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Lorenzo Hengeller
Il giovanotto matto


1. Inno di Mameli
2. Il tic
3. In Bruno veritas
4. Gran vals
5. Lo swing del giornalaio
6. Brava
7. Papaveri e papere
8. Embè
9. Ninna nanna per Carla
10. Pummarola boat
11. Le tue mani
12. Buonanotte al mare
13. Fraseggio in mi b
14. Amaramente

Lorenzo Hengeller - piano e voce
Marco De Tilla - contrabbasso
Nicola De Luca - batteria
Annibale Guarino - sax tenore e cori
Nicola Rando - sax alto
Carlo Lo Manto - chitarra
Roberto Del Gaudio - cori
Bruno De Filippi - armonica
Gabri Statuti - cori
Ninni Pascale E Ettore Sciarpa - cori


"Il giovanotto matto" è il titolo di una canzone portata al successo da un popolare cantante italiano, Ernesto Bonino, negli anni '40, erano gli anni di Fred Buscaglione, Alberto Rabagliati e Natalino Otto. Bonino amava lo swing proprio come Lorenzo Hengeller che ha voluto chiamare questo suo ultimo album proprio come quel successo di Bonino, a suo tempo soprannominato "Mister Swing".

Una volta inserito nel cd-player il cd di Lorenzo Hengeller, la prima cosa che si ascolta è un frammento audio tratto dal film "Non ci resta che piangere" di Benigni e Troisi in cui proprio quest'ultimo decanta ad alcuni sprovveduti una strofa dell'inno di Mameli. È un inizio che sorprende ma nelle tracce seguenti si scopre che il musicista napoletano ama quella canzone italiana imbevuta di jazz che prima, i già citati Bonino, Rabagliati, Otto e Buscagliene, e dopo Lelio Luttazzi, Renato Carosone e il Quartetto Cetra, si divertirono a scrivere ed interpretare.

In mezzo a brani come "Il Tic","Lo swing del giornalaio" ed "Embè" che riprendono questa tipologia di canzoni, Hengeller inserisce alcuni brani strumentali, come una bella ballata che vede in primo piano l'armonica di Bruno de Filippi, "in Bruno Veritas", uno stupendo reprise per solo piano di "Brava", scritta da Bruno Canfora per la magnifica voce e il grande talento di Mina. Poi sorprende ancora per un frammento musicale che prende spunto dalla musichetta che identifica una nota marca di telefonini e più avanti ci si imbatte di nuovo nel recupero di un altro brano d'epoca come "Papaveri e papere" con ospite Angela Luce, nel rifacimento di due brani del mai dimenticato Gorni Kramer, "Buonanotte al mare" e "Fraseggio in Mi b" e in una bella canzone inedita scritta dallo stesso Hengeller, "Le tue mani".

Per completezza citiamo anche le rimanenti "Ninna nanna per Carla", un intermezzo strumentale sempre di Hengeller, la "Pummarola Boat" del Quartetto Cetra e la conclusiva "Amaramente" di Carosone e Bonagura.

Molti argomenti e tante citazioni, forse troppe, per stare insieme nello stesso album. Si ha l'impressione che si sia voluto eccedere forse per stupire, ma io penso che Lorenzo Hengeller avrebbe potuto fare a meno di quelle citazioni extra-musicali per le quali ha dovuto anche tener conto della par condicio. E questo perchè il suo cd sarebbe certamente risultato più gradevole e discreto anche solo con gli originali, così ricchi di swing, o con quella bella e raffinata canzone quale è, "Le tue mani". Non comprendo la necessità e l'opportunità di inserire il medley con l'Inno di Mameli, l'Avanti Popolo e la declamatoria di regime contro il diffondersi del jazz nell'Italia fascista. Non comprendo la citazione di Bella ciao in "Embè" e trovo fuori luogo il riprendere il tema di una suoneria telefonica. Per il resto l'album mette in risalto le doti di Lorenzo Hengeller come musicista e compositore, mi auguro che si rivelino in pieno nelle prossime produzioni.
Giuseppe Mavilla per Jazzitalia




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10/04/2004

Una serata con Bruno De Filippi: "...Louis Armstrong è venuto a sedersi vicino a me...Non sapevo più come fare...avrei voluto toccarlo, parlargli...Balbettavo...con il banjo gli ho accennato l'inizio di una canzone...lui mi ha sorriso, ha preso in mano la tromba e ha incominciato a suonare e cantare..." (Eva Simontacchi)



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Data ultima modifica: 11/02/2008

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