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Philology w 704.2

Andrea Pozza Trio
In walked...Andrea


1. Fleeting visions (A. Pozza) 6:07
2. Yesterdays (J.Kern) 9:01

3. These foolish things (H.Marvelll) 7:41
4. in walked Bud (T.Monk) 4:10
5. I'll keep loving you (B.Powell) 4;43
6. Blue jump (A.Pozza) 6;32

7. l'll remember April (D.Raye) 6:56
8. I let a song go out of my heart (D.Ellington) 6:32
9. Lush life (B.Strayhorn) 4:41

10. Falling in love with love (R.Rodgers) 5:45
11. Twilight (L.Milanese) 4:42

Andrea Pozza
piano
Luciano Milanese
bass
Stefano Bagnoli
drums


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web: www.philologyjazz.it
email: philology@philologyjazz.it
Phone : +39 733 236148
Fax : +39 733 271988
Mobile : +39 333 9659646
 

"Attenzione - Pericolo - Disco di Jazz!!!"
E' con queste parole che Enrico Rava introduce le note di copertina e mi sembrano molto emblematiche. In un mondo pervaso da progetti di interconnessione etnico-culturale, dove il desiderio di essere "originali" spesso supera quello di fare buona musica, spunta il trio di Andrea Pozza che dal primo all'ultimo minuto suona, poi suona, poi suona ancora. Traccia dopo traccia si rimane sempre più appagati dall'ascolto di un jazz che conquista e che fa tirare una sorta di respiro di sollievo...Passando alla musica suonata, colpisce ovviamente la compattezza del trio che si ritrova sempre in ogni angolo armonico e ritmico grazie ad un'intesa molto evidente. Sia Luciano Milanese che Stefano Bagnoli rimarcano all'unisono molti momenti intuendo al volo alcune soluzioni del leader, oltre ad essere eccezionalmente fluidi e non rinunciando a tirare fuori il meglio anche durante i soli come fa Luciano Milanese su
Yesterdays, su I'll Remember April o su I let a song go out of my heart (grazie ai quali si può capire come anche i soli del contrabbasso si possono cantare!) e Stefano Bagnoli su un'inebriante In Walked Bud o sui four di Falling in love with you. Andrea Pozza suona in modo molto rilassato, mai aggressivo, sempre attento all'istante in cui emettere ogni nota, curatore di dinamica grazie anche ad una mano sinistra che si muove sui voicing in modo molto elegante, a volte quasi impercettibile, ma in realtà sempre presente.
Marco Losavio

Liner Notes
ATTENZIONE - PERICOLO - DISCO DI JAZZ!!!!!
Quando ho finito di ascoltare questo splendido disco, non ho potuto fare a meno di chiedermi: dove sono stato in tutti questi anni per non accorgermi di Andrea Pozza? O meglio ancora, dove si è nascosto Andrea per tutto questo tempo? In quali strani circuiti periferici e sconosciuti ha svolto la sua attività? Perchè un musicista come lui non appare sulle copertine delle riviste di jazz? Perchè il suo nome non appare nei risultati dei vari referendum che si fanno annualmente in Italia?
Bisogna anche dire che non è che lui si dia molto da fare per uscire dalla sua tana. Basti pensare che questo disco, che è un qualcosa di quasi perfetto nella sua essenzialità ed è la prova di una maestosa maturità, non è come si potrebbe supporre, il più recente di una serie di cd a suo nome, ma è invece il suo PRIMO CD COME LEADER.
Il disco, come dicevo prima, è veramente bellissimo. Andrea non appartiene a quella serie di musicisti muscolari e spettacolari che vanno di moda oggi. E' ancora uno di quelli per i quali ogni nota conta. Il modo in cui affronta le ballad è assolutamente esemplare. C'è una versione di Lush Life, per esempio, in cui si limita ad esporre il tema senza ulteriori sviluppi improvvisativi, ma questo tema lo suona con una tale intensità poetica da rendercelo indimenticabile.
Tutti i brani sono dei piccoli gioielli che brillano anche grazie al concorso di Luciano Milanese e Stefano Bagnoli, senz'altro una delle migliori sezioni ritmiche che ci sia oggi in Italia. E so di cosa parlo perché ho avuto recentemente la fortuna di registrare con loro (sempre per quel meraviglioso pazzo che è Piangiarelli) e mi sembrava di viaggiare in Rolls Royce.
I brani sono quasi tutti standard, e questo è un altro punto a favore di Andrea, in un'epoca in cui tutti si credono compositori per cui siamo invasi da una quantità di temi assolutamente inutili e inascoltabili...
Il trio è impeccabile sia nei tempi veloci che in quelli medi e da prova di un affiatamento invidiabile, di un notevole ascolto reciproco e soprattutto di una grande voglia di suonare.
Sembra di ascoltare i dischi di una volta, quelli che riuscivano a comunicare in modo irresistibile il piacere di fare musica e che ci hanno fatto innamorare irrimediabilmente del jazz.
Speriamo di non dover aspettare altri 10 anni per poter ascoltare il prossimo lavoro di Andrea Pozza.
Enrico Rava



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Data ultima modifica: 05/01/2008

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