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Julia Blackburn

Lady Day
La vita e i tempi di Billie Holiday
Il Saggiatore – Milano 2007
Pagg 342 Prezzo di Copertina 35 Euro

Forse si potrebbe cominciare a leggere questo libro, bellissimo, dal capitolo finale. Quello che ci ridà una delle immagini più belle ed emozionanti di Billie. Quella di una seduta di incisione del 1957, nella quale cantò "Fine and mellow". La sua voce stava forse morendo con lei. Julia Blackburn racconta quella giornata, documentata in un filmato della CBS. Billie è commossa, emozionata e felice. Ma a volte la malinconia prende il sopravvento. Accanto a lei suonano Lester Young, Coleman Hawkins, Ben Webster, Roy Eldrige, Gerry Mulligan. Quella Billie Holiday è nel cuore di tutti noi che amiamo il jazz e ci nutriamo dei suoi spesso oscuri miti. In quella incisione da leggenda rivive tutta la sua storia. Il talento immenso, la profonda emotività, la tragedia di una vita bruciata, il suo senso del blues, (inteso come espressione musicale e visione della vita). Una volta fissata questa istantanea di Lady Day, si può affrontare il viaggio tormentato attraverso la sua storia.

L
' autrice, Julia Blackburn ha rielaborato il materiale, vastissimo, che un'altra scrittrice, Linda Kuhel, aveva raccolto negli anni '70 in vista di una biografia della cantante di Baltimora. Soprattutto nastri con decine di interviste a contemporanei di Billie. La Kuhel era stata sopraffatta dalla vastità del materiale e probabilmente dalla durezza della storia che raccontava. Il suo editore aveva rifiutato il libro. La depressione conseguente l'aveva portata al suicidio.

La Blackburn ha rinunciato ad una organizzazione della storia e delle sue fonti. Ha ordinato alcune testimonianze in sommario ordine cronologico e ha strutturato il racconto come una specie di Jam session. Il tema è la storia di Billie, le testimonianze, ricchissime, sono gli assoli, i suoi commenti ed i suoi interventi che chiariscono l' ambiente storico in cui visse Lady Day, sono la sequenza armonica. Ne viene fuori una narrazione aspra, ribollente, a volte anche contraddittoria: intrisa di sensualità e sfrenata allegria, di miseria e disperazione. Come ognuno di noi Billie Holiday era molte persone. Fu sensualissima e fragile, disordinata e ferita, schiava dell'alcool e delle droghe e generosissima con gli amici, timida ed aggressiva fino alla violenza, fiera e prigioniera di amori con uomini che la sfruttano, volgare ed elegante Una donna che conobbe lo stupro, la prostituzione ed il carcere. Julia Blackburn lascia emergere liberamente tutta la complessità e la contraddittorietà del personaggio, immergendolo splendidamente nella torrida atmosfera degli anni del grande jazz, del proibizionismo (interessantissimo il capitolo sulla diffusione della marijuana e sulla sua messa al bando), delle prime rivolte razziali, della guerra mondiale.

Ci sono capitoli di questo libro davvero indimenticabili per un appassionato. La breve toccante biografia di Lester Young, la storia di di "Strange fruit" e del rapporto particolare che Billie ebbe sempre con questa canzone, la narrazione della seduta di incisione di "Lady in satin", ultimo capolavoro, con l'orchestra d'archi di Ray Ellis, drammatico documento della fine prossima.

Un libro emozionante, da non perdere per chi ama Billie Holiday (C'è qualcuno che non la ama?) molto più utile alla comprensione della sua vicenda di quanto lo sia la sua un po' scolorita autobiografia "La signora canta il blues".
Marco Buttafuoco per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 23/02/2008

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