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Dreyfuss

 Bireli Lagrene & Friends
Live Jazz à Vienne

1. Coquette
2. Blues clair
3. Embraceable you
4. Troublant bolero
5. What is this thing called love
6. When day is done
7. Djangology
8. Si tu savais
9. Festival 48
10. Flobi
11. Sweet Georgia Brown
12. Viper's dream
13. Belleville
14. My one and only love (with Martin Weiss)
15. Dinah (with Dorado Schmitt)
16. I'll see you in my dreams (with Samson Schmitt)
17. Made in France (with Sylvain Luc)
18. Nuages (with David Rainhardt & Sylvain Luc)
19. Tears (with Richard Galliano)
20. Waltz for Nicky (with Richard Galliano)
21. J'attendrai (with Dorado Schmitt, Stochelo Rosenberg & Tchavolo Schmitt)
22. Them there eyes (with Dorado Schmitt, Stochelo Rosenberg & Tchavolo Schmitt)
23. There will never be another you (with Angelo Debarro & Stochelo Rosenberg)
24. Les yeux noirs (with Angelo Debarre & Stochelo Rosenberg)
25. I can't give you anything but love (with Serge Krief & Richard Chiche)
26. Vienne song (solo)
27. I've found my baby (with Martin Weiss)
28. Night and day (with Sylvain Luc)
29. Swing gitan (with Angelo Debarre)
30. Daphne (with Richard Galliano)
31. Donna Lee (with all the guests)
32. Minor swing (with all the guests) + Backstage in Vienne, Interview (235 min

Bireli Lagrene chitarra
Florin Niculescu
violino
Hono Winterstein
chitarra
Thomas Dutronc
chitarra
Diego Imbert
contrabbasso

Martin Weiss
violino
Dorado Schmitt, Samson Schmitt, Tchavolo Schmitt, Sylvian Luc,
Angelo Debarre, Serge Krief, Stochelo Rosenberg e Richard Cliche, David Reinhardt
chitarra
Richard Galliano
fisarmonica


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Distributed by Egea Distribution

Jazz at Vienne, martedì 9 luglio 2002, al grandioso Théâtre Antique è di scena la musica manouche. Colui che oggi è il più noto rappresentante vivente di tale musica al di fuori dei confini francesi, si prepara ad incantare una numerosa platea di 1500 persone. Sono le 21:30 e ancora si vede bene a Vienne, quando Bireli Lagrene entra sul palco per dare inizio al lungo ed entusiasmante concerto.
In questa magica serata ottimamente registrata su DVD, Lagrene sfoggia un quintetto di grandi talenti che hanno talmente assimilato tutti gli elementi della musica manouche da fornire un sound compatto e praticamente perfetto. Ritmo impeccabile: Hono Winterstein e Thomas Dutronc infaticabili macinano voicing su voicing senza flettersi mai, rimanendo costantemente sulle note del contrabbasso di Diego Imbert e fornendo ai solisti un supporto eccellente.
E' inutile far finta di niente, quando si ascolta questa musica non può non farsi vivo lo spettro dei due massimi rappresentanti della storia di questo genere: Django Reinhardt e Stephane Grappelli. Bireli Lagrene e Florin Niculescu non sono per nulla intimoriti dal paragone e mostrano un grande affiatamento sin dal primo brano. Ripercorrono grandi classici dei maestri come
Coquette, Embraceable you, Djangology, il tutto per circa 1:20 di virtuosismo ininterrotto.

Ha ragione Bireli Lagrene a soffiare sulla sua mano sinistra al termine del 1° set perchè la serata, tra i tripudio della gente, è ancora molto lunga e tutto sommato, il meglio deve ancora arrivare.

Nella seconda parte, infatti, Lagrene incontra un gran numero di musicisti manouche per lo più sconosciuti ma assolutamente sorprendenti. A parte il noto Martin Weiss al violino con cui esegue una dolce e melanconica
My One and Only Love, ci sono chitarristi come Dorado, Samson e Tchavolo Schmitt, Sylvian Luc, Angelo Debarre, Serge Krief, Stochelo Rosenberg e Richard Cliche. Tutti eccellenti, formidabili e, da un certo punto di vista anche più cinvolgenti di Bireli Lagrene stesso forse perchè più "manouche" di lui. Lo sono anche nell'aspetto dato che qualcuno ha il tipico baffetto a-la-Django. Abbiamo appositamente tralasciato fuori dall'elenco David Reinhardt, poichè la sua presenza è più un tributo, una testimonianza vivente del grande Django (David è il nipote) che un contributo artistico. Viene eseguito Nuages, emblema di Django, insieme agli altri ospiti e sembra una specie di coro, un inno, eseguito in modo semplice.

Ultimo ospite l'immancabile Richard Galliano che esegue
Daphnè senza però entusiasmare la platea forse troppo "gasata" dagli ospiti precedenti.

Gran finale con tutti i musicisti sul palco ad eseguire
Donna Lee e Minor Swing. E' l'apoteosi di quasi tre ore di estenuante concerto con i chitarristi che si lanciano i soli l'un l'altro e sembra di vedere in loro l'atteggiamento di "sfida" che si poteva vivere nello spirito reale dei musicisti manouche ma anche negli albori dle be-bop e, se vogliamo, lo si ritrova anche nei gruppi che ballano hip-hop e che si alternano al centro. In realtà, più che una sfida, diventa un gran lavoro di squadra dove il solo è tirato, incitato da chi accompagna.

Molti i bonus del DVD: da svariati brevi filmati ripresi nel backstage con i musicisti che per riscaldarsi suonano in camerino con lo stesso spirito visto sul palco, ad interviste sia a Lagrene che ad alcuni dei musicisti ospiti (ovviamente in francese...), fino ad un sorprendente filmato tratto da Montreaux
1981, dove Bireli Lagrene, appena dodicenne, possiede già un tocco e una sicurezza da indubbio enfant prodige.

Complimenti alla Dreyfus per questo bellissimo documento che gli amanti del genere non possono assolutamente lasciarsi sfuggire.
Marco Losavio per Jazzitalia



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Data ultima modifica: 15/01/2005

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