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Soulnote 2006

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Roberto Magris Europlane
Il bello del Jazz


1. No Sadness (Magris) 5.50
2. Stray form (Geller) 4.36
3. Some other spring (Kitchings/Herzog) 5.16
4. Key largo (Carter) 4.38
5. A new town is a blue town (Adler/Ross) 7.08
6. Here I'll stay (Weill/Lerner) 5.33
7. Ah more (Cohn) 5.03
8. Il bello del jazz (Magris) 5.14
9. Pretty Woman (Sondhem) 6.04
10. Parker's pen (Magris) 5.07
11. Deception (Geller) 6.48

Herb Geller - sax alto
Darko Jurkovic - chitarra nei brani #1,8,10,11
Roberto Magris - piano
Rudi Engel - basso
Gabriele Centis - batteria



IREC S.r.l.
Home of The Unique Jazz Labels.... BLACK SAINT, SOUL NOTE & DDQ
Via Monte Grappa, 44 - 20020 ARESE (MI) - Italy
tel. ++ 39 02 36541814 fax ++ 39 02 91971506
e-mail: soulnote@blacksaint.com
web: http://www.blacksaint.com
 


Roberto Magris racconta, con il suo ultimo disco Il bello del jazz, non solo un incontro, quello con il saxofonista Herb Geller, ma anche un'intuizione, una sensazione.

Nuovamente, come è stato per molti lavori precedenti del pianista triestino e in particolare in Check In (Soulnote 2005), Magris imprime il taglio di Europlane, sia alla sua composizione che nell'esecuzione. La sensazione proposta dai cinque musicisti in questo lavoro, registrato già nel 2003, è appunto il "bello" del jazz: non un giudizio, non una ponderata scelta critica, non un'inseguita idea, ma più semplicemente una musica che si ascolta con la facilità che si prova quando ci si avvicina a ciò che piace, che si ritiene di poter descrivere esaurientemente con la abusata vaghezza del termine "bello".

La precisione, l'armonia, la pacatezza del pianoforte di Magris, mai dominante, permettono di iniziare a scoprire che cosa ci sia di bello nel jazz. Non esauriscono il jazz (non lo si pretendeva!), non sfiorano le profondità estetiche della musica afroamericana, non rendono omaggi indimenticabili, a chi già non dimenticato lo era di suo, non innovano, ma con straordinaria "cortesia" accompagnano, avvicinano. Perché Magris disegna un palco e un suono, grazie soprattutto ad una ritmica perfetta con Rudi Engel al contrabbasso e Gebriele Centis alla batteria, che ha la forza di farsi ascoltare per ricordarne senza retorica la sua naturalezza, la sua semplicità, il suo "bello", il suo gusto.

Il jazz di Roberto Magris è anche "buono".
Alessandro Armando per JazzItalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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