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(Come è nato Jazz Napoletano) «…è un disco nato quasi spontaneamente. Avevo voglia di suonare alcune mie composizioni con gli amici Aldo Farias e Salvatore Tranchini e così, l'anno scorso, ci siamo riuniti al Midi Groove Studio di Giorgio Savarese. Soltanto tempo dopo, riascoltando il materiale registrato in tale occasione, ho deciso di farne un album. Quasi tutte le tracce di Jazz Napoletano sono delle first take»(Perché Jazz Napoletano) «…il titolo dell'album potrebbe apparire banale, ma per me ha il valore di una dichiarazione d'intenti. Vorrei, infatti, che si comprendesse che a Napoli, dagli anni ‘70 ad oggi, c'è un nuovo modo di suonare il jazz. E questo, naturalmente, non significa rifare "'O sole mio" in chiave swing. Il jazz napoletano è invece un vero linguaggio musicale e con una propria identità al pari della cultura partenopea di cui è diretta espressione, e con la quale condivide le molteplici contaminazioni…»(I brani di Jazz Napoletano) «…3/4 e un po' ha un tema molto napoletano e si sviluppa poi con un'improvvisazione modale. Luandando è una ballad che ho dedicato al mio amico Aldo Baroli che vive a Luanda, la capitale dell'Angola. E' un modo di dire locale e significa andare a spasso per Luanda. Considero poi Neapolitan Minor Blues un esperimento riuscito in cui ho cercato di modificare la struttura armonica del blues con dei tratti più tipicamente nostrani. Palummella (Anonimo napoletano) è un brano che fa parte del mio DNA!!! In Tamurriata Nera (Mario/Nicolardi) suono soltanto io e uso la chitarra a doppio manico che ho modificato personalmente. Mi sono divertito ad usare tutte le sfumature che mi ha offerto questo strumento così particolare. Morte di un fiore è una ballad molto intensa perché la morte di un fiore è, per me, la metafora di un qualcosa di bello che finisce, che non c'è più. La mia passione per la musica latina, in particolare per quella brasiliana, è stata la principale ispirazione di Napulegna ed in Manha de Carnaval (Bonfà), rilettura di un pezzo tradizionale brasiliano, sono riuscito a trovare una dimensione melodica che ritengo molto partenopea. Infine, Assaje è un brano per sola chitarra che ho dedicato a mio figlio Gabriel. Un figlio non è tanto; è molto di più, è assaje!!!» Le dichiarazioni di Antonio Onorato sono state raccolte in occasione della presentazione di Jazz Napoletano all'Around Midnight. Un grazie ad Antonio Onorato e a Silvana Lucarelli dell'Associazione Culturale Around Midnight di Napoli per la loro disponibilità.
Un lunghissimo viaggio attraverso le culture del mondo che ha visto in Napoli il suo punto di partenza ed oggi, con l'uscita di Jazz Napoletano, la sua ultimissima tappa. Questo uno dei possibili modi per raccontare la carriera solistica di Antonio Onorato che è unanimemente considerato uno dei più grandi talenti musicali italiani. Abbandonata per il momento la chitarra a fiato cui ha preferito i suoni della mitica Gibson 175 azzurra e di quella a doppio manico da egli stesso modificata, Antonio Onorato, in
Jazz Napoletano, ha scelto la formula del trio. Ad accompagnarlo vi sono, infatti, i suoi amici di sempre: Salvatore Tranchini alla batteria ed Angelo Farias al basso. Ed è proprio l'estrema naturalezza con cui i tre straordinari musicisti affrontano anche i brani più complessi a rendere ancora più belle le incisioni dell'album; registrazioni che appaiono avere quasi l'atmosfera del live.
Ma ciò che domina principalmente in tutti i brani è sopratutto la modernità del sound che risulta evidente soprattutto nella rilettura di classici della canzone napoletana quali,
Tamurriata Nera
e Palummella. Tra le composizioni originali, tutte firmate dal celebre artista, molto interessanti sono le romantiche
Morte di un fiore
e Assaje.
Per maggiori informazioni:
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