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1. Il Matrimonio (Salvatore
Bonafede)
dal CD Ortodoxa
(prossima uscita)
2. Karim (Hector
"Costita" Bisignani)
dal CD A Noite è
minha (cod. 270)
3. De Buonos Aires A Rio (Norberto
Minichillo)
dal CD South Of
The World (cod. 269)
4. Back home again with you (Bobby
Watson)
dal CD Quiet as
it's kept (cod. 284)
5. Retirada (Pablo
Bobrowicky)
dal CD Baires
Blue (cod. 281)
6. Dark Powers (Ray
Mantilla)
dal CD Dark
Powers (cod. 221)
7. Afrosamba (Luis
Agudo)
dal CD Afrosamba
Afrorera (cod. 185)
8. Samber (Chuck
Zeuren)
dal CD Why Not??
(prossima uscita)
9. Voyage (Piero
Bassini)
dal CD In the
Shadow (prossima uscita)
10. Besame Mucho (Dave
Liebman)
dal CD Besame
Mucho (cod. 261)
11. Menino (Luis
Agudo)
dal CD In the
shadow (prossima uscita)
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La compilation è allegata alla rivista Audiophile Sound in distribuzione in non
tutte le edicole, nel senso che cercando si trova.
La rivista è orientata agli audiofili e contiene numerose recensioni e articoli di jazz, classica,
etnica, world music, etc. con un taglio che privilegia le musiche di qualità con
un livello di registrazione molto alto.
Il prezzo di vendita è di lire 17.500 .
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The Latin Jazz Side
Un nuovo colorato melting pot
Il jazz latino ha da sempre influenzato il jazz. Basti ricordare lo spanish tinge di
Jelly Roll Morton, le orchestre di Mario Bauza, Machito, Chico
O'Farrill, Tito Puente o i grandi successi commerciali di Stan Getz
con la bossa nova. Anche i boppers, da Charlie Parker e Bud Powell
- con il suo classico Un Poco Loco - e successivamente altri grandi
(Mingus, Dorham, Joe Henderson e numerosi altri) si sono accostati con amore, curiosità e rispetto alle influenze ritmiche, armoniche e tematiche del mondo latino.
Con le forti correnti migratorie che negli ultimi decenni si sono mosse verso gli USA dal centro e dal sud America le cose sono ulteriormente cambiate. Il mondo latino, in tutti i suoi aspetti, non è più ormai un semplice esotismo ma una grande realtà sociale, linguistica, culturale (e quindi musicale e artistica) che si riflette in misura sempre più notevole anche sul jazz.
Negli Stati Uniti, e non soltanto laggiù, troviamo un
sempre maggior numero di musicisti latini o che si ispirano al mondo musicale
afrolatino. Le iniziative discografiche sono sempre più numerose, ed è in atto
una forte corrente di revisione e rivalutazione delle influenze latine nel presente e nel passato del jazz. In più il mondo culturale latino ha messo fortissime radici nel cinema, nella musica (anche in quella pop), nella moda, nel costume e nella realtà economica; tutto questo ha delle inevitabili ricadute anche nella musica d'arte e in particolare nel jazz che per sua propria natura da sempre è portato a cogliere con largo anticipo i mutamenti della vita culturale e del mondo popolare.
La Red Records ha sviluppato nel corso degli anni
una sua specifica attenzione a queste musiche, tanto da essere la prima fra le
etichette specializzate europee a documentarne alcuni i più significativi aspetti registrando musicisti di grande valore in una ampia varietà di contesti e situazioni stilistiche ed espressive.
