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Auand – AU9005

Paolo Angeli – Antonello Salis
MA.RI.

1. Craul: 1500 m. a stile (libero)
2. Carta d'imbarco
3. Vasche / Per un pugno di dollari
4. A braccio / Mother nature's son
5. MA.RI.

Antonello Salis, piano e accordion
Paolo Angeli
, prepared Sardinia guitar (chitarra del "canto in re")


dove acquistare e scaricare musica, vendere e proporre la propria musica...


Auand Records di Marco Valente
via XXIV maggio, 40
70052 Bisceglie (Ba) Italy
tel&fax +39.080.3929215
mobile +39.347.6107026
e-mail:
feedback@auand.com

Poliritmie cadenzate, stillanti sonorità chitarristiche, vorticose rincorse virtuosistiche fra due strumenti talvolta percossi, talaltra pizzicati sullo sfondo a chiaro-scuri indefiniti del proscenio d'un teatro o d'un jazz club: questo il leit motiv del cd MA.RI., affascinante registrazione live di tre concerti che la fantasia dei sardi Antonello Salis, cagliaritano di Villamar (piano e accordion) e Paolo Angeli, gallurese di Palau (chitarra sarda preparata) ha saputo generare, al di là e al di sopra di qualsiasi schema precostituito, per dare così sfogo agli impeti d'estemporaneità narrativa di cui è intrisa la loro elevata vibratilità musicale.

Apre l'album Craul: 1500 m. a stile (libero), che immette subito nell'atmosfera del concept, quando la chitarra, da pizzicata, diviene inaspettatamente distorta, su un febbricitante accompagnamento di piano che sottende melodie quasi orientaleggianti, mentre invertiti i ruoli, su una incalzante cavalcata della chitarra preparata del compagno, il tastierista di Villamar fa sentire la presenza del suo piano con manciate di accordi improvvise e cascanti. Nonostante l'esecuzione estemporanea in caduta libera, l'intesa fra i due è tale e tanta che mai si ha l'impressione che essi vadano ciascuno per conto proprio, anzi notevole è l'intelligibilità del progetto, nonostante il suo ascolto non certo immediato. Una martellante melodia viene sottolineata dall'unisono fra la voce e la sanguigna fisarmonica di Salis, e le danze di note si inseguono e susseguono nell'alternarsi dei variegati ritmi, mentre uno scherzoso blues modale emerge dallo stuolo di guizzanti risonanze. Sul finale, l'ambientazione si fa più rarefatta, placando gli animi dei due strumenti e dei rispettivi musicisti, i quali si concedono ad un evocativo giro da carillon sui sovracuti… Più sfuggente Carta d'imbarco, con Salis adesso all'accordion, timbro vagamente spagnoleggiante e rapsodico, mentre il chitarrista palaese si produce in pizzicati sempre più ronzanti delle sue sei corde del "canto in re": interessante come questo strumento, mediante l'uso di pedali e due serie di corde montate sullo stesso manico, gli consenta di abbracciare una notevole gamma di suoni, da profondi gravi battenti a taglienti acuti, giostrando corposamente anche le sezioni intermedie. Più fibrillante l'intermezzo affidato alle circolari frasi sulla fisarmonica, sospese sui bassi prolungati e punteggiate da sincopati accenti della chitarra.

Cantilenante e giocoso il terzo pezzo, unione in sequenza di due distinti temi, l'originale Vasche, costruita sul fluire regolare degli armonici di Angeli cui Salis fa riscontro con accordi dissonanti e percussivi del piano. Sempre rintracciabile una precisa figurazione ritmica, alla quale i due artisti restano abbarbicati, permettendo all'ascoltatore di seguire le loro evoluzioni nonostante il fitto sottobosco di tremule e malinconiche vibrazioni sonore cui riescono a dar vita. La seconda parte, anticipata da struscianti scansioni dell'archetto sulle corde di Angeli, consta di una interessante rilettura del celebre tema morriconiano Per un pugno di dollari, colonna sonora tratta da uno dei capolavori di Sergio Leone (che tanto il compositore che il regista firmarono nel 1964 con pseudonimi, rispettivamente Dan Savio e Bob Robertson) il cui motivo viene qui esposto dal pianista all'unisono con un sottilissimo fischio labiale, sulle galoppate sciolte prima da finissime corde e poi dal basso della chitarra. Pure il quarto brano è un medley, costituito dalla composizione A braccio del duo artistico, collegata a filo doppio ad una personale ed originale rivisitazione della beatlesiana Mother nature's Son. Intenso il solo di Salis, prima nervoso e sul finale rilassato, a risolvere in punta di dita verso il carattere pacato dell'ultimo brano, MA.RI., il quale parte con un profondo respiro risaccante e regolare in cui la chitarra suona un pedale di basso sostenuto, sopra il quale Salis svolge in chiusura una breve e saltellante danza popolare.

Un disco certo molto più animato e sorprendente rispetto alla placida ed oleosa calma che la copertina marittima potrebbe suggerire, per raccogliere e riproporre le suggestive emozioni che gli spettacoli hanno regalato dal vivo.

Da ultimo, al di là dell'aspetto prettamente musicale, il cd contiene anche una traccia dati con spiegazioni relative alla chitarra di Angeli e alcune splendide e suggestive immagini dei due musicisti scattate da Nanni Angeli.
Antonio Terzo per Jazzitalia



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Data ultima modifica: 05/01/2008

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