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Wide Sound - WD150

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Bosso - Mannutza - Muresu - Volpe
Mare Mosso


1. JoJo
2. Smatter
3. Sintetic
4. Las Gatas
5. 65 Hemenway St.
6. Falling Grace
7. Spite
8. On My Way Upstairs
9. Il Ballo Della Felicità
10. Longing
11. 500 Miles High (bonus track)

Fabrizio Bosso - tromba, flicorno
Luca Mannutza - piano
Nicola Muresu - contrabbasso
Marco Volpe - batteria



via L. Fioravanti 26
64020 Nepezzano (TE)
Tel./Fax 0861.558611
email:
info@widesound.it


Amare il be-bop può essere ancora peccato? E per questo si può rischiare di non essere "originali"? Oppure provare il terrore di non riuscire ad aggiungere nulla ad uno stile che già ha dato molto, forse tutto? Certo dipende da cosa cerchiamo nel suono, se ciò che aneliamo è il piacere dell'ascolto senza pregiudizi, allora è possibile lasciarsi trasportare dai Mare Mosso attraverso un percorso piacevole fatto di evocazioni melodiche, a volte ricco di sorprese, in cui convivono in modo originale lo spirito boppistico e la grande freschezza dei quattro musicisti: Fabrizio Bosso, Luca Mannutza, Nicola Muresu e Marco Volpe.

Il quartetto è di quelli "granitici", propone brani decisamente raffinati, nobilitato dalla splendida tromba di Fabrizio Bosso e da una ritmica – termine generico per definire il gruppo di strumenti a cui viene affidato il compito di sostegno ritmico/armonico nelle band – che qui risulta parte integrante e costruttiva di un discorso musicale assai più ampio che non può essere archiviato con il solo termine che la indica.

L'eleganza ed il lirismo del pianismo di Mannutza sono elementi principali del suo idioma espressivo, una mano destra propositiva in grado di trattare l'armonia colorandola di fattezze multiformi. Contribuiscono al pregio dell'album Nicola Muresu, così piccolo in confronto al suo contrabbasso, ma in grado di domarlo con assoluta maestria, e la batteria di Marco Volpe con il suo drumming raffinato e delicatamente deciso a ricamare ogni contorno. I quattro "giovani leoni" hanno bene in testa, anzi perfettamente armonizzato nelle loro dita, gli stilemi legati alla tradizione utilizzandoli come piattaforme su cui elaborare inedite strutture armoniche. I brani incisi sono 11, 8 originali e 3 riproposizioni, Smatter di K. Wheeler, Falling Grace di Steve Swallow e la bonus track "500 Miles High" di C. Corea, qui riproposta in una interpretazione live in versione "elettrica".

Ogni brano è un dialogo piacevole tra la tromba solista ed i tre strumenti di accompagnamento che indicano percorsi, senza inutili confronti, dialoghi costruttivi lontani dalla pretenziosità, divenendo infine percepibili ispirazioni. Il linguaggio scorrevole della tromba di Bosso e la limpidezza espressiva del pianoforte di Mannutza danno vita a lirici ed a volte intimi duetti di splendida fattura, arabescati dagli innesti di Muresu e Volpe, come nella sognante e dolorosa "65 Hemenway st" dello stesso batterista, o l'intensa "Las Gatas" di Marcello Pillitteri – autore inoltre della "quasi hard-bop" "On My Way Upstairs" e della delicatissima e suadente "Longing" – tutte nel segno del più corrosivo e acuto interplay dei quattro -, con improvvisazioni abilmente condotte al guinzaglio, che lasciano comunque la libertà di esprimersi con una elegante formula e swing delicatamente d'altri tempi, per un risultato poco prevedibile e gradevole all'ascolto.

La cosa che maggiormente colpisce nel disco dei "Mare Mosso" è la capacità di comunicare in modo singolare e nello stesso tempo strutturato e moderno, pur conservando un forte background legato al passato. Senza lasciarsi ingannare del nome non verremo trascinati in una "burrasca" di immagini sonore, bensì in un rilassante e delicato album che pur non offrendo pirotecniche novità risulterà alla fine piacevole.
Franco Giustino per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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