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2006 - Edel
Raphael Gualazzi
Love Outside the Windows


1. Simple song
2. A song for your soul
3. Besame mucho
4. A devil crying
5. Escape
6. A french cartoon
7. Georgia on my mind
8. Jameson’s lament
9. Peace
10. Summertime
11. Crazy rag blues
12. Crying laughing
13. Love outside the window
14. Sweet fucking blues

Raphael Gualazzi - vocals, piano and arrangements
Deborah Vico - String arrangements
Marco Ricci - Double bass
Mauro Beggio - Drums
Luca Marziali - Violin
Aurelio Venanzi - Viola
Andrea Agostinelli - Cello



Il 23enne aspirante crooner Raphael Gualazzi pubblica un cd estremamente accattivante, in cui è fin troppo facile rintracciare stili molto distanti fra loro, che trovano un trait d'union nel modo assai singolare di riuscire a mescolare blues, jazz, fusion, soul e, soprattutto, ragtime. Sembra appunto il rag essere il denominatore comune dell'album, con la possibilità che offre d'esser liberi d'improvvisare in tutta libertà. La solida conoscenza classica, unita ad un talento che lo conduce naturalmente ad espressioni musicali multiformi e coloratissime, contribuisce a dar vita ad un'opera dominata dalla ricerca costante della libertà creativa. Ciò non può non esser colto fin dal primo ascolto. In realtà l'aspetto più interessante di questo giovane ed estroverso cantante/pianista sembra, a parere di chi scrive, l'ironia, un gran senso dissacratorio di divertissement fatto di citazioni, incisi curiosi, quartine improvvise che giungono subitanee quando meno l'ascoltatore se l'aspetta, e che non possono non divertire. In tal senso pare significativa la divertente rilettura di "Georgia On My Mind", simpatica, segnata da un tono di voce scattante; stessa intenzione in "Besame Mucho", fraseggi che dànno buonumore, intersezioni strumentali da "don't shot out, I'm only the piano player" ma sempre garbate e riproposte, a nostro modo di vedere, in tempi in cui è spesso l'accademismo (presunto colto) a farla da padrone in àmbito jazzistico. Ciò non significa che Gualazzi pensi solo alla goliardia. Si ascolti il secondo brano, "A song for your soul", un brevissimo soul intenso, meditativo, francamente intelligente, come anche "A devil crying", fulminea track che parte come pop ballad appassionata e finisce, ancora una volta, in ragtime, per il gran divertimento del Gualazzi stesso. Sinceramente il progetto rimanda al Tom Waits di "Nighthawks at the diner", al Paolo Conte di "Concerti" e di "Razmatazz" (musicista che, peraltro, degli stessi Anni è innamorato): ma in questo non c'è giudizio morale, solo il riconoscimento del fatto che ognuno è figlio di un'idea.

Al nostro non manca certo abilità di fraseggio, fatto ancor più evidente dove è il blues a prendere le corde interiori, anche quando si esibisce in scat improvvisi e un po' "pericolosi", anche quando propone la sua versione di "Summertime", pentagramma "sacro" della storia del jazz, quasi riletta secondo i canoni per i quali avrebbe potuto esser eseguita, ai tempi in cui George Gershwin ebbe la genialità di comporla, nei saloon, nelle sale da avanspettacolo, nei piccoli cinema di periferia, dove tutto in rag andava poi a finire; si noti che Gualazzi ha, in questo stesso brano, la magnifica sfrontatezza di contrappuntarle "It don't mean a thing", come un lampo a ciel sereno. Una curiosità che forse può dar la chiave di lettura dell'opera: come si conclude il cd? Ma con le note di "That's all folks", dei cartoni animati di Daffy Duck e Bugs Bunny!

Talora si ha la sensazione che si esageri, che si torni un po' troppo spesso sulle stesse note; ma, alla fine, perché no?, lasciamo che Raphael si diverta…
Fabrizio Ciccarelli per Jazzitalia


Nella sala B di via Asiago, in diretta per il programma di RadioTre "La stanza della Musica", si è tenuto uno show case per presentare un giovane pianista/compositore al suo album d'esordio, "Love Outside the Windows": il musicista è Raffaele "Raphael" Gualazzi da Urbino.

La formazione, mutuando dal calcio, rimaneggiata per l'occasione rispetto a quella del disco, vede Daniele "Lele" Barbieri alla batteria, Felice Del Gaudio al contrabbasso, oltre all'accompagnamento di un quartetto d'archi. Molta è la curiosità per questo ventitreenne innamorato della musica degli anni trenta e del suo pianoforte. Per sua stessa ammissione la passione per il ragtime nasce dalla euforia ed il coinvolgimento che questa musica trasmette, meno legata al pentagramma rispetto al jazz, stile nato durante il Proibizionismo quando forte era la voglia di divertirsi e dimenticare la Grande Depressione.

Intensa è l'influenza del jazz arcaico dei vari Scott Joplin, Jelly Roll Morton, Fats Waller ed Art Tatum; senza disdegnare le influenze soul e blues attingendo da Jamiroquay a Ben Harper, questa fusione di stili e di intrecci garantisce alla musica di Gualazzi un ascolto di grande attualità.

Durante la serata abbiamo ascoltato tutti i 14 brani che compongono l'album, undici originali da lui composti, oltre a tre standards rielaborati ed arrangiati secondo il suo personalissimo stile. Appuntamento sicuramente gradevole e festaiolo, grazie alla verve e alla musica dell'urbinate voce da crooner, con quel simpatico accento emilian/marchigiano, il suo stile da stride piano, il suo abbigliamento anni Trenta con annessa coppola, lo rendono "personaggio". Di sicuro un ottimo musicista di naturale talento, una personalità artistica consistente. Molte idee, alcune forse ancora da collocare correttamente ma, visti i soli 23 anni, questo può starci. Non è certo un caso che le musiche di "Love Outside the Windows" sono co-edite dalla Southern Music (Peter Southern Group) nell'ambito del catalogo internazionale che contiene, tra l'altro, artisti di fama come Madonna, Bjork, Bublè, W. Houston ed altri.
Franco Giustino per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 02/05/2006

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