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Arrigo Cappelletti - Giulio Martino
Infant Eyes


1. Fee-Fi-Fo-Fum
2. Miyako
3. Nefertiti
4. Speak No Evil
5. Children Of The Night
6. House Of Jade
7. Infant Eyes
8. Black Nile

Arrigo Cappelletti - pianoforte
Giulio Martino - sax tenore



Bella confronto quello sostenuto da Arrigo Cappelletti e Giulio Martino che decidono di dedicare un intero album a questo mostro sacro del sassofono. Armati di coraggio e spirito di sacrificio i due musicisti riprendono alcuni tra i brani più belli di Wayne Shorter; per la maggior parte pezzi degli anni sessanta.

Sax e pianoforte, nulla di più; nessun sampler e nessun intervento di tipo elettronico. Sin dalle prime note si fa strada una purezza contrassegnata da un segno pulito e deciso. Progetto ambizioso ma, a parere di chi scrive, parzialmente riuscito. Sempre se non ci si aspettano fuochi d'artificio.

L'interpretazione si potrebbe definire in una parola noir: visuale introspettiva che rimanda lontanamente a quel sound ricollegabile anche a John Coltrane.

Tutti i brani si riflettono in una dimensione meditativa davvero profonda, che va a scavare nei percorsi più reconditi del nostro io passando dai periodi più felici a quelli più ombrosi mantenendo però sempre una vena melanconica e riflessiva.

Lo studio dei due musicisti è quindi, senza dubbio, acuto e scrupoloso; sicuramente non "violenta" il repertorio shorteriano, ma non lo esalta in modo particolare, non lo scuote, non lo colora abbastanza.

E' un lavoro che sorprende ma non troppo: nell'insieme molto uniforme e il sentimento che si prova ascoltando gli originali è sostanzialmente distante da quello che si prova ascoltando la versione di Cappelletti e Martino.
Ugo Galelli per jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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