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IIa prova del BizartTrio capeggiato dal sassofonista Francesco Bearzatti. Con Aldo Romano alla batteria (…e chitarra) ed Emmanuel Bex all'organo, dopo oramai tanti concerti insieme, il trio si muove in modo assolutamente equilibrato nei ruoli, nelle dinamiche, nelle intenzioni e nelle invenzioni musicali. E' un trio in cui ad ogni azione dell'uno corrisponde una reazione dell'altro spesso quasi anticipata e comunque sempre assolutamente on time. Il trio è talmente ben rodato da permettersi di ospitare senza "costrizioni" la tromba di Enrico Rava il quale, a sua volta, si colloca all'interno dell'impianto sonoro con estrema naturalezza. Lo dimostrano i brani che vedono il trombettista ospite, a cominciare da T Tango in cui Rava sfodera un ottimo solo che aumenta l'intensità del pezzo sino a cogliere dei sovracuti che diventano l'idea iniziale del solo di Bearzatti il quale coglie perfettamente "l'urlo finale" della tromba di Rava come in un ideale, armonioso, passaggio di testimone. La sonorità della tromba ben si integra anche in Caorle, consueto omaggio alle sue origini questa volta sotto forma di bossa nova. Così come nello scenario da sala da ballo anni '50 evocato da Soap Bubble, dove i due fiati conducono la loro danza all'unisono, sorretta dalle armonie insistenti di Bex.Nel duo con la chitarra classica suonata da Aldo Romano, Enrico Rava interpreta soavemente il melanconico Assenza su cui, forse, sarebbe stato interessante ascoltare il tenore di Bearzatti. Ed è proprio il tenore di Bearzatti a convincere più di ogni altra cosa: una voce splendida, una capacità interpretativa di spessore al punto da sembrare che parli direttamente con l'ascoltatore. E questo lo si può apprezzare in ogni brano persino nell'esecuzione rock di Endless of this Love dove lo stridore del sax si mescola al suono distorto della chitarra fino a confondersi formando quasi una voce corale. Ma Bearzatti, si sa, ama anche il clarinetto che usa con rimarchevoli risultati nel brano dal sapore parigino, Il Camino di Aldo Romano, riuscendo a far immaginare proprio un vecchio camino nell'intento di raccontare secoli di storia che gli sono scorsi dinanzi. Su questo brano va però una particolare nota di merito a Emmanuel Bex che all'organo supporta Bearzatti non solo nel sostegno ritmico e armonico ma anche improvvisando tempestivamente frasi che si contrappuntano in modo esemplare. Un altro esempio emblematico dell'intesa che esiste tra questi musicisti.In From Halab to Damascus è ancora il clarinetto di Bearzatti a guidarci, questa volta, tra i vicoli di una fusione di suoni tra l'Arabia più pura e le contaminazioni mittileuropee dell'hammond di Bex, con i tempi dettati dal magrebino tambureggiare di Romano.Accattivanti le rincorse asistoliche di Kids, sospinte da un veloce drumming e da sonorità ancora una volta piuttosto fuori dagli schemi.Su Aldo Romano non si può dire assolutamente nulla se non che presenzia con classe e maestrìa, con saggezza e regolarità qualsiasi sia la direzione intrapresa dalla loro musica divenendone interprete ed ispiratore al tempo stesso al pari dei suoi compagni. Il CD si chiude con la title track, Hope, la quale merita un particolare encomio non tanto per la coinvolgente e bella linea melodica o per l'arrangiamento, quanto per l'emozione che riesce a trasmettere nei suoi undici minuti in cui si passa dal soft-funk al quasi jungle offrendo un escursus di tutto ciò che è racchiudibile all'interno di una semplice parola inneggiante alla speranza di un mondo migliore, di un uomo migliore, di un destino migliore. Durante l'ascolto di questa composizione, non possono non scorrere nella mente dell'ascoltatore immagini, eventi che purtroppo oramai caratterizzano costantemente la nostra attualità. Rimane una grande speranza, che tutto ciò non diventi inconsapevolmente una consuetudine…Bearzatti, in una performance di assoluto rilievo, si rende portavoce ideale di questo auspicio riuscendo a porre nell'esecuzione di Hope tutta la sua interiorità maggiormente ravvisabile nel meraviglioso primo minuto di introduzione solitaria del sax.E la speranza risiede proprio nel recondito desiderio di poter ascoltare solo le dolci note che pervadono il tema anziché gli scenari più apocalittici che sono alimentati, nell'immaginario, dai passaggi più elettronici presenti nel brano. Il Bizart trio si colloca senza dubbio tra le più interessanti espressioni musicali attualmente in circolazione riuscendo a dosare avanguardia, melodia, tradizione e coinvolgendo l'ascoltatore in un inebriante percorso musicale.
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