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RJR CD007
Riviera Jazz Record - 2002 ©

Quintetto Ritimico di Milano
diretto da Luciano Zuccheri

1. La pupa della nonna (Cesare Valabrega -Francesco Ferrari)
2. Ritmando sotto l'ombrello (Manuel De Serra -Cariga)
3. Sussurro di primavera (Aldo Saitto -Alessandro Derevitsky)
4. Lacrime innamorate (Mario Di Stefano)
5. Improvviso (Luciano Zuccheri)
6. In gamba come me (Valerio Vancheri)
7. Vagone letto (Luciano Zuccheri)
8. Sarà l'amore,? (Luciano Zuccheri)
9. Io cerco la Titina (Giuseppe Di Napoli -Leo Daniderf)
10. Ritmo allegro (Luciano Zuccheri)
11. A zonzo (Riccardo Morbelli -Gino Filippini)
12. Che ritmo senti che ritmo (Ottavlo De Santis -Natalino Otto)
13. L'uccellin volò volò (Rolando Rolandi -Luciano Zuccheri)
14. Accordando il violino (Giovanni Ferrero )
15. Moto perpetuo (Luciano Zuccheri)
16. Ritmo 700 (Luciano Zuccheri)
17. Orientale (Luciano Zuccheri)
18. Preludio in Do (Cosimo Di Ceglie)
19. Il ritmo dell'amore (Romero Alvaro)
20. Vecchia gente (The Old Folks At Home) (Traditional)
21. Malinconia negra (Romero Alvaro)
22. Programma BBC (Francesco Paolo Ricci)
23. Vecchio negro (? Trama)
24. Domenica allegra (Franco Mojoli)
25. Dove mai sarà (I Wonder Where My Baby Is Tonight) (Walter Donaldson -Gus Khan)
26. Prima tanto dopo niente (Ezio Gheri -Canzio Allegriti)

Sergio Almangano -
violino
Luciano Zuccheri -
chitarra solista
Armando Camera -
chitarra
Carlo Alberto Carutti -
chitarra
Ubaldo Beduschi -
contrabbasso
Giuseppe "Pinun" Ruggeri -
batteria
Tina De Mola -
voce
Gianmario Guarino -
violino
Natalino Otto -
voce
William Righi -
violino
Angelo Servida o Trama -
chitarra
Giovanni Ferrero -
violino
Germano Tellarin -
clarinetto
Gino Massa -
violino
Nini Rosso -
chitarra

Luciano Zuccheri (Spilimbergo, 12 luglio 1911 - 4 giugno 1981) costituì il Quintetto Ritmico di Milano nel 1941 in piena seconda guerra mondiale. Negli anni precedenti, dal 1933 aveva fatto parte dell'orchestra di Piero Strazza e Aldo Poggi, la famosa Orchestra Pieraldo che suonava alla Taverna Ferrario di Milano.

«Fu il trombettista Giuseppe Alù a farmi entrare con Pieraldo - ricorda Zuccheri - All'epoca era considerata l'orchestra più prestigiosa, sia per la bravura dei musicisti che per le alte paghe che i due leaders davano ai loro solisti. Fu con quell' orchestra che iniziai a suonare la chitarra con il plettro; in precedenza seguivo la tecnica classica e suonavo con le dita».

Lasciata la Pieraldo Band Zuccheri entrò, sostituendo il chitarrista Armando Camera, nel gruppo che Kramer dirigeva all'Embassy, sempre a Milano, col quale ebbe la possibilità di mettersi definitivamente in luce e soprattutto di incidere dischi importanti (pubblicati su Riviera RJR 002).

La permanenza con Kramer gli valse, nel
1938, un contratto in esclusiva con La Voce del Padrone con cui iniziò ad incidere dischi semicommerciali. Quelle incisioni che erano fantasie di motivi in voga in cui era accompagnato da una sezione ritmica, lo resero popolare ma non evidenziarono le sue qualità jazzistiche. Fu solo nel 1941 e soprattutto dall'anno successivo quando iniziò ad incidere, che Zuccheri entrò prepotentemente nel mondo del jazz italiano rivelandosi solista di grande talento.

Ammiratore incondizionato di Django Reinhardt, decise di formare un complesso che seguisse l'estetica del Quintette du Hot Club de France i cui dischi venivano pubblicati regolarmente in Italia. C'erano un violino, tre chitarre, un contrabbasso più una batteria «che doveva suonare in modo molto leggero - ricorda ancora Zuccheri - solo per tenere i collegamenti».

Il chitarrista poteva contare soprattutto su alcuni straordinari violinisti che si alternarono nel corso di quei sette anni che videro attivo il Quintetto Ritmico di Milano, dal punto di vista discografico. Il primo a far parte del complesso fu il violinista Sergio Almangano, seguito poi da Gianmario Guarino, Armando Camera, William Righi (di cui si possono apprezzare le doti nelle incisioni con la sua Orchestra Nuovo Stile pubblicate su Riviera RJR 003), ancora Gianmario Guarino e, nel dopoguerra, Gino Massa ritornato dalla Svizzera, non senza aver prima sperimentato, come nel Quintette du Hot Club de France, un clarinettista, Germano Tellarin.

La Fonit che accettò di buon grado di incidere questo complesso, "costrinse" Zuccheri ad utilizzare anche dei cantanti. I primi furono Till Cappellaro e la deliziosa Tina De Mola, poi Natalino Otto, tutti crooners dotati di swing.

Ciascuno dei vari violinisti che si succedettero nel Quintetto suonava in modo diverso: Almangano e Camera amavano Joe Venuti, Guarino aveva uno stile assai personate e soprattutto una tecnica strabiliante, William Righi che era anche sassofonista e clarinettista, risentiva più degli altri dell'influenza dei musicisti di colore, e infine Camera e Giovanni Ferrero (che purtroppo incise poco con il complesso), essendo anche chitarristi, avevano una conoscenza perfetta dell'armonia.

Adriano Mazzoletti


Luciano Zuccheri (anni '50- '60)
foro gentilmente concessa da Giovanni Carena, con Zuccheri nella foto

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COMMENTI
Inserito il 31/1/2011 alle 19.37.56 da "italoweber"
Commento:
eccezionale oggi no0n più ripetibile.
 
Inserito il 6/1/2016 alle 16:31:49 da "giocar1932"
Commento:
Negli anni 50-60 l'ho conosciuto ed abbiamo fatto amicizia e tutte le volte che veniva dalle mie parti andavo ad ascoltarlo,un grande,
ho qualche disco 33 giri che a inciso col sistema hawaiano ,grande grande Luciano
( Ho una foto con lui ad una serata ,non sono in grado di pubblicarla qui purtroppo ma con la mia email forse potete trovarla)
Saluti a tutti i fans di Luciano
 

Questa pagina è stata visitata 9.030 volte
Data pubblicazione: 06/02/2003





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