Non è un cd destinato a un ascolto immediato e superficiale
Le case di Berio di
Enrico Intra. Si tratta, piuttosto, di un lavoro molto meditato e pensato e,
pertanto, chiede di essere spiegato o, quantomeno, qualche cenno preliminare che
ne delinei il progetto.
Già soltanto il titolo, Le case di Berio, dedicato a uno dei maestri
della musica colta del Novecento, ci introduce in ambienti sonori che prendono ispirazione
dall'estetica musicale di Berio, permettendo pertanto a Intra di muoversi
entro orizzonti musicali di ampio respiro. Lo spunto per il titolo viene tuttavia
da Umberto Eco che, in un dibattito sulla musica di Berio, ricordò come il
grande compositore gli avesse chiesto di scrivere qualcosa sulla casa, senza che
Eco capisse però il senso di quella richiesta. Ed è proprio Intra, con questo
cd, a proporre una possibile risposta a quella domanda, risposta espressa nel medesimo
linguaggio di Berio, quello musicale e sonoro. E, dunque, nove sono gli episodi,
le stanze, gli ambienti di cui si compone la casa di Berio.
Nove ambienti diversi, estrapolati da Intra da sette anni di registrazioni
del suo Sound Project, dove con partners sempre diversi e di cultura musicale
differente ha condiviso un progetto legato dal comun denominatore dell'improvvisazione
più totale.
Se ogni episodio singolarmente preso è incommensurabile all'altro per occasione,
ispirazione ed espressione, il progetto unitario di Intra prende forma nell'architettura
della casa che ordina le sue stanze.
Oltre ovviamente alla costante presenza dello stesso Intra, in vesti
diverse, da pianista solista a direttore di ensemble orchestrali, la fragile struttura
de Le case di Berio si tiene insieme in virtù del tappeto di elettronica
minimalista che Alessandro Melchiorre tesse lungo l'intero cd, sia come intermezzo
sonoro tra un brano e l'altro sia all'interno del singolo episodio. Ed allora è
proprio il senso del progetto d'insieme a emergere sui singoli episodi, come se
le improvvisazioni di
Mauro Negri, Marco Vaggi, Giorgio Gaslini,
Gianluigi
Trovesi, Markus Stockhausen,
Franco D'Andrea,
del Quartetto d'archi Musica/Realtà, di
Paolo Damiani,
Wissam Joubran, Tony Arco, della Civica Jazz Band & Time Percussion
e di Roberto Fabbriciani avessero trovato nella casa di Berio l'unica dimora
per loro possibile.
Dario Gentili per Jazzitalia