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Peppe Consolmagno
Timbri dal Mondo

1. Lion Heart (4.49)
2. Segredo da Noite (5.10)
3. Baurimbé (8.25)
4. Xarà ( 2.42)
5. Manaus (8.08)
6. Encontro das Aguas (8.46)
7. Picolè (2.49)
8. Lua (5.57)
9. A Criativitade è uma dança (3.20)
10. A minha Carlotta (3.27)
11. Uekke, Uekke (2.24)

Peppe Consolmagno - voce, percussioni, live sample

CAJU' 4558-2 – © 2005 Cajù Records

Peppe Consolmagno - Antonio Marangolo
Kalungumachine

1. Manaus (4.55)
2. Klee (4.08)
3. Encontro das aguas (5.53)
4. Kobaltus ( 4.19)
5. Kalungumachine (7.11)
6. Lua (4.04)
7. Lembranças do Nordest (3.11)
8. A Criativitade è uma dança (3.21)

Peppe Consolmagno - voce, percussioni, live sample
Antonio Marangolo - sax tenore, baflaphone, harmonizer

CAJU' 4558-3 – © 2005 Cajù Records

Peppe Consolmagno sfugge alle semplici definizioni, un po' come la sua musica.

Percussionista? E dove la mettiamo l'attività musicologica? E la didattica? E l'uso della voce? E la passione per la costruzione, con le proprie mani, di nuovi strumenti? Il quarantasettenne riminese è un uomo dall'attività vulcanica e dalla personalità complessa che ha girato tutto il mondo alla ricerca delle forme più adatte per esprimersi.

La sua attività viene ora valorizzata come si conviene grazie alla produzione della etichetta Cajù di Peter Kauffmann con ben quattro cd che si situano in momenti diversi della sua produzione.

Peppe Consolmagno parte dal Brasile, dai suoi suoni e dalle sue suggestioni (colori e sensazioni) per abbracciare l'intero mondo del "sonoro".

Il suo primo lavoro, in perfetta solitudine, intitolato Timbri dal mondo, sottolinea la ricchezza timbrica e la varietà della sua ispirazione; anche e soprattutto vocale e melodica.

Peppe attraversa uno spettro amplissimo di possibilità ritmiche con l'utilizzo del berimbau, dei flauti brasiliani e delle conchiglie, oltre a tutta una serie di percussioni; e poi, con l'uso dell'amplificazione e dei campionamenti della voce, aggiunge ulteriori effetti e rumori. Più che di brani si tratta di immagini e di colori. Nei momenti più riusciti si aprono agli ascoltatori scoperte e suggestioni.

Anche più interessante e impegnativo è Kalungumachine, il lavoro realizzato in duo con il sassofonista Antonio Marangolo (anche all'harmonizer e al baflaphone), del 1994, edito in prima battuta dalla Iktius.

Il primo brano del lavoro, Manaus, ricorda vagamente atmosfere alla Zawinul, ma la cifra del cd non è semplicemente quella di un world jazz già sentito.

Anche il fascino dei rintocchi e di suoni lontani e misteriosi, come ombre che emergono dalla nebbia o dalle foschie di un'alba in Lua ricordano nel jazz certi approcci dei primissimi Weather Report. Ma si tratta di somiglianze di lungo corso, forse più che altro sono delle assonanze, con alcune cose qua e là sentite in brani di Airto Moreira, o da Nana Vasconcelos, con cui peraltro Consolmagno ha intessuto una vivace collaborazione.

Segnalo anche il secondo brano del cd: Klee, dal bounce allegro e canzonatorio, ma nello stesso tempo ricco di piccole raffinatezze ritmiche e melodiche.
Franco Bergoglio per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 11/03/2006

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