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EGEA
Stefano "Cocco" Cantini
L'amico del vento


1. L’ amico del vento (S. Cantini)
2. Flores (S. Cantini)
3. Come nei film (R. Pareti)
4. Intermission (M. Grossi)
5. Interludio (R. Marcotulli)
6. Nanda (goes on) (M. Grossi)
7. Waltz for Nana (R. Pareti)
8. Rabo de Nube (S. Rodriguezi)
9. La grande antenna (M. Grossi)
10. In your own sweet away (D. Brubeck)

Stefano 'cocco' Cantini - sassofoni
Rita Marcotulli - pianoforte
Raffaello Pareti - contrabbasso
Mauro Grossi - arrangiamenti

Arkè String Project:
Carlo Cantini - violino
Valentino Corvino - violino
Sandro Di Paolo - viola
Piero Salvatori - violoncello



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EGEA Records & Distribution
C.so Mazzini, 12
12037 SALUZZO (CN)
Tel. +39 0175 217323
Fax: + 39 0175 475154
E-mail: info@egearecords.it
www.egearecords.it


"L'amico del vento" (Ed. EGEA) è uno di quei dischi il cui ascolto è non solo consigliabile, ma addirittura indispensabile per capire in quale prospettiva i jazzisti italiani stiano innovando la musica basata sull'improvvisazione.

Questo è dovuto prima di tutto alla atipicità della formazione, in cui Stefano 'Cocco' Cantini (che ha, specialmente al sax soprano, un timbro davvero unico) è supportato dal tocco angelico di Rita Marcotulli, da un bassista come Lello Pareti (di cui è evidente la grande personalità solistica, nonostante egli sappia essere anche un sensibilissimo e discreto "accompagnatore") e da Mauro Grossi, che arrangia e dirige il quartetto d'archi trattandolo come un vero e proprio strumento aggiuntivo (e usandolo da jazzista).

L'approccio jazzistico del gruppo (i cui componenti sono autori di quasi tutti i brani) è il mero punto di partenza per affrontare un materiale che, a prescindere dalle categorie in cui lo si voglia includere, è Musica nel senso più ampio e completo del termine: cioè appunto suoni evocativi di immagini, senza compromessi ne' limiti.

Il risultato è un lavoro il cui carattere sperimentale e "colto" non pregiudica mai la gradevolezza dell'ascolto, mantenendo un impianto melodico rispettosamente "italiano".

A prescindere da questi aspetti tecnici l'elemento dominante del disco, in cui il titolare fa suonare a un gruppo di amici brani dedicati ad altri amici, è proprio questo clima di grande amicizia, dovuto all'affiatamento tra collaboratori "storici", qui riuniti in formazione unica dopo aver ciascuno di essi accompagnato Cantini in altri progetti e in contesti musicali differenti.

Una particolarità: l'organico non prevede un batterista (e francamente non se ne sente affatto la mancanza). Considerando che le percussioni sono effetto del "percuotere", la scelta di farne a meno sa quasi di non-violenza.

E in tempi come questi non mi sembra poco...
Gianni Rubolino per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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