Jazzitalia - Recensioni - Danish String 4tet: Last Leaf
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Esce il 19 ottobre "La Fenice", registrazione del concerto che Keith Jarrett ha tenuto a Venezia nel luglio 2006.

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Ultimi aggiunti:

            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            LI VOTI Dario (batteria)
            MENEGOTTO Mauro (batteria)
            MUZZU Manuel (basso elettrico)
            NASONE Antonio (chitarra)
            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SIRAGUSA Antonino (chitarra)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
Danish String 4tet
Last Leaf



ECM, Distr. Ducale (2018)

1. Despair not, o heart
2. Shore
3. Polska From Dorotea
4. Tjønneblomen
5. Minuet no. 60
6. Æ Rømeser
7. Intermezzo
8. Shine You No More
9. Drømte mig en drøm
10. Stædelil
11. Naja's Waltz
12. Unst Boat Song
13. Fastän
14. Hur var du i aftes så sildig
15. The Dromer
16. Now Found Is The Fairest Of Roses

 

Rune Tonsgaard Sørensen - violino, harmonium, pianoforte, glockenspiel
Frederik Øland - violino
Asbjørn Nørgaard - viola
Fredrik Schøyen Sjölin - violoncello, contrabbasso


Mettiamo da parte le solite – e inutili – classificazioni tra generi musicali e, soprattutto, andare a cercare nell'uovo della musica il pelo dell'improvvisazione (se c'è o non c'è). Terminata questa operazione, possiamo metterci all'ascolto di questo disco, che fa parte della categoria "dischi belli" (che si contrappone alla categoria "dischi brutti").

I quadrumviri sono, manco a dirlo, danesi e si intendono molto bene di corde: da quelle di viola, violino, violoncello, contrabbasso a quelle del pianoforte. Le fanno suonare così bene, da rasentare la perfezione e, abilmente, riescono a mettere sullo stesso telaio la tradizione folclorica (danese e svedese), con i compositori contemporanei scandinavi, come Gjermund Haugen, qui rappresentato con una luminosa interpretazione di " Tjønneblomen" in cui gli archi si intrecciano e contrappuntano tutta la prorompente forza ritmica e i cambi di volume della composizione, o il coevo periodare di Eva Sæther in "Fastän", dove i contrasti tra colori e registri spiccano bellamente, grazie anche al sapiente e romantico tocco al pianoforte di Rune Tonsgaard Sørensen. Tra folcloriche composizioni e immaginifiche melodie altrui, fanno capolino – e bella mostra – alcune opere autografe; così la madrigalistica "Naja's Waltz" (di Fredrik Schøyen Sjölin) e la roccioso e swingante "Shine You No More", che ci ricorda le radici della musica "americana" con il suo andamento "reel".

"Last Leaf" è un disco dai mille volti: tutti sonoramente belli, dove trovare una pecca è – francamente – molto difficile.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia













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Data pubblicazione: 15/09/2018

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