetizzatore
Lorenzo De Angeli, Basso Semi - acustico
Matteo Pantaleoni - batteria

Ospiti:
Amik Guerra - flicorno (10)
Riccardo Bertozzini - chitarra classica (10)
Maria Valentina Ricci - voce recitante (10)


Sarà che il vibrafono per definizione del suo suono crea magia; sarà perché Marco Pacassoni ha a cuore la musica in generale e, soprattutto, la definizione di jazz secondo la sua accezione migliore, di musica capace di accogliere e restituire manipolata qualsiasi altra fonte sonora, sarà perché il suo quartetto è ben coeso e l'interazione si respira a pieni polmoni, ma "Grazie" ha un passo bello e rinfrescante: un sound aperto e immediato che guida ogni singola composizione. Dal groove implicito e marziale, come nel crescendo circolare di "Violet Wall" o nella sorridente e melodicamente intensa "Peninsula", dove la fusione di suoni tiene a mente quanto successo negli anni Ottanta, ma si proietta nelle grintose aperture europee, con spezzature ritmiche e sospensioni ben calibrate.

La cantabilità emerge in "Laughing" dove, però, l'easy listening è tenuto a distanza da alcune soluzioni ritmico-armoniche di particolare pregio. Musicalmente sembra di trovarsi di fronte a un concept album: il titolo, che è rivolto principalmente al padre del Nostro, fa da collante a una successione di brani sempre diversi, ma con un filo rosso tenuto in mano dal neo-romantico fraseggio di Bocciero, che pennella tutti i brani sostenendo o contrappuntando Pacassoni ("Serenade For The Unknowns", "Something Changed").
L'abilità tecnica e la migliore tradizione vibrafonistica viene fuori in "Freedom", che recupera velocità anche nel gustoso assolo di basso di De Angeli, sostenuto dall'incalzante fast – degno della old school – di Pantaleoni.

Groove a go-go in "St. Click" e, soprattutto, "Trantran", fino a giungere a "One Day", dove oltre alla melodia tipicamente italica, fanno capolino un bel po' di musiche, supportate dagli ospiti che si uniscono al quartetto.

Un disco elegante, dalle mille sfaccettature, che pone l'accento sulle eccellenti composizioni di Pacassoni e sul suo tocco maturo e innovativo.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 12/11/2017

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