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The Sax Four Fires Special guest Bob Mintzer
Tribute To Duke Ellington
In The Time Forever


1. It Don't Mean a Thing
2. C jam Blues
3. Sophisticated Lady
4. Take the A Train
5. Roads Night
6. In a Yellow Tone
7. Mood Indigo
8. I Let a Song go out of my Heart
9. Caravan
10. In A sentimental Mood
11. Satin Doll
12. To Mr.Duke
13. Last Time
14. Just Squeeze Me
15. Do Nothin' Till You Hear from Me
16. Don't get around Much anymore
17. Prelude to a Kiss
18. Perdido

Paolo Favini - soprano & tenor sax, clarinetto, cl.basso
Claudio Tripoli - alto sax, ottavino, flauto in C, Flauto in G
Antonello Monni - tenor sax, clarinetto
Francesco Esposito - baritono sax

All Compositions By Duke Ellinton Exc. 5, 12, 13 By Paolo Favini

Arrangiamenti Paolo Favini

Special Guest Bob Mintzer - tenor sax
Fabrizio Bernasconi - pianoforte 5
Quartetto d’archi "Serenata"

 



"The Sax Four Fires", con la gradita partecipazione di Bob Mintzer, in "In the time forever" propongono un'intelligente e generosa rivisitazione di brani ellingtoniani, all'insegna del buon gusto e di un estro decisamente brillante: l'insolito meeting di 5 fiati soddisfa le esigenze di chi intende non dimenticare la genialità del Maestro, senza mai suscitare dubbi (fatto in definitiva insolito) sull'opportunità del progetto.

Q
uanto mai convincente ed opportuna la scelta dei brani: da "It don't mean a thing" a "Sophisticated Lady", da una dinamica e swingin' "Take The A Train" ad un'originale e fluida "Just squeeze me", per finire con "Perdido", segnata da un cromatismo imprevedibile e da uno stilismo di deciso fascino.
La scelta di quali brani scegliere era cosa tutt'altro che facile: in 52 anni di attività Ellington diede vita ad una produzione prodigiosa, probabilmente maggiore di quella di ogni altro protagonista della storia della musica degli ultimi 80 anni.

Nel cd i cinque non smettono mai di esplorarne ogni meandro espressivo, insito nelle varie combinazioni strumentali, per momenti di ampio respiro e di creatività evidente e di gran qualità.

La fattura dell'album risulta di pregevole fattura, in particolare per quei pentagrammi che divennero parte integrante della storia della composizione jazz così come per quelli che da tempo vengono riconosciuti come apporti determinanti all'immenso repertorio della canzone americana.

Solare impatto ritmico, verve solistica, ottimo interplay, corretta proposizione del linguaggio strumentale: l'elegante tributo appare tanto istintivo quanto ben ideato, lasciandosi guidare i cinque da un approccio forse inconsapevolmente – per fortuna – restio a violare le regole armoniche del Maestro, pur senza rinunciare, per naturale propensione, a spontanei virtuosismi.
Fabrizio Ciccarelli per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 10/04/2008

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