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Robert Vignola da Trivigno a Hollywood e ritorno con la musica di Zerorchestra: l'anteprima mondiale di "Beauty's Worth" è stato un autentico trionfo..

Brda Contemporary Music Festival: festival dedicato alla musica creativa e d'improvvisazione vede la sua ottava edizione tornare a Smartno, con la dir. artistica di Zlatko Kaučič.

Seconda edizione del Premio Internazionale "Pino Massara" per giovani compositori di musica pop e jazz. Premi per un totale di 25.000 euro.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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            RONCA Marco (piano)
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            VIGNALI Michele (sax)


Arrigo Arrigoni
Jazz foto di gruppo
Mito, storia, spettacolo nella società americana

ll Saggiatore, Milano, pagg.528

Un libro, fitto, reticolare. Dove si parla di jazz per raccontare l'America e dove si racconta l'America per parlare di jazz. Una storia del jazz non può che essere sgradevole. Ci sono troppi peccati alla sua origine perché il jazz possa ritrovare una leggibilità lineare che ignori questi peccati peraltro irrimediabili. Sono colpe, con le quali la comunità afroamericana, senza averne la responsabilità, ha sempre dovuto fare i conti. Quasi a doversene giustificare. Microstorie, milioni di microstorie che inesorabilmente sono filtrate nella loro musica. La prima parte del libro dal titolo La schiavitù è genocidio illustra bene questa tesi. Seguono le microstorie che Arrigoni narra con penna partecipe. E sono davvero tante: se non milioni, qualche centinaio, almeno. Lavoro poetico, o meglio, rapsodico, per il suo aprire delle parentesi liriche su questo o quel musicista -spesso poco più di un nome per le storie del jazz ufficiali- e del quale qui si narrano vicissitudini, inquietudini esistenziali, difficoltà, conquiste artistiche. Leo Watson con il suo vocalese spiritato esce dal dimenticatoio, assieme all'altro cantante atipico Slim Gaillard; Tadd Dameron e l'arrangiamento per organico be bop viene valorizzato meglio di quanto solitamente facciano i manuali di storia del jazz. L'affollamento di personaggi, fatti, dati, situazioni, città, eventi noti e dimenticati è ben rappresentato dalla copertina, uno scatto del fotografo Art Kane:A great day in Harlem. Una illustrazione storica dove si affastellano uno sull'altro -come a scuola- un nutrito gruppo tra i migliori musicisti degli anni Cinquanta e che sembra dirci in quale misura oggi la storia del jazz la possiamo leggere tutta insieme o piluccando qua e là, senza per forza doverla ordinare in un prima e un dopo. Proprio come si guarda una istantanea. Scrive l'autore: in una foto c'è un inizio e non c'è una fine. Quando si guarda una foto si può partire da dove si vuole. Si può saltare da sinistra a destra, da un viso all'altro, dal primo piano allo sfondo. Così è questo libro. È un viaggio senza tragitti predefiniti…

Arrigoni scrive di jazz dagli anni Sessanta e ha maturato prestigiose collaborazioni, da Musica jazz a Jazzland. Qui prova a compendiare una vita di studi e riflessioni sulla musica afroamericana, cercando sempre uno sguardo non banale su quella realtà.

Brevi ritratti dei maestri del boogie mentre poche pagine dopo si parla dei Presidenti degli Stati Uniti d'America. Dal mito americano del treno a Duke Ellington descritto come un "faraone". Dai musicisti renitenti alla leva durante la Seconda Guerra mondiale (e non si tratta del solo Lester Young, precisa l'autore) alle grandi orchestre swing segregate, dove il bianco e il nero non si incontrano se non sporadicamente e spesso di nascosto dal pubblico. Mille argomenti; ma Arrigoni non spiega più di tanto, tenta piuttosto di suggestionare il lettore e questo è un bene. Non ci parla in astratto del "problema sociale" dei neri, lo rivive in decine di aneddoti. La trama trova da sé la propria razionalità e ciascuno può decidere come dipanare la propria matassa.

Franco Bergoglio per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 26/12/2010

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