In questa compilation possiamo ascoltare il jazz dei Nuyorican del
Bronx, rappresentato da Ray Mantilla; il sampa di San Paolo del Brasile di
Hector "Costita" Bisignani con l'impressionante sound ritmico delle percussioni, del suo sax e del chitarrista
Alexander Mihanovic; le affascinanti invenzioni ed elaborazioni ritmiche e timbriche di
Luis Agudo, che si muove da una base afrolatina unita ad una accorata e commovente nenia liberamente improvvisata in studio dedicata ai bambini di strada delle metropoli sudamericane; l'aggiornato mainstream jazz di
Chuck Zeuren con un vigoroso beat latino colorato dal percussionista Cafè
e solisti updated come Finucane (allievo di Bergonzi e membro della Big Band di George Russel) e il trombettista giapponese
Shunzo Ono (membro di diversi gruppi di Herbie Hancock); la rivisitazione in chiave contemporanea di un classico della canzone e del jazz,
Besame Mucho, ad opera di Dave Liebman e Danilo Perez; l'appassionante e seducente voce del sax di
Bobby Watson che, in compagnia di grandi musicisti, esplora l'arte della ballad d'autore con un soft spoken latin tinge;
Norberto Minichillo e Pablo Bobrowicky
che mescolano il malinconico senso melodico del sud del mondo e dell'Argentina e dell'Uruguay in una composizione originale dal titolo emblematico
Da Buenos Aires a Rio, e interpretano in modo sublime una struggente melodia del compositore Jaime Ross che su un ritmo di
murga - poco conosciuto in Italia e in Europa - disegnano un delicato acquarello che ricorda nello spirito un classico
topos del jazz arcaico, il tramonto when the sun go down, quella zona del giorno fra luce e tenebre che ha ispirato tanta poesia e musica.
Infine due grandi talenti del jazz italiano disegnano con grande efficacia in due composizioni originali il loro personale latin tinge:
Salvatore Bonafede, che ispirandosi al ritmo venezuelano joropo - generalmente usato nei balli che seguno le feste nuziali - elabora una festosa e vitale danza che ricorda da vicino, ma mantenendo una sua peculiare identità, alcuni grandi classici della letteratura jazzistica come
Song For My Father ed a cui contribuiscono significativamente Gatto,
Bosso, Giuliani, Ciancaglini; infine Piero Bassini, in compagnia di
Michele Bozza, Prina, Luis Agudo e Gianni Grechi, di cui viene ripubblicata una
composizione della metà degli anni '80 contenuta nell'Lp
"In The Shadow". E' interessante notare come in quest'ultimo brano si fondano in modo superbo una virile, malinconica e accorata linea melodica ed un compiuto senso della forma e della struttura, arricchite da assoli incisivi su cui Agudo ricama trame e colori semplici quanto efficaci e ritmicamente sofisticati.
Le musiche comprese in questa racolta riuniscono musicisti di generazioni, razze, culture, latitudini molto diverse: portoricani, argentini, neri americani, brasiliani, italiani, panamensi, e riflettono ritmi e colori di origini molto diverse fra loro.
E' una sorta di colorato melting pot globale in cui si riflettono specificità locali e istanze globali sintetizzate da un linguaggio, il jazz, che si dimostra perfetto veicolo di unificazione e capace di riflettere in modo indiscutibile una così ampia ma sempre ad alto livello varietà di contesti.
The Latin Jazz Side
è non soltanto un disco molto godibile in se stesso, ma anche una valida sintesi e introduzione al catalogo
Red Records in generale, ed in particolare a quello dei singoli autori e ad una delle correnti più vitali delle musiche di oggi.
Vale ampiamente i soldi che costa e vi ripagherà con numerosi ascolti nel tempo, che sicuramente potranno svelarvi musicisti, autori, solisti che, con le parole di
Dave Liebman sono "un mondo in se stessi" e che meritano di essere ascoltati e conosciuti; non solo per il molto che valgono, ma soprattutto per ciò che hanno da dare come pathos, intelligenza e sensibilità musicale. Tutto questo servirà non solo ad arricchire il vostro piacere dell'ascolto, ma anche a spingervi ad un maggior approfondimento di un ulteriore significativo aspetto della realtà, qualità e varietà del jazz di ogni periodo storico.
Luca Conti
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