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Saint Louis Jazz Collection 2007

dove acquistare e scaricare musica, vendere e proporre la propria musica...
Roberto Giglio
La quinta stagione


1. Prima che sia mattina
2. A volte meno
3. La quinta stagione
4. Il gorilla e la gallina
5. Credimi
6. Azzurra
7. Babit
8. Anni Settanta
9. Tu che sai come
10. Come mi vedi
11. Babit (a mano armata)
12. Guarda

Roberto Giglio - voce, pianoforte
Enrico Pieranunzi - pianoforte, fender rhodes
Stefano Lentini - pianoforte
Stefano Mastruzzi - chitarra acustica e semiacustica
Enzo Pietropaoli - contrabbasso
Dario Rosciglione - contrabbasso
Gianluca Renzi - contrabbasso
Saturnino - basso elettrico
Roberto Gallinelli - basso elettrico
Andrea Rosatelli - basso acustico
Giovanni Imparato - percussioni
Cristiano Micalizzi - batteria, percussioni
Fabrizio Bosso - tromba
Eric Daniel - sax contralto

B.I.M orchestra coordinata da Giuseppe Tortora e diretta da Stefano Mastruzzi



Se vi stanno a cuore le sorti della canzone italiana d'autore, se amate ancora ascoltarla, se avete nostalgia delle belle canzoni del binomio Mogol- Battisti, se avete amato il primo Baglioni, quello per intenderci di "Signora Lia", se pensate insomma che possa esserci ancora qualcuno in grado di scrivere un bel testo da musicare e coniugare con suoni e atmosfere che solo il jazz può regalare, allora posso subito consigliarvi di ascoltare l'album di Roberto Giglio "La Quinta Stagione" sul mercato discografico dalla prima decade dello scorso mese di giugno per l'etichetta "Saint Louis Blues Collection" di cui è proprietario il "Saint Louis College" di Roma diretto da Stefano Mastruzzi che ha anche prodotto e arrangiato undici dei dodici brani contenuti nel cd, tutti firmati dallo stesso Roberto Giglio. Quest'ultimo specializzatosi in armonia jazz nel 1990 proprio al "Saint Louis College", prima di arrivare a questa esperienza è stato musicista arrangiatore e compositore collaborando anche con nomi importanti come Alan Sorrenti, Patty Pravo e Gianni Morandi.

Dopo un'apparizione al Sanremo 2002 il suo impegno si è focalizzato sulla realizzazione di questo "La Quinta Stagione" dove propone 12 brani, uno dei quali è proposto in due diversi arrangiamenti, di cui ha scritto musica e parole e dove lo affianca una formazione base di quattro musicisti: il già citato Stefano Mastruzzi alla chitarra, Cristiano Micalizzi alla batteria, Stefano Lestini al pianoforte e Dario Rosciglione al contrabbasso. Ai quattro si aggiungono o si alternano nei vari brani musicisti notissimi quali Enrico Pieranunzi, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra, il percussionista Giovanni Imparato e il bassista Saturnino. In tre brani è presente anche un'orchestra, la B.I.M. Orchestra, mentre un brano è affidato all'arrangiamento di Franco Micalizzi.

Quindi un dispiego di risorse umane-artistico notevole per un album che mostra di meritare il coinvolgimento di tanti professionisti della musica perché con "La Quinta Stagione" Roberto Giglio si candida ad ereditare il ruolo di rivalutazione di una delle espressioni più squisitamente italiane della nostra musica inserendo nella forma canzone quelli elementi jazzistici che le possono conferire importanza, raffinatezza e novità in un periodo in cui il jazz italiano sta raccogliendo consensi in tutto il mondo e sta esprimendo una quantità notevole di artisti di rilevante livello.

La scelta è ambiziosa e pienamente riuscita e già dal primo ascolto il cd rivela gli elementi che fin qui abbiamo evidenziato mentre i successivi e ripetuti approcci danno effettivo merito al lavoro e fanno pienamente apprezzare quelle sfumature e quei dettagli che arricchiscono il valore del lavoro stesso. La voce di Roberto Giglio si modula a perfezione sulle accattivanti melodie di "A volte meno" con la bella chitarra di Stefano Mastruzzi o nel brano che da il titolo al cd dove si apprezza anche un solo al piano di Stefano Lestini. Diverte lo swing mischiato all'ironia e alla metafora in "Il gorilla e la gallina", è gradevole l'incontro con la dimensione del trio, piano, contrabbasso e batteria che lo accompagna nel racconto di una situazione metropolitana in "Babit" riproposto tra l'altro più avanti in una versione funky, con tanto di big band, e con l'arrangiamento di Franco Micalizzi.

Coinvolge l'intimità di "Tu che sai come", chitarra acustica e voce, e l'atmosfera vissuta di "Come mi vedi" impreziosita dalle suggestive sonorità della tromba di Fabrizio Bosso, uno dei brani più belli di tutto il cd insieme a "Guarda" che vede riunito dopo 15 anni il trio di Enrico Pieranunzi, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra. Atmosfere e melodie accattivanti che solo in qualche caso, vedi "Azzurra" e "Anni Settanta" scendono un po' di tono. I testi sono semplici e non vanno dietro ad esagerate ricercatezze espressive, raccontano storie di tutti i giorni dove chiunque può ritrovarsi. In definitiva una produzione curata in ogni suo aspetto e di valore che presenta un artista che può dare molto alla canzone d'autore italiana se continuerà a muoversi in ambiti coerenti alla scelte operate nella realizzazione de "La quinta stagione".
Giuseppe Mavilla per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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