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Dodicilune - ED238
Lisa Manosperti
La Foule - Voyage dans les lieux d'Edith Piaf


1. La Foule
2. La Vie en Rose
3. Hymne a l'Amour
4. Milord
5. Les Feuilles Mortes
6. L'Accordeoniste
7. Je t'ai dans la Peau
8. Bravo pour le Clown
9. Les Amants d'un Jour
10. Ne me quitte pas
11. Mon Dieu

Lisa Manosperti - voice
Davide Santorsola - piano
Roberto Ottaviano - soprano sax
Francesco Lomangino - tenor sax, flute
Felice Mezzina - tenor sax
Gaetano Partipilo - alto sax
Nicola Pisani - baritone sax




Via Ferecide Siro 1/e
73100 LECCE
Tel. +39 0832.091231 - 0832.092478
Fax +39 0832.1831054
email: ufficiostampa@dodicilune.it
web: www.dodicilune.it


Belle le note di copertina con cui Lisa Manosperti descrive il titolo del suo album "La Foule- Voyage dans les lieux d'Edith Piaf": "la folla è per me un momento di solitudine, è come se, d'improvviso il mio mondo si fermasse mentre tutti vorticosamente si muovono intorno a me" .

Q
uesto disco è Il suo personale e ricercato tributo alla musica di Edith Piaf. Occorreva, quindi, di fronte ad un viaggio così impavido, mantenere un giusto contrappeso concentrandosi principalmente sulle canzoni che rappresentano quanto di più attraente abbia prodotto la musica d'autore francese.

In una sorta di piece teatrale Lisa interpreta, è davvero il caso di dire, brani come "La Vie en Rose", "Milord", "Les Feuilles Mortes", "Ne Me quitte pas", solo per citarne alcuni dei più noti, con padronanza della voce e grande istinto musicale, eseguendo i testi secondo un' energia, volutamente, irregolare.

Non c'è swing, piuttosto meccanismi stillati in un mutamento continuo, fortemente congiunto ad un sommesso pathos di poesia. Alcuni dei brani serbano salde tracce descrittive, risultando autonome tanto da potere essere giudicate come un suadente poema, talora segnato da tinte intimiste e malinconiche.

Qualche attimo di improvvisazione jazzistica, in alcune circostanze potrebbe apparire eccessivamente forzata a causa degli innesti free, forse poco adatti alla metratura musicale. Il cercare una via alternativa, rispetto al modulo originale, richiede un grande sforzo affinché non si resti schiacciati da simili realizzazioni: il rischio del dissiparsi espressivo è sempre un' insidia presente, poiché le spigolosità del repertorio scelto, la ricerca del binomio musica-testo, qualche volta ingabbiano la Manosperti in un"loop" che lascia, in alcune circostanze, perplessi.

Grande è il supporto degli arrangiamenti di Santorsola, efficacissimi gli apporti del "clan" dei pugliesi che condividono il percorso della Manosperti, senza essere mai invadenti, particolare anche la scelta di utilizzare cinque sax ed il pianoforte. Un disco non semplicissimo, inconsueto, in cui Lisa è in grado di assumersi tutti i rischi che il gioco impone. Una prova d'autore carica di malinconia che, a volte, arriva diretta al cuore.
Franco Giustino per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 02/04/2008

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