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Alberto Greguoldo
Memories of Duke Ellington


1. It Don't Mean a Thing (D. Ellington) 4'00"
2. Satin Doll (D. Ellington – B. Strayhorn – J. Mercer) 6'46"
3. Caravan (D. Ellington – I. Mills – J. Tizol) 5'24"
4. In a Setimental Mood (D. Ellington – I. Mills – M. Kurtz) 6'28"
5. Drop Me Off At Harlem (D. Ellington – C. Kenny) 3'51"
6. In a Mellow Tone (D. Ellington – M. Gambler) 3'44"
7. Sophisticated Lady (D. Ellington) 1'25"
8. Take The a Train (B. Strayhorn) 3'35"
9. Mood Indigo (D. Ellington – I. Mills – A. Bigard) 7'11"
10. Perdido (J. Tizol) 3'34"
11. Come Sunday (D. Ellington) 4'40"

Alberto Greguoldo - Sax Tenore, Alto, Soprano
Cristiano Callegari - Piano
Matteo Callegari - Voce
Mattia Magatelli - Contrabbasso
Riccardo Tosi - Batteria
Riccardo La Barbera - Piano
Yuri Goloubev - Contrabbasso
Silvio Malinverno - Trombone
Andrea Chiodo - Piano
Roberto Casella - Contrabbasso
Sergio 'cece' Chiesa - Batteria


Alberto Greguoldo è un giovane saxofonista che da alcuni anni è attivo sulla scena musicale lombarda e sta facendosi conoscere dal grande pubblico del jazz.
Dopo il disco di esordio "Places of Dance" al quale ha partecipato il noto pianista vogherese Umberto Petrin, ecco che esce il secondo disco da leader di Greguoldo: Memories of Duke Ellington.

Si tratta di un lavoro importante, musicalmente ambizioso, visto soprattutto i numerosi musicisti che si sono prestati a suonare, ma allo stesso tempo accessibile e di grande impatto sonoro, due qualità che non facilmente riescono a convivere.

I brani, che fanno parte del classico repertorio di Duke Ellington, rispecchiano un progetto musicale fortemente organico e pur se la tonalità musicale dominante è d'ispirazione jazzistica, non mancano concessioni ad altri stili e atmosfere, soprattutto al blues, ma anche a ritmiche latine come quelle introdotte dalla batteria in Caravan e Perdido: il primo arricchito dal trombone di Silvio Malinverno e dal sapore arabeggiante del sax di Greguoldo, il secondo molto allegro e carico di energia, tipico dei pezzi sudamericani.

Tra le tante composizioni del "Duca" non poteva mancare Sophisticated Lady, una dedica di un sax soprano in solitudine che si leva con un suono caldo e intenso accompagnato ritmicamente solo dal guiro.
E poi Take The A Train, uno tra i pezzi più famosi della storia del jazz, suonato da un veterano della batteria: "Cece" Chiasa.
Infine Come Sunday rappresenta il momento più intimista dell'intero lavoro, e il fatto di averla inserita come ultima traccia, rafforza la poesia racchiusa nelle note, una preghiera dai toni estremamente minimali dove spicca il calore della voce di Matteo Callegari.

Il suono dei sax di Greguoldo, che alterna con disinvoltura il contralto, il tenore e il soprano, è dolce e dotato di un'enfasi espressiva che lo porteranno sicuramente lontano nella sua carriera musicale.
"Memories of Duke Ellington" non è soltanto un album dalle sonorità intriganti, ma rappresenta anche una sapiente combinazione di stili, strumenti e personalità musicali in grado di rinnovarsi in modo sempre diverso di ascolto in ascolto e che sorprendono l'ascoltatore poiché si passa dai momenti frizzanti e briosi a momenti ricchi di phatos e sentimentali che solo il jazz può suscitare.
Esvelle Joubert









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Data pubblicazione: 13/12/2005

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