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Giovanni Guidi
Indian Summer


1. Shadows
2. Il Campione
3. Begatto Kitchen
4. Round Trip
5. The Path
6. September Never Comes
7. Neverland last days
8. O.C.E.R
9. Windmill
10. Don't change a hair for me

Giovanni Guidi - piano
Dan Kinzelman - sax tenore, clarinetto
Francesco Ponticelli - contrabbasso
Joao Lobo - batteria




C.A.M. Jazz
is a division of the C.A.M. Original Soundtracks label
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Web Site: www.CamJazz.com


Per una volta non è inutile partire dal titolo di un disco per cercare di raccontarlo. L' estate indiana è quella che noi chiamiamo l'Estate di San Martino. Quei brevi giorni in cui i colori tristi dell'autunno sono immersi in un aria tersa, tiepida. Il lavoro di questo giovanissimo quartetto immerge l' ascoltatore in un' atmosfera malinconica, e allo stesso tempo calda. I quasi 48 minuti di "Indian Summer" sono intrisi di un lirismo strano, tenue ed appassionato allo stesso tempo. Un lirismo che contagia l'unico brano non firmato dal leader, l'ornettiano "Round Trip". Ci sono tracce consistenti di minimalismo nei dieci brani, ma è un minimalismo che ha sempre in vista un discorso poetico sospeso, indefinito, aperto.

Un opera affascinante e, soprattutto, molto originale. Sorprendente se si tiene conto che Guidi ha 21 anni ed altrettanto giovani sono i suoi tre compagni di avventura, con i quali stabilisce un dialogo sempre ricco di sviluppi e sorprese. Vengono in mente, ascoltandoli, le parole con cui Zawinul definisce, una volta e per tutte, l'interplay jazzistico: "we always solo, we never solo".

Quello che tuttavia intriga di più è l' originalità del progetto. Un'originalità che si riscontra tanto nella scrittura del leader quanto nel modo di suonare dei quattro. Certo, ci sono tracce di tutto il lungo cammino del il jazz; echi di Bill Evans, Charlie Haden, Miles Davis (l'uso dei silenzi nel pianismo del leader), Paul Motian, del grande quartetto europeo di Jarrett. Ma "Indian Summer" è un lavoro assolutamente personale e descrive un paesaggio sonoro e poetico riconducibile solo a Giovanni Guidi ed ai suoi partners.

Enrico Rava, che di Guidi è scopritore e mentore pronostica per il suo pupillo un avvenire straordinario. Questi primi esiti sembrano dargli ragione.
Marco Buttafuoco per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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