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Edizioni Ishtar - SSB 027 - 2006

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Franco D'Andrea
Live At Radio Popolare


1. Freely 4.58
2. Bluesy 5.07
3. I Got Rhythm 4.12
4. Naima 5.47
5. Quickly 8.03
6. roots 3.29
7. Two Colors - Epistrophy 6.09
8. I've Found A New Baby - Misterioso - Savoy Blues 8.07
9. Fascinating Rhythm - Turkish Mambo 5.16
10. M2 6.15
11. Lover Man 8.47
12. C Jam Blues - W.R.U. - Like Sonny - Six Bars 8.38

Franco D'andrea - piano


La confidenza che oramai Franco D'Andrea possiede per le registrazioni di piano solo è tale che verrebbe quasi da dire che sia in assoluto questa la condizione a lui più congeniale. Dopo il progetto con la Philology che lo ha portato ad una monumentale registrazione di ben otto volumi in cui D'Andrea ha utilizzato il materiale più disparato, è davvero difficile non domandarsi, ogni volta che lo si ascolta da solo, quali saranno i suoi nuovi approdi musicali.

Il suo pianismo è giunto ad un livello di maturità straordinario, con un sound ed un linguaggio originale ed inconfondibile. Sotto questo profilo Franco D'Andrea è uno dei pochi pianisti italiani davvero di qualità e di spessore internazionale, a cui va concesso l'onore (ma chiaramente anche l'onere) di un confronto diretto con i grandi della musica jazz. Il suo pianismo non si muove sulla base di quella matrice evansiana che in Italia caratterizza, ad esempio, l'approccio di Enrico Pieranunzi (né tocca i vertici compositivi, davvero notevoli, di quest'ultimo) così come non è caratterizzato dallo straripante ed impetuoso stile di Stefano Bollani (in assoluto il più talentuoso ed estroso dei pianisti italiani) ma si definisce soprattutto per le sue straordinarie linee d'improvvisazione che nascono da un perfetto equilibrio tra creatività (a tratti illogica, come affermò nel 2002 lo stesso Bollani nelle note di copertina di Solo 1) e rigore. La grande libertà espressiva che consente il piano solo diviene – come in questa bellissima registrazione – anche il segno di una "responsabilità" maggiore per il musicista, il cui grado di consapevolezza incide in maniera determinante sull'esito del lavoro.

Nella cristallizzazione dei suoi stilemi linguistici Franco D'Andrea sintetizza in modo straordinariamente organico (e, aggiungerei, in questa registrazione, incredibilmente privo di sbavature) elementi molto diversi. Se si confronta il susseguirsi di grappoli di note e la velocità improvvisativa della sua Freely con il lirismo elegante e "morbido" della reinterpretazione della coltraniana (ed incantevole) Naima o ancora con la rivisitazione personalissima di I got rhythm si rimane sbalorditi da come il pianista di Merano mantenga intatta l'impronta fondamentale del suo stile. L'osservazione non è poi tanto banale se si valuta attentamente il percorso che viene affrontato in questo Live. Le inflessioni classiche rintracciabili, ad esempio, proprio in I got rhythm – la cui versione pare, nei suoi passaggi più lirici, ammiccare a quella, per l'appunto classica, data da André Previn – o anche in Fascinating Rhythm (entrambe, come è noto, composizioni di Gershwin) sono integrate perfettamente con i chiari elementi monkiani dello stile di D'Andrea.

Il medley, davvero singolare, tra la splendida Misterioso di Thelonius Monk, la I've found a new baby di Spencer Williams e, soprattutto, la Savoy Blues di Kid Ory può essere, in un certo modo, paradigmatico. D'Andrea pare qui attingere a piene mani dal grande stile pianistico di Art Tatum, uno degli esempi più eccellenti di coniugazione tra linguaggio jazzistico e linguaggio classico. Le citazioni pianistiche contenute nella registrazione sono d'altronde numerose: Tatum, Monk, Tristano, Ellington sono punti di riferimento espliciti. Credo tuttavia si possa affermare che nello stile e nel linguaggio pianistico di Franco D'Andrea si trovi soprattutto una attenta disamina del linguaggio monkiano ed una sua matura metabolizzazione. L'approccio "cubista" della musica di Monk – della sua singolarissima concezione armonica, del suo sezionalismo ritmico – è ampiamente sedimentato nel piano di Franco D'Andrea. Il modo in cui rivede la bellissima composizione di Lennie Tristano Turkish Mambo (scelta assai significativa), miscelata non a caso con Fascinating Rhythm, è esemplificativa di questo lavoro di rielaborazione del pianismo di Monk. Ancora la sua composizione M2 sembra rispondere alla stessa logica. Ancor più, la migliore esplicitazione di tale legame mi pare possa rintracciarsi nel bellissimo ed efficacissimo medley tra la sua composizione Two colors e la meravigliosa Epistrophy (ancora uno splendido esempio della grande genialità monkiana).

In sintesi, l'originale linguaggio di D'Andrea si esprime qui (come altre volte) in tutta la sua maturità ed in modo decisamente ispirato. Le sue straordinarie doti improvvisative e le splendide costruzioni delle frasi musicali rendono senza dubbio il Live at Radio Popolare un disco di notevole bellezza.
Alessandro Giamatti Fubini per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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