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Ed. "Egea"– SCA 119

dove acquistare e scaricare musica, vendere e proporre la propria musica...
Raffaello Pareti
Maremma


1. Maremma (anonimo) 1:42
2. La danza di Zoe (R. Pareti) 4:16
3. Missing (R. Pareti) 5:21
4. Drost nià (R. Pareti) 4:42
5. Infanzia (R. Pareti) 6:29
6. Valà Ralboni! (R. Pareti) 4:11
7. Ulisse (R. Pareti) 3:28
8. Come nei film (R. Pareti) 4:54
9. Yusif (B. Ferra) 4:22

Antonello Salis - fisarmonica, piano preparato e percussioni
Stefano Cantini - sax soprano
Bebo Ferra - chitarra
Raffaello Pareti - contrabbasso
Stefano Bollani - pianoforte (in 2, 3, 6)
Walter Paoli - percussioni (in 4)




EGEA Records & Distribution
C.so Mazzini, 12
12037 SALUZZO (CN)
Tel. +39 0175 217323
Fax: + 39 0175 475154
E-mail: info@egearecords.it
www.egearecords.it


Vi ricordate l'aforisma di Massimo Troisi secondo il quale, dopo un' opera prima particolarmente ben riuscita, bisogna affrettarsi a sbagliare la seconda per poi passare subito alla terza? Questo teorema viene clamorosamente confutato dal secondo disco della formazione guidata da Raffaello Pareti, che rispetto al primo ("Il circo" – Egea, 2003) è altrettanto bello e, per certi aspetti, più ricco.

Il gruppo, in questo nuovo lavoro, è supportato da Stefano Bollani (piano in La danza di Zoe, Missing e Valà Ralboni), Walter Paoli (percussioni in Drost nià) e prevede il passaggio di Antonello Salis al piano preparato in Ulisse e Yusif. Nonostante ciò comporti, rispetto al disco precedente, arrangiamenti più articolati e una formazione un po' meno "atipica", in "Maremma" non vengono meno la freschezza e la vivacità. Sembra, anzi, che l' autore, prevedendo anche momenti di improvvisazione collettiva, si sia divertito ancora di più a sperimentare tutto quello che è possibile fare avendo a disposizione un tale amalgama di fuoriclasse.

Del resto in questo disco si conciliano anche altri opposti: ad esempio il suono meraviglioso del sax soprano di Stefano Cantini è chiarissimo ma contemporaneamente "scuro" (chi ha vissuto intensamente la Maremma ritroverà nella title-track tutte le sensazioni, rumori, colori e odori di questa terra), e lo stile di Bollani è come sempre impeccabile e contemporaneamente scanzonato. Mi riferisco, inoltre, ai fraseggi cantabili e stralunati di Antonello Salis, che ha un approccio lirico ma contemporaneamente ………"free".

Raffaello Pareti si conferma autore degno di massimo rispetto per la sua capacità di scrivere Musica bella al di sopra di qualunque classificazione: nei panni del commerciante che deve decidere in quale settore esporre questo disco mi troverei in serie difficoltà, e alla fine credo che lo includerei tra le "colonne sonore autosufficienti", cioè quelle di per sé capaci di evocare immagini senza alcun bisogno di essere abbinate a un film.

E' difficile scegliere tra i brani: segnalo Valà Ralboni, ironica citazione dello stile Rava-Bollani (dei cui cognomi il titolo è, appunto, l' anagramma) e Drost nià, rocambolesca improvvisazione in 11/4 "sdrammatizzata" dal gramelot finto-sovietico sul solo centrale di Salis.

In conclusione, chiunque intenda per "jazz" una musica un po' noiosa fatta da occhialuti intellettualoidi depressi troverà che questo disco sicuramente non è jazz. E può darsi anche che effettivamente non lo sia...il "chissenefrega" è d' obbligo.
Gianni Rubolino per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